Giorno: 2 settembre 2017

proSabato: Angelo Pellegrino, da ‘In Transiberiana’

proSabato: Angelo Pellegrino, «La Cina è un paese androgino»

La Cina è un paese androgino, una linea di demarcazione netta tra il maschile e il femminile è difficile per noi notarla. Poi, oggi, tutti in tuta o in divisa, è ancora più arduo. Su uno stesso marciapiede di Pechino ho visto donne che stendono lenzuoli ad asciugare; poco più discoste, altre che riparavano suole di scarpe; nel mezzo, fra i due raggruppamenti, c’era un manipolo di sarti con l’ago in mano. Bisognava avvicinarsi molto per comprenderne il sesso… All’uniformità ossessionante dell’abito si aggiunge che le donne hanno pochissimo seno, quasi invisibile: fortuna che le giovani aiutano con le loro bellissime trecce, nerolucide come le penne dei corvi.
A Shanghai una ragazza in terra in mezzo alla strada si dimenava tra i raggi della sua bicicletta. Era stata investita da poco da un altro ciclista, il qual − lei ancora a terra − si rimette in sella e comincia a volteggiare intorno all’investita, piano, come a studiarla. Poi si ferma, scende, le raddrizza il manubrio distorto e tutto finisce lì, mentre continuano a dirsi qualche parola entrambi con lo stesso tono e volume: quelli normali, comuni. Ma nelle voci, così come nelle azioni, in tutto il comportamento, nelle immagini corporee, gestuali, era difficile distinguere chi dei due fosse il maschio o la femmina.
Tornando alla vecchiaia in Cina, devo aggiungere che ho visto sorridere quelle vecchie in un modo che non ha niente dell’anziano, né del bambino, né dell’adolescente. È un modo che appartiene a un’età che non c’è, un’età nota forse solo in Cina e che noi saremmo portati a definire − a torto − senza età. Le gelataie − sempre vecchie donne − che incontravo per strada sedute o in piedi dietro a una specie di carrozzella-ghiacciaia, sorridevano sempre quando mi accostavo per comprare qualche ghiacciolo (nessun occidentale di solito lo fa − si dice − per motivi d’igiene). Rispondevo anch’io sorridendo come potevo, perché il sorriso è direttamente contagioso e perché erano molto comiche quelle vecchie senza tuta che sembravano per metà cuoche e per metà infermiere. (altro…)