Giorno: 1 settembre 2017

Poetarum Silva a Festivaletteratura di Mantova

Anche quest’anno Poetarum Silva sarà al Festivaletteratura di Mantova, arrivato alla sua ventunesima edizione. Ci sarà nella persona di un’entusiasta Giovanna Amato, che inforcherà la fedele bicicletta cui come ogni anno darà u nome tratto da Agatha Christie e tenterà di essere ovunque e dappertutto, per condividere al meglio il ricco programma della manifestazione con dirette twitter e un post quotidiano.
Per consultare e scaricare il programma completo, qui.
Non dimenticate, nell’attesa, di rinfrescarvi la memoria con le cronache della scorsa edizione!
A seguire, il comunicato stampa. A presto con il Festivaletteratura, dal 6 al 10 settembre. (altro…)

Maria Borio, poesie da ‘L’altro limite’

Soppesi la mia vocazione,
non esagero,
poi parli dei passi più veri,
non ci credo.

Così vale adesso la conta
di gradi e virtù,
come mi hai chiesto
e ancora chiedi

chi siamo,
cose di vento,
cose che chiamano.

*

“trasparente
se la verifichi, ma tutt’altro che una serena esplorazione”

Quale direzione trattengono le cose,
quale semplice pretesa?
Il bisogno di uscita, l’intercapedine
che non ci isola.
La mia protezione è lontana
e solo umana, come il corpo
di una mente o una voce.
E lo spazio dove tutti valgono
il peso del giorno e nemmeno
si inanella di occhi. Di scatto
alcuni riconoscono che è possibile
anche il vuoto, altri si riprendono
dopo averlo colmato.
Ma il tuo nome è arrivato
sopra a un nulla, ha lasciato
con la luce la via.
Poi lo spazio si è preso
tutte le cose come mie e tue,
come le stringevi allora
in un balzo, nell’aria.

* (altro…)

Giovanni Fierro, Gorizia on/off (quarta parte)

parigi foto gm

Giovanni Fierro, Gorizia on/off (quarta parte)

[per leggere le 3 parti precedenti Goriziaon/off1  Goriziaon/off2 Goriziaon/off3

*

 

(#31)

La prima sberla l’ha messa a segno con cinque dita
la seconda tecnicamente si chiama manrovescio,
e ha fatto più male, per via dell’anello bello grosso.
Sara ha dieci anni, le piace la matematica e andare
in bicicletta, a settembre inizierà la prima media.
La marea della distrazione copre tutta via Garibaldi,
arriva fino a metà vetrine, si incolla sui muri, lascia
una scia che ha la bava del caldo più estivo.
Sua madre le spiega “la scottatura al polso?, è di
quando ho scolato la pasta”, lei sa che non è vero.
E sa anche che non sono dischi volanti i piatti che
a pranzo si frantumano nello spazio della cucina,
al muro. I suoi occhi hanno il colore di quelli di
suo padre, e lei pensa che è una trappola da cui
non può uscire; contare le sue parole buone è
contare le sue cravatte. E quando vede la madre
in bagno non le crede, “sono qui a farmi bella”.
Sara si conta le dita, si mette le cuffie per ascoltare
i Big Time Rush e sul suo diario segreto, per
difendersi, scrive “la mamma vuole bene al papà”.

*

(#32)

Gorizia oggi è una pelle profumata, tutta da leccare
dove l’Isonzo le passa più vicino, e l’inumidisce.
Trovo su di te il desiderio, la parte bella che mi lascia
inventare il piacere, la tua carne nel suo rossore è
ciliegia, si offre alla bocca e al gusto. Nella tua
primavera mi fai sentire un fiore. Sì, sono un girasole,
mi fai girare la testa. Lo sai, sempre la saliva aiuta
l’abbraccio, il tuo silenzio è la meraviglia che si apre,
assieme alla tua camicia e quest’aria è il polline
che voglio su di te. Gorizia è un’amante, manda
cartoline con su scritto ‘ti aspetto, qui ce n’è di luci’.
Lo so, la gioia la si tiene sempre per le caviglie, e
l’invito che ti faccio è ‘respira su di me’. Ho scelto
la febbre più alta, da dove imparare dalle api
a fare il miele. Prima di finire il nostro tremare
in una bocca contenta. Questo è l’unico modo di
fare il nodo al sole, per non dimenticare il calore.
Di questa paura che perdo altro non so cosa dirti.
Anzi, sì. “Non scendere dai tacchi”.

*

(altro…)