Giorno: 30 agosto 2017

Marco Mantello, Non cercare di spiegarmi la morte

Marco Mantello, Non cercare di spiegarmi la morte, Sartoria Utopia, 2017; € 22,00

 

Dalla sezione Shakespeare a Berlino

 

Gli esperti hanno scoperto una malattia
che non causa problemi al cuore
si manifesta in condizioni stabili
di benessere fisico e sanità mentale
il solo sintomo conosciuto è la felicità
ma sovente è associata con la bellezza
e un feroce desiderio di libertà
Non esiste ancora un farmaco per curarla
profilassi tastate sugli animali
confermano che ammalarsi è necessario
e che l’origine del morbo è la catarsi
Trattamenti naturali come inedia
pallidità o tenere due lacrime su un diario
non producono giovamenti a lungo termine
per questo male che è progressivo
e aumenta l’aspettativa media
di superare il centesimo anno di età
Come detto. Non esistono cure al momento
come quella del famoso professore
che parlava l’altro ieri alla tv
è una malattia che non si può curare
e si guarisce soltanto con il dolore

 

*
Il mio angelo e il tuo hanno la stessa età
lo stesso volto dell’identico avversario
le stesse barbe tagliate con un rasoio
le stesse giacche, le stesse cravatte
che camminano nude nel corridoio.
Il mio angelo e il tuo hanno un velo
a seconda degli usi e del fuso orario
e volano in terra e cadono in cielo
alla ricerca di un tempio o un bunker
dove scrivere e andare in rovina.
Ci sono due corpi almeno, che al mio
angelo e al tuo hanno tenuto testa
Non hanno spine. Non hanno lacrime né corone
e neppure i disturbi all’addome
provocati dai sacerdoti in festa
quando sfilano i coltelli dalla guaina.
Il mio angelo e il tuo hanno lo stesso nome
le stesse facce di cristo e hitler
mescolate in un unico immaginario
dove i creatori sono arrivati tardi
e tutti i giudici condannati
dai tribunali dei giudicati
Il mio angelo e il tuo sono due bastardi
e dormono ancora sotto alla stessa lapide
con gli occhi in fuori e le gambe storte
perché nessuno li ha separati mai
da questa specie di addio alla morte

 

*
Il presidente era pagato da twitter
e l’opponente da Il pranzo è servito
Il calciatore dal campionato
Il costruttore dall’edilizia
Il poliziotto dalla perizia
il premiolino dalla litania
di Loro inguardabili. E Noi che ci miglioriamo
Era questo apparato di cazzo e ano
e l’oblìo delle vacanze al mare
in quei piccoli paesini del sud
dove ciccione faceva rima con ombrellone
e pallone con sottoproletario
Era una mamma con la minuscola
l’asinello i re magi il bue
e le cene che tornavano in orario
Era uno che si credeva Napoleone
di guerra e pace volume 2
dei copia-incolla, dei Fred e Wilma
mutati in droni con la memoria
Il moralistico senso di pena
per l’uomo che invece della realtà
credeva di vivere nella Storia

Queste cose belle e preziose
esistevano come la statistica
come la punta del mio dito
come la gobba di Leopardi
come il negro di Porgy and Bess
e il suo uso dell’infinito
Esistevano. E tutti non ci credevano

 

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