Giorno: 22 agosto 2017

#PoEstateSilva #32: Emilio Pagano, Inediti

OUTIS

Ceduto per sempre hai le certezze
all’ombra. All’umbratile attrazione
per una morte oltre Ade.
L’accarezzi come fosse parte
– timida – di una perdita più grande.
Errante, di braccia intatte
inconsunte delle cautele di padre.
Dei cupi dubbi pubescenti altri,
che non fossero propri, per arsura.
Per strategia d’anonimato.
Allora, ti basti la vasca! Tasca
placentare, liquida tana. Thalassa
a domicilio dove indugiare,
col guadagno di una natura accecata.

*

SPECIE

Così pietose, le cose. Tenaci
nel rimpianto e lungimiranti
come gli atlanti. In attesa protese,
croniche. Pure nel disuso.
E io breve. Quasi immobile,
impareggiabile tra la polvere,
che poi s’alza. Lieve,
sul vuoto scapolare del posacenere.
È un moto a perdere, inscatolare.
Una semina adiaforica
che produce il pegno di occupare:
apoplessia del bisogno.
Come il russare del valore, sul refrain
di una canzone demodé.

*

DI STANZA

L’infanzia è un lascito. Un testamento
inverso. Lo afferma lo specchio,
anche stamattina. Senza prospettiva

con lo sfondo al passato per sempre,
che è già il giorno dopo. E tu un pressapoco,
ingerente provvisorio
di un zelante scenario.

Così il sudario sta al verso
e come il riflesso, è vero
se non lascia speranza.
Dove l’impossesso ha il senso

di un non ritorno. Dichiari il volto
opposto, credendo il verso giusto
e sublimi il gesto di una cronaca banale.

#PoEstateSilva #31: Erminio Alberti, poesie da “La vita, le gesta e la tragica morte di Serlone d’Altavilla detto Sarro”

 …………………………………….

…………………………………………………………………………………………………………………. …………………………………E,

…………..scostati i capelli dalla fronte
– uno sguardo gettato alle spalle e poi –
lungo i pendii, vertigine della montagna,
sproneremo i cavalli a percuotere
……………a sangue la terra

 

…………………………………….E,
………………………..con la tempesta,
…………………………………….come la tempesta nella tenebra
giungeremo a far sussultare
le finestre, chiuse per il sonno

…………………………………….– il sangue alla terra –

Saremo fulmini nel vento,
belli come il carro che muove il sole
……………………………………come tori
celebreremo di nuovo il nostro amore
per Europa la bella, che sta per morire.

*

Ché a volte sembra giunto il punto morto
il nodo inestricabile che chiude la matassa
lo sguardo vede solo l’esatto tale e quale
lo specchio non riflette, del resto nulla cale

Ché sembra ormai alla fine il mondo conosciuto
e nulla da conoscere che ci sarà più dato
crepuscolo di guerre che dura da decenni
mercati di passioni, oracoli d’inganni

ma il fumo della fiaccola non è poi ingrigito

 

se ancora non incede ma comanda
—————————————– il gesto e l’azione –
il dubbio e l’incertezza,
——————–il punto di domanda.

*

VASSALLAGGIO

Donna che il volto celate al suo sguardo
lasciate che Serlo vi possa omaggiare;
vi offre servigi, in onore egli soffre:

mai vidi le ginocchia sue toccare
terra e omaggiare alcun uomo potente;
forse al suo zio, null’altri: eppure

per voi in terra come biscia movrebbe.
Egli ha buon sangue, e illustri natali,
dai prodi daci la pianta discende:

se invero Sigfrido prese la bella
Brunilde, di Serlo parvenza avrebbe
il loro figlio. Le vesti più ricche

egli ha indossato, le donne di corte
tutte ha implorato perché cucissero
di oro e diamanti una tunica, che

davanti alla vostra bellezza possa
non sfigurare. Lasciate che giostri
sotto la vostra finestra! Che possa

mostrarvi coraggio e valore, come
è d’uso nella battaglia all’eroe:
ciò che vi è chiesto è solo uno sguardo

(e la sua vita sarà in mano vostra):

*

Potremo sprofondare tutti
come la moglie di Jacopone
o dare via di testa come

Tasso, piagati di disperazione:
giacché ha dato i suoi frutti
la grande omologazione.

Oppure la testa alzeremo:

l’ultimo premito postremo.

 

Erminio Alberti, classe 1987, originario di Capizzi (paese dove convivono la Sicilia e gli inverni innevati), si interessa di musica e letteratura, e ha realizzato alcuni spettacoli di musica e poesia all’interno della facoltà di Lettere e Filosofia di Catania.
Il suo precedente volume, Malascesa (Samuele Editore 2013, collana Scilla, prefazione di Maria Grazia Calandrone), ha vinto il premio Camaiore Proposta 2013 e il premio Gozzano Giovani 2014.