Giorno: 24 luglio 2017

Antonio Perrone – Inediti

 

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Non esiste misurare l’esistenza
con l’insieme delle vite
né l’esistere del tempo
con l’insieme dei due tempi
misurare col finito l’infinito
percepire con l’effimero l’eterno

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L’esistenza è composta da kairoî
posologicamente indivisibili
qualitativamente valutabili
innumerevoli unità non mi-
surabili alla pari dei due chronoi
(ossia le quantità quantificabili
del tempo percepito e sequenziale)

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Problema scaccia problema dal più
grande al più piccolo come in un gioco
di scatole cinesi infinito
pensiero scaccia pensiero dal più
innocuo al più grave in senso inverso
alle urgenze dei mantra sociali
la mente è un trivio di forme ossessive
dentro le quali si vive ingabbiati

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Sei come un elemento presocratico
ragione primordiale della vita
(la mia)

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4 o 6 e 10 o 4 e 6 e 10 o multipli di 2
sommati fino a 10 (a volte anche
a 11 –più raramente 12–),
librati sugli accenti delle let-
tere ordinate in sillabe: giù e
su, su e giù « la prima no, neanche
la terza. Solo le pari sono i codici
da decifrare, i numeri da met-
tere in sequenza come crome e se-
miminime». Ordinare la materia
è secondario rispetto alla norma
che separa dal “come” i “perché”,
e la terzina non è esoteria
se la cascading style sheets è l’e-format.

 

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Avrai bisogno d’anni
per imparare
avrai bisogno d’anni
per dis-imparare
(l’arte della scrittura
-se di arte si può
parlare- è la misura
ma il metro è multiforme di natura)

 

 

Antonio Perrone (Napoli 1991) è insegnante di materie umanistiche per la scuola secondaria di secondo grado. È laureato in Lettere Classiche con 110 (discussa una tesi sul Carducci classicista), e in Filologia Moderna cum laude (discussa una tesi sul topos delle foglie cadenti). Conosce l’inglese ed il francese, con certificazioni di livello B2. Redattore di Levania rivista di poesia, pubblica nel 2016 il volume Curae per la Limina Mentis editrice, ed è presente in varie antologie (tra cui Nazione Indiana, con estratti dalla stessa silloge), è inoltre candidato alla raccolta edita dalla Marcos y Marcos per i giovani poeti del 2019. Un suo contributo scientifico in materia di letteratura comparata è attualmente in pubblicazione con Aracne (novembre 2017).

Raffaela Fazio, ti slegherai le trecce. Poesie

Raffaela Fazio, ti slegherai le trecce. Poesie. Postfazione di Francesco Dalessandro, Coazinzola Press 2017

Un progetto pregevole, quello di Raffaela Fazio, che affronta con coraggio e con esiti nuovi un tema antico, un sentiero più volte intrapreso da parecchie voci, in diverse epoche: una carrellata di figure mitologiche femminili. La raccolta ti slegherai le trecce è coraggiosa e degna di nota, sia per la solidità della struttura e la divisione in cinque sezioni che portano, ad eccezione dell’ultima, Il silenzio,  una coppia significativa di concetti – La fiamma e il buio, Il frutto e il seme, Il cerchio e il riflesso, Il soffio e il canto – sia per la’ lunga gittata’ del verso che la contraddistingue, che è un verso, per contro, prevalentemente breve. Circola in queste pagine un respiro ampio, vera “Psyché”, che si inoltra nelle radici del mito e, anche attraverso la forma montante dell’interrogazione, parte integrante della struttura di molti componimenti,  si spinge in avanti, verso il futuro, nella contemporaneità universale dell’esperire vita, amore e, come scriveva la poetessa Hilde Domin, Mit-Schmerz, con-dolore.

©Anna Maria Curci

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Dalla sezione La fiamma e il buio

Ero

“Tieni in vista
——–la fiamma
sulla torre”.

Quella preghiera
è soffio che sovrasta
il muggito
——–le più nere creste.

Sette stadi
poca acqua
separa le due coste
eppure non ha fine
——–la distanza.

Vedetta
a chi ti affidi?
Al flutto al vento
maestri d’incostanza?

Lui venga presto!
Perché mai basta
la notte
alle sue braccia
per fendere le onde
del tuo corpo?

Perché esita a lungo?
Dove quei baci
disordinati
accumulati in fretta?

E se già stanco
prima dell’impresa
si fosse ormai arreso
a un altro letto?

Dicevi “Amare
è quello che mi resta”.

Ma il dubbio
ti ha vinta.

La fiaccola
si è spenta. (altro…)