Giorno: 30 giugno 2017

Rosanna Bazzano – Inediti

da Ciclo di Amanda

Amanda che pigoli piano nelle
sere fredde, e stai assopita
dentro il tuo patire il gelo,
il male, e la vergogna di
essere al mondo senza preavviso.
Ti chiama il vento, nel randagio andare
ma tu, piegata sul rosso della fiamma
mediti primavere di ciliegi bianchi
e batti piano la selva delle ciglia.

 

da Giaculatorie

..e c’è un filo sottile
tra Nisida e Coroglio,
una lingua di terra.
Una lingua di terra
battuta dal mare e dal vento.

(Nisida e Coroglio sono due promontori che si fronteggiano nella zona di Bagnoli, tenuti insieme da un pontile, che a guardarli da lontano sembra un’esile linea, Nisida sarebbe un’isola in realtà)

 

*

…e anche seduta,
davanti ai ceri accesi dell’altare,
ti fisso
e ricomincio
amando ciò che hai tralasciato:
una donna semplice, seduta,
davanti ai ceri accesi di un altare.

 

*

… e sul greto asciutto
della mia lingua
è scivolato piano,
unico verbo
che mi faccia viva,
il pio gerundio
amando”.

 

*

…e scrivo,  scrivo, scrivo.
Giaculatorie, preghiere,
l’eterno riposo a quest’amore.
Anche così può andare via il dolore?

 

da Prospera Paturnia

Vuie me guardate cu nu pizzo a rriso
comme si me vulisseve cuffià
redenno m’’ite ditto ca so’ brutta
cu a’ capa fresca ’e chi me vo’ ncuità.
Ve donco nu cunziglio, mio signò,
si vuie sapite addó ’a bbellezza è certa
jatece pure ca a’ tavola mia
già stammo astritte e tengo ‘a ggente all’erta…

 

Mediterranea in ogni suo sentire, è nata a Floridia (SR), vive e gestisce un Caffè letterario a Napoli, e ha un pezzetto di cuore a Ermioni, in Grecia.
Per quattro edizioni dal 2005 al 2008 viene insignita del Premio Internazionale alla cultura
per la poesia del trofeo Medusa Aurea bandito dall’Accademia Internazionale di Arte Moderna di Roma. Nel 2009 vince il premio nazionale Il Fiore e le viene assegnato il Premio Gilda Mignonette per aver dato lustro alla cultura napoletana. In vernacolo vince nel 2006 e nel 2009 il Premio Carmine Capasso di Napoli. Per la prosa ha vinto con due racconti brevi il premio letterario La mia pagina nel 1991 e il concorso bandito dalla Associazione A.L.I. Penna d’autore, di Torino nel 2005, finalista in prestigiosi concorsi nazionali e internazionali è presente in numerose antologie.
Nel 2009 pubblica, unico autoprodotto, la autobiografia poetica “L’Olivo Saraceno”.
Del 2012 è “Lune d’agosto” , Intra Moenia edizioni recensito spontaneamente dal Tg 3 Campania, da La Repubblica e 2 volte dalla rivista nazionale Poesia di Crocetti editore.
Sempre del 2012 è la favola poetica “Gelsomina e il pupazzo di neve”, Iemme edizioni.
Ancora nel 2012 il libro di ricette filastroccate per bambini “Il Mangiarime”, Iemme edizioni, su ricette della chef stellata Rosanna Marziale.
Nel 2013 esce “Il nuovo Mangiarime”, Iemme edizioni, ancora con ricette della Marziale.
Nel 2014, Incontrati a Caserta, cinque poeti campani e un editore svizzero, ed. alla chiara fonte, Lugano.
I suoi lavori sono stati spontaneamente recensiti da moltissime testate giornalistiche tra cui spiccano: Tg3 Campania, La Repubblica, Il Mattino, Il Roma, sito Riso Flora.


Su internet:
Blog: lolivosaraceno.blogspot.it;
Pagina Facebook: Rosanna Bazzano
Pagina Facebook: Il tempo del vino e delle rose

Due o tre cose su Fortini e il Berlusconismo

Fortini, fonte immagine: giovanicomunisti.it

 

Due o tre cose su Fortini e il Berlusconismo

 

L’ultimo brano dei due libri che contengono gli interventi di Franco Fortini su Il Manifesto (Disobbedienze I e II, Manifestolibri, 1996) nell’arco del ventennio che va dal ’72 al ’94 si intitola Cari nemici. Vale la pena riportarne l’incipit:

Cari amici, non sempre chiari compagni; cari avversari, non invisibili agenti o spie; non chiari ma visibili nemici. Sapete chi sono. Non sono mai stato né volterriano né liberista di fresca convinzione. Spero di non dover mai stringere la mano né a Sgarbi né a Ferrara né ai loro equivalenti oggi esistenti anche nelle file dei «progressisti».

Per capire le sue parole fino in fondo occorre attenzione ai tempi. È il 1994. L’anno della discesa in campo di Silvio Berlusconi e del conseguente dispiegamento dell’imponente macchina mediatica di proprietà al suo servizio. È il ’94, dicevo, e la lettera, indirizzata all’assemblea “Per la libertà di informazione” tenutasi a Milano il 7 novembre del ’94, assume i toni di un vero e proprio epitaffio, infatti venti giorni dopo verrà la morte del poeta. In essa Fortini esterna tutta la sua preoccupazione: “Ma ci sono momenti”, scrive, “in cui il solo modo di dire «noi» è dire «io». (…) Questo è uno di quei momenti. Due o tre in una vita anche lunga. Bisogna spingere la coscienza agli estremi. Dove, se c’è, c’è ancora e per poco. Quando non si spinge la coscienza agli estremi, gli estremismi inutili si mangiano lucidità e coscienza”.

Il bello degli articoli di Fortini è che non vanno interpretati. Non sono moniti da presidenza della Repubblica. I suoi interventi sono l’esempio di una coscienza lucida, rigorosa, onesta, che non risparmia, anzi direi che quasi predilige, la polemica. Di conseguenza, ancora una volta in Cari nemici egli chiarisce la sua posizione denunciando “il degrado di qualità informativa, di grammatica e perfino di tecnica giornalistica nella stampa e sui video”. Prima li paragona ai primordi del fascismo, poi si corregge “Non fascismo. Ma oscura voglia, e disperata, di dimissione e servitù; che è cosa diversa”.

A chi sta parlando il vecchio e spigoloso poeta toscano? Quando invita a non scrivere un articolo al giorno, quando invita a fottersene dell’audience e dei contratti pubblicitari, e soprattutto a essere «cattivi» e non concilianti per dare l’esempio “a quei lavoratori che dai loro capi vengono illusi di battersi attraverso le strade con antichi striscioni e poi, nel buio della Tv, ridono alle battute dei pagliaccetti di Berlusconi”; a chi sta parlando?

(altro…)