Giorno: 15 giugno 2017

INRITIRO 2017 (Comunicato stampa)

COMUNICATO STAMPA

 

 

INRITIRO 2017- soggiorni di studio in Appennino

In attesa del Festival L’importanza di essere piccoli (dal primo al sei agosto sull’Appennino Tosco-Emiliano) l’associazione SassiScritti continua la sua attività proponendo la terza edizione di  InRitiro un ciclo di 5 laboratori intensivi tra luglio e novembre sulla scrittura, l’illustrazione, il canto e la recitazione.

Fine settimana “in ritiro” e lontani dalla confusione di tutti i giorni, momenti di approfondimento, condivisione ed esplorazione partendo da basi teoriche fino a vere e proprie esercitazioni sulla composizione di un romanzo o di una illustrazione.

Gli scrittori Luca Ricci e Giulio Mozzi, il regista e attore Oscar De Summa, la cantante e attrice Monica Demuru, l’illustratore Simone Rea, sono gli artisti e docenti che per questo terzo anno lavoreranno e staranno insieme ai partecipanti in un paesaggio che concilia la concentrazione e il raccoglimento. Ospitati in centri come Nabhi @ Centro della Terra (www.nabhi.it) un luogo recentemente inaugurato, semplice e accogliente, nato per ospitare corsi residenziali, ideale per chi ama camminare in natura, godere di pace e tranquillità.

InRitiro è inserito nel progetto ‘Polimero’ proposto da Arci Emilia Romagna in collaborazione con la Regione Emilia Romagna, che porterà laboratori artistici in circoli delle principali province della regione.

Ogni laboratorio comprenderà nella quota di iscrizione, oltre al corso con l’artista scelto, anche l’alloggio, i trasporti in sede e i pasti.

PROGRAMMA

Si comincia il 7-8-9 luglio con lo scrittore Luca Ricci, che con il successo della sua ultima raccolta di racconti, I difetti fondamentali (edito da Rizzoli), ha rotto il pregiudizio che in Italia questa forma letteraria non abbia seguito. Ricci con il suo laboratorio dal titolo ‘Racconti sul fiume’ affronterà proprio la scrittura del racconto seguendo il parallelismo tra lo scorrere dei fiumi e la narrazione breve. Sempre in estate si passa poi al teatro per il secondo laboratorio proposto il 21-22-23 luglio, con Monica Demuru, attrice e cantante reduce da una lunga tourné in Francia con la compagnia premio Ubu Deflorian-Tagliarini. La Demuru proporrà il laboratorio di perfezionamento vocale “Corpo sonante e qualità del gesto acustico” nel quale attori e cantanti potranno lavorare sulla relazione tra corpo e voce, in un percorso indispensabile sia nel canto che nel teatro.

Il 15-16-17 settembre staremo “Nelle regole del quadrato”, workshop proposto dall’attore, autore e regista Oscar De Summa, recente premio ‘Mariangela Melato’ come migliore attore 2017, ricevuto dalla critica all’interno del Premio Hystrio. Con De Summa si lavorerà propriamente sull’arte dell’attore e sulla creazione teatrale.

L’autunno continuerà con un laboratorio di illustrazione condotto da Simone Rea, amato e seguitissimo illustratore di una lunga serie di albi, uno dei quali recentemente finalista al prestigioso Premio Andersen. Dal 29 settembre al 1 ottobre Rea propone il laboratorio “L’interpretazione del testo e la creazione del personaggio”, un percorso con l’acrilico su come creare a partire dalla collaborazione con gli autori.

Il 3-4-5 novembre si chiude il calendario 2017 con lo scrittore Giulio Mozzi, che propone il laboratorio “La natura della finzione”. Mozzi si occupa da decenni di scoprire buoni libri, e oltre che scrivere opere proprie si dedica professionalmente all’arte della narrativa sia tenendo corsi di scrittura che lavorando sui testi altrui. Il percorso di questi tre giorni sarà quindi un’immersione intensiva nella scrittura, anche con consigli pratici su come scrivere e proporre un buon romanzo.

per tutti i dettagli:

www.sassiscritti.org

fb: SassiScritti – L’importanza di essere piccoli
info: info@sassiscritti.org

mob. 3495311807

Ufficio stampa

Daria Balducelli

d.balducelli@gmail.com

mob. 3493690407

Dan Millman, La via del guerriero di pace

Dan Millman, La via del guerriero di pace, Il punto d’incontro, 2013; € 13,90

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Dan è un giovane ginnasta di successo; è al suo primo anno di università e ha tutto quello che si possa desiderare. Nel dicembre del 1966 incontra Socrate, in una stazione di servizio notturna. Un incontro casuale e misterioso che sarà per Dan lo spalancarsi di una finestra su una nuova vita.

Gli anni precedenti il 1966 mi avevano sorriso. Allevato da genitori amorevoli in un ambiente protetto, più tardi sarei diventato a Londra campione mondiale di tappeto elastico, avrei viaggiato per tutta l’Europa e ricevuto molti riconoscimenti. La vita mi premiava, ma non avevo ancora trovato la pace e una felicità durevoli. Oggi so che, in un certo senso, durante tutti quegli anni dormivo e stavo soltanto sognando di essere sveglio, finché incontrai Socrate, che diventò mio maestro e amico.

Attraverso le parole e l’esempio di Socrate, Dan inizia un lungo cammino di evoluzione spirituale che lo porterà a conoscere la bellezza della vita. Dan è un ragazzo pieno di preconcetti e nozioni inutili, intrappolato in una rete d’illusioni che il suo ego ha tessuto negli anni. La via del guerriero è molto sottile e invisibile ai non iniziati; fino a quel momento Socrate indica a Dan quello che un guerriero non è, facendogli vedere la sua stessa mente. Le illusioni sono le catene più pesanti che Dan trascina con sé in ogni momento e condizione della sua vita. Liberarsi dalle illusioni è il primo vento del cambiamento che Soc, soffia su di lui:

Divenni il vento, ma avevo occhi e orecchie. Vedevo e sentivo a qualunque distanza. (…) Tutte le condizioni umane erano spalancate davanti a me e sentendo tutto quello compresi: il mondo era popolato da menti che turbinavano più veloci del vento, in cerca di distrazione e di fuga dalle prove del cambiamento, dal dramma della vita e della morte, alla ricerca di significato, di sicurezza e di piacere, nel tentativo di trovare un senso al mistero. Tutti vivevano quella confusa e dolorosa ricerca. La realtà non soddisfaceva mai i loro sogni; la felicità era sempre dietro l’angolo, un angolo che non giravano mai. E la fonte di tutto era la mente umana.

 

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Recensioni ibride #2: #LaStanzaProfonda di #VanniSantoni

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Recensione ibrida a La stanza profonda di Vanni Santoni (Laterza)

di Ilaria Grasso

Molti hanno scritto de La stanza profonda di Vanni Santoni con le più varie chiavi di lettura e interpretazioni. Chi mi ha preceduto ha parlato dei giochi di ruolo, di controculture, della forma ibrida del romanzo ma nessuno ancora ha parlato della copertina del libro e del personaggio di Leia.
L’artista che ha illustrato la copertina si chiama Luca Maleonte. Il writer romano, classe ’83, adotta, per sua stessa ammissione, come simbolo, l’icosaedro che è anche la forma del dado di Dungeons and Dragons, un gioco di ruolo, oggetto dell’indagine del libro. L’originalità delle opere di Luca Maleonte sta nel fatto di riuscire a far coesistere moderno e antico. Troviamo infatti, nei suoi murales, richiami ai disegni medioevali, tratti dalla catalogazione di piante o animali, o rimandi alla scultura classica, statue ad esempio.
Pure nella copertina troviamo modernità (la t-shirt con lo smile e la camicia nerd a quadri rossi e neri) ed evocazioni medioevali (lo sfondo) e ovviamente richiami ai giochi di ruolo (parti di armatura e il noto icosaedro).

Chiacchierando con Angelantonio, caro amico e decennale giocatore di ruolo, ho scoperto di alcune sue opere a Roma. Nella stazione metro di Piazza di Spagna ad esempio c’è un murales di Luca Maleonte che rappresenta una dea con due leoni. Al posto del volto, un icosaedro, il noto icosaedro. Chissà se il personaggio di Leia, a cui Santoni dedica una parte sostanziale del libro, sia nato proprio da lì, dalla visione di quella dea?
Già nel suo precedente libro avevo avuto modo di apprezzare il linguaggio lirico e ispirato e mi erano piaciute molto alcune sue espressioni. Indimenticabile l’espressione “i lampi della genesi e dell’apocalisse” in Muro di Casse. Anche questa volta Vanni Santoni non si è risparmiato. Prima di Santoni molti hanno descritto, in prosa o versi il panorama del centro Italia. Penso ad esempio ad Attilio Bertolucci in questa poesia:

Io sono solo
il fiume è grande e canta
Chi c’è di là?
Pesto gramigne bruciacchiate.
Tutte le ore sono uguali
per chi cammina
senza perché
presso l’acqua che canta.
Non una barca
solca i flutti grigi
che come giganti placati
passano davanti ai miei occhi
cantando.
Nessuno.

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