Giorno: 27 marzo 2017

Calibro 2017

Anche quest’anno torna CaLibro, Festival della Lettura a Città di Castello, promosso dall’Associazione culturale “Il Fondino”, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Città di Castello e della Regione Umbria, oltre che di numerose attività imprenditoriali di rilievo.
Tanti gli eventi in programma e gli incontri previsti, che animeranno i luoghi più suggestivi della città da giovedì 30 marzo a domenica 2 aprile.
Il festival, giunto con successo alla quinta edizione, continua a conservare un’attenzione particolare all’incontro di varie forme espressive, dando spazio a letteratura e poesia, ma anche al cibo, al fumetto, allo sport…
Così, durante le quattro giornate di CaLibro, saranno fra gli ospiti Paolo Cognetti, Claudia Durastanti, Giorgio Vasta, Daniele Rielli, Marco Rossari e Giorgio Fontana coi loro ultimi libri, insieme ad Adharanand Finn, che ci svelerà i segreti della maratona, e Stefano Liberti, con un incontro incentrato sull’industria alimentare; e ancora, Tito Faraci e Jacopo Cirillo ci racconteranno come nascono le storie di Topolino, mentre Guido Vitiello elargirà i suoi salutari consigli da “Bibliopatologo”. In occasione delle celebrazioni per il centenario della morte del Barone Leopoldo Franchetti (1917) CaLibro dedicherà alla figura di Leopoldo un suggestivo evento poetico: alcuni tra i poeti e le poetesse più interessanti del panorama italiano animeranno le stanze di Villa Montesca. Nell’evento “La stanza profonda” con Vanni Santoni, il pubblico intraprenderà un viaggio nel magico regno dei giocatori di ruolo. Spazio anche al tema della salute e dell’erboristica con Sandro e Maurizio Di Massimo, autori del libro “Ritorno alle radici”. Tre editori umbri di qualità, che si affacciano al mondo pubblicando narrativa inglese, sudamericana e portoghese, faranno conoscere al pubblico di CaLibro il loro lavoro. Dopo aver visto e ascoltato il fumettista e frontman dei “Tre allegri ragazzi morti” Davide Toffolo, in dialogo con un gruppo di suoi lettori e fan, si andrà avanti fino a notte fonda con l’ormai consueta festa a tema di CaLibro, quest’anno dedicata al libro “Muro di casse” di Vanni Santoni, una festache si preannuncia un vero e proprio rave party.
Insomma, a CaLibro può succedere veramente di tutto, persino di suonare a un citofono e di
sentire in risposta un aforisma del grande Ennio Flaiano o comporre poesie da pagine di libri nello spazio del loggiato di Piazza Fanti, con Blackout Poetry. E, nel frattempo, i lettori più piccoli potranno letteralmente “entrare nel libro” Gli Sporcelli di Roald Dahl e assistere alla sua lettura animata, nella sezione a loro dedicata di “Piccoli CaLibri”.
L’impegno del festival ad entrare nelle scuole è aumentato ancora; il progetto “CaLibro Newsroom” con il Liceo Plinio Il Giovane, una redazione di liceali che racconteranno il festival tramite live-tweeting (@calibronews17 su Twitter) e articoli, è confermato anche per l’edizione 2017. Si aggiunge a questo anche un laboratorio grafico con la classe III E, indirizzo grafico, dell’IIS Franchetti-Salviani; i ragazzi, nel corso di varie lezioni, hanno supportato il nostro team di grafici per la realizzazione della brochure di CaLibro. Sempre il “Franchetti-Salviani” parteciperà attivamente all’incontro con Stefano Liberti con alcuni
studenti a dialogare direttamente con l’ospite.

Per ulteriori informazioni:
Francesca Fiorletta
ufficiostampa.calibro@gmail.com
f.fiorletta@gmail.com
Cell: 3317428179

 

 

PROGRAMMA
Giovedì 30 marzocalibro_capanna_verde_rosso-2
– Ore 18.30, Logge di piazza Fanti – Blackout Poetry
Laboratorio aperto di manipolazione poetica a cura di Marco Nicotra / BOLO Paper
– Ore 21.15, Teatro degli Illuminati: Ti ascolto
Tre scrittori, cinque musicisti
Giorgio Fontana & Matteo Pirola, Un solo paradiso
Claudia Durastanti & Laura Mancini, Cleopatra va in prigione
Paolo Cognetti & Fuko, Le otto montagne

 

 

 

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Venerdì 31 marzo
– Dalle ore 16 alle 19, Logge di piazza Fanti – Blackout Poetry
Laboratorio aperto di manipolazione poetica a cura di Marco Nicotra / BOLO Paper
– Ore 17, Circolo degli Illuminati, Sala degli Stucchi
Mondo via Umbria
Tre giovani editori umbri e coraggiosi con Jo March, gran vía e Urogallo
A cura di Umbrialibri
– Ore 18.15, Circolo degli Illuminati, Sala degli Specchi Dal mondo nuovo e dal nulla: reportage
con Giorgio Vasta e Daniele Rielli (Quit the doner) Modera Marco Mongelli (404: file not found)
– Ore 21.15, Circolo degli Illuminati, Sala degli Specchi – Due uomini e un topo
Le storie di Topolino con Tito Faraci e Jacopo Cirillo

 

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Sabato 1 aprile
– Ore 9-12 (per le scuole) e 16.30-19.30 (per tutti), Pinacoteca comunale Piccoli CaLibri
Invito a casa Sporcelli – Vietato lavarsi per entrare nel libro
Lettura animata a cura di Elio Mariucci, Lucia Girelli e Marcello Volpi
– Ore 11-13 e 16-19, Logge di piazza Fanti – Blackout Poetry Laboratorio aperto di manipolazione poetica
A cura di Marco Nicotra / BOLO Paper
– Ore 11, Auditorium Sant’Antonio (Nuovo Cinema Castello) – I signori del cibo con Stefano Liberti
Un dialogo con Cristina Crisci, Marco Montedori e le classi dell’IIS Polo Tecnico Franchetti Salviani.
– Ore 16-18, Villa Montesca – Poeti a casa del Barone
Un percorso in versi a Villa Montesca con Maria Borio, Tommaso Di Dio, Fabio Donalisio, Roberta Durante, Claudia Foni, Costanza Lindi, Franca Mancinelli.
Un omaggio in occasione del centenario del Barone Leopoldo Franchetti
In collaborazione con Umbria Poesia
– Ore 18.30, Artè, via del Popolo – La stanza profonda
Nel mondo dei giocatori di ruolo, Vanni Santoni con Carolina Coriani, Silvia Costantino (404: file not found) e Maria Teresa Grillo (il lavoro culturale)
– Ore 21.15, Teatro degli Illuminati Un allegro ragazzo con la matita
Intervista collettiva a Davide Toffolo
– Ore 23.30 Formula Uno La festa di CaLibro
MURO DI CASSE Natlek, CreMa, Dj Molesto, Zoshi, Duemarò e Vanni Santoni
In collaborazione con Basso Matto Team SPL
Ingresso con consumazione 10€

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Domenica 2 aprile – Ore 16.30-19.30, Pinacoteca comunale Piccoli CaLibri
Invito a casa Sporcelli Vietato lavarsi per entrare nel libro
Lettura animata a cura di Elio Mariucci, Lucia Girelli e Marcello Volpi
– Ore 10.45, loggiato Gildoni, piazza Matteotti Continuare a correre con Adharanand Finn
e i membri del Marathon Club Città di Castello
– Dalle 16 alle 18, centro storico di Città di Castello Prego citofonare CaLibro
Il Diario notturno di Ennio Flaiano raccontato dai citofoni del centro storico
Un evento itinerante, partenza dal civico 6 di Corso Vittorio Emanuele II
In collaborazione con MEDEM.
– Ore 18.15, Artè, via del Popolo Ritorno alle radici – Le piante spontanee per l’alimentazione e la salute
Con Sandro Di Massimo, Maurizio Di Massimo e Paola Rondini in collaborazione con Aboca
– Ore 21.15, Teatro degli Illuminati Nemesio e il Bibliopatologo
Uno show di libri, musica e malattie letterarie – Marco Rossari con Matteo Bianchini, Le cento vite di Nemesio
Guido Vitiello, Il bibliopatologo risponde, dalla rubrica d’Internazionale e con Fuko Playing Books

 

CaLibro Festival è organizzato da: Associazione Culturale Il Fondino
http://www.calibrofestival.com
Twitter: @calibrofest
Facebook: Calibrofestival
Instagram: calibro_festival

Peter Handke, Canto alla durata

Peter Handke, Canto alla durata. Traduzione e postfazione di Hans Kitzmüller, Einaudi 2016 (ultima edizione), € 10,00, ebook € 6,99

 

Nella vastità che ritorna

Nel Canto alla durata di Peter Handke sospensione e riconoscimento diventano condizioni importanti per chi fa esperienza del sentimento della durata. Ma cos’è di preciso la durata e com’è possibile percepirla, comprenderla, viverla, come insomma averne sentimento? L’autore riversa nel poema una ricerca serrata la cui finalità è tanto la definizione, o meglio la scoperta della durata nei meandri più nascosti del quotidiano, quanto la conservazione della sua dimensione più viva e interna e per fare ciò elegge la poesia come la più appropriata perché «la durata induce alla poesia», la richiama, la evoca. Da ciò si intuisce che la durata non è un tempo o un intervallo misurabile: essa si realizza quale esperienza rivelatrice, un’epifania a tutti gli effetti. Per dirla con un ossimoro è un lampo duraturo e tale si riproporrà nella vita interiore di una persona; a distanza di anni, luoghi, sensazioni, questo flash della consapevolezza non si limiterà a ricondurre una mera suggestione o percezione, anzi la porterà “aldilà” della sua temporalità. Il Canto è perciò un poema dei luoghi e dei momenti cui si lega l’esperienza personale dell’autore (il lago di Griffen in Carinzia, l’incrocio di Porte d’Auteuil a Parigi e, in particolare, una piccola radura del bosco di Clamart e Meudon, alla periferia di Parigi), qui richiamati non in una sequela di posti collegati ad aneddoti occasionali, ma come luoghi interiori che contribuiscono al sentimento della durata, per Handke «il più alto di tutti i sentimenti» (Hans Kitzmüller).

Nonostante il risvolto filosofico del poema, l’autore stesso fa sottintendere che non è facile avvicinarsi all’essenza della durata. Ne capta le spie, sente il suo realizzarsi nell’attimo, sotto il segno di una rivelazione pura Handke mette su un impianto teorico attraverso il canto accompagnato da una vibrante commozione. Il tentativo dell’ineffabile trova una consonanza con Sant’Agostino e la  sua definizione di tempo («Che cos’è dunque il tempo? Se nessuno me ne chiede, lo so bene; ma se volessi  darne spiegazione a chi me ne chiede, non lo so» leggiamo nel passo delle Confessioni). Il paragone non vuole spingersi oltre la similitudine, tuttavia sia Sant’Agostino sia Handke sviluppano due concezioni correlate e interdipendenti, tempo e durata, entrambi parlano cioè di idee e stati d’animo che esondano le cui parole non riescono a contenerli proprio per il senso di vastità capace di disorientare, eppure queste parole gettano segnali illuminanti e significativi.

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Elena Mearini, Strategia dell’addio

Elena Mearini, Strategia dell’addio, LiberAria 2017, € 10,00

 

Tu conosci gli inizi,
il prima del respiro e dei passi,
l’indietro delle mani e degli occhi,
sei la misura piccola
che mi ha fatta grande,
la mia tacca d’esordio
sopra il metro del mondo.
Io parto da te
per tenere il conto di me.

 

Una volta eravamo piccoli,
non importavano i numeri.
Lasciavamo i conti alla mamma,
le misure al papà,
peso e altezza alla vita.
Una volta eravamo piccoli,
non importava lo zero.
Valeva già mille il respiro.

 

Sei il binario che m’incastra il tacco,
in te io resto sperando
che non passi il tram.

 

Io non voglio
essere sbrigata come una faccenda piccola,
un affare da chiudere veloce,
nel poco tempo già finito.
Io non voglio essere svolta e tolta
con la crocetta rossa sull’agenda,
compiuta e cancellata
con la mano sotto l’acqua.
Sono la cosa che va seguita,
il progetto grande
della tua vita.

 

Abbiamo maniere diverse,
di registrare l’identità della vita.
Tu resti fermo a dati e generalità,
io proseguo
fino ai segni particolari.

 

Ci riconosciamo dai crolli,
la stessa parte che manca,
lo stesso muro che cede,
quella polvere che s’alza a prendere te
e prende anche me.
Sono le comuni demolizioni,
a renderci affini.

 

Si vede che non sei abituato a leggere
e nemmeno sai come si fa.
Tu vorresti subito il finale,
il punto che libera e risolleva gli occhi.
Ma io non sono diversa da una storia scritta,
devi prima cominciarmi
se vuoi concludermi.

 

So che sei lontano,
e per raggiungerti dovrei
saltare sopra un treno,
eppure a volte m’illudo
di averti nella bocca,
di tenerti nella mano,
proprio come
mi succede
con la città di Napoli
quando mangio la pizza
per le strade di Milano.

 

Ho imparato dal cane,
a fiutare gli odori più estranei alle terra,
le tracce ignote anche all’aria.
So dove passa l’abbandono,
da quale porta esce l’assenza,
il vicolo in cui
il vuoto svolta.
Ogni giorno io
seguo la mancanza
per non perdere te.
Ho imparato dal cane.

 

© Elena Mearini