Giorno: 1 febbraio 2017

Sulla punta di una matita (produzioni dal basso)

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Sulla punta di una matita è un progetto di Viviana Nicodemo e Milo De Angelis che può essere sostenuto su produzionidalbasso

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SULLA PUNTA DI UNA MATITA

conversazioni con Milo De Angelis

soggetto e regia di Viviana Nicodemo

 IL NOSTRO PROGETTO

Così scrive Milo De Angelis, uno dei più importanti e riconosciuti poeti italiani del nostro tempo: “Forse nella punta di una matita, nella punta aguzza e fragile di una matita, c’è il destino della poesia. A questo foglio – la cosa più vulnerabile del mondo – noi affidiamo la nostra verità, la nostra ombra, il nostro segreto, la zona nascosta e ardente della nostra voce, la parte più essenziale della nostra vita. Dentro questo alfabeto, che tra qualche secolo forse non esisterà più, noi custodiamo ciò che di più caro e insostituibile ci è stato dato”.

E Milo De Angelis è il protagonista del film che abbiamo girato in questi mesi, lo abbiamo accompagnato nei luoghi della sua ispirazione: la Milano del centro storico, la Milano periferica, allarmante e misteriosa che anima tanti suoi versi, il Monferrato della sua infanzia e ancora un labirinto di strade, ponti, vigneti, albe, tram, bar, cinema, depositi, baracchini notturni, tutti i luoghi in cui respirano le sue parole.

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Mauro Valentini, Marta Russo. Il Mistero della Sapienza

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Mauro Valentini, Marta Russo. Il Mistero della Sapienza, Sovera 2016

Inizia con un preambolo che risale a venti anni prima della vicenda il libro di Mauro Valentini Marta Russo. Il Mistero della Sapienza. È un preambolo che scuote la memoria di chi quel giorno ricorda con rabbia e con dolore, è un preambolo che potrebbe sembrare spiazzante, ma non lo è. C’è un filo, anzi, ben più di un filo, oltre il verificarsi di alcuni eventi che accadono nel corso delle indagini e che saranno palesati dall’autore di questo libro, che collega la morte di due ragazze nel mese di maggio a Roma. La morte è per gli umani insieme irremovibile certezza, esito di tutte le esistenze e mistero insondabile. Ma se si tratta, come si è trattato in entrambi i casi, di un omicidio, e di un omicidio del quale movente, mandanti e materiali autori, a diversi gradi, restano nel buio ovvero si muovono in uno «stagno torbido», per usare un’espressione dell’autore, la morte scatena un dolore che gli anni non riescono a scalfire. Gli anniversari – e questo è l’anno del ventennale della morte di Marta Russo, morta nel maggio 1997, venti anni dopo la morte, nel maggio 1977, di Giorgiana Masi – rendono più acuto il dolore, più amara la constatazione che giustizia non sia stata fatta. Il preambolo narra proprio della morte di Giorgiana Masi, durante una manifestazione a Roma, il 12 maggio 2007, a Ponte Garibaldi. Il libro di Mauro Valentini ricostruisce la morte di Marta Russo il 14 maggio in seguito al colpo di pistola sparatole mentre percorreva, conversando con l’amica Jolanda, un vialetto alla Sapienza. Non si limita a questo, naturalmente: vengono riportati, con ritmo narrativo incalzante e ampio spettro nella scelta e nell’uso delle fonti, indagini, perizie, interrogatori di imputati e di testimoni, l’iter processuale. (altro…)

Una frase lunga un libro #88: Giuliano Gallini, Il confine di Giulia

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Una frase lunga un libro #88: Giuliano Gallini, Il confine di Giulia, Nutrimenti, 2017; € 15,00, ebook € 7,99

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È il rancore di un credente, mi scusi. Sono uscito da due chiese, lei non può capire, lei è entrata nella casa di Dio solo per buona educazione quando era bambina e ne è uscita subito subito, è diventata atea, se ho inteso. Agnostica, lo corresse Giulia, non sono atea, sono agnostica, neutrale, siamo in Svizzera. Va bene, agnostica, neutrale, ma insomma, chiuse Silone con insofferenza, non ha mai dovuto tradire, e non è mai stata tradita.

Ignazio Silone e Giulia Bassani si sono appena conosciuti, a Zurigo, l’anno è il 1931, è gennaio, fa molto freddo. Siamo nella Zurigo degli esiliati, dei borghesi rifugiati in alberghi di lusso, di uomini e donne in fuga con documenti falsi dal fascismo italiano o dalla Germania. Ignazio Silone e i suoi mille nomi e cognomi, i passaporti falsi che conserva insieme ai libri e alle lettere. Silone il traditore o il tradito. In fuga dai fascisti, distante ormai dai comunisti. Incompreso, a suo avviso, da Longo e da Togliatti che lo accusano di doppiogiochismo. Silone povero in canna che vive in una soffitta fredda, Silone senza cappotto, Silone malato e depresso, Silone che ha già scritto ma non ancora pubblicato Fontamara, libro su cui apparentemente punta tutto, il suo riscatto, la fine di ogni problema. Silone non più comunista, ma credente, ma comunque ancora alla ricerca di una verità, di una giustizia, un uomo in preda ai dubbi e alle domande. Silone che va in cura da Jung.

Giulia Bassani, milanese, poeta, animo sensibile, donna di intelligenza straordinaria. Laureata in lettere a Milano e poi studiosa a Berlino, e lì è amante di un ragazzo poi fatto sparire dai nazisti, ed è lì che resta incinta. Giulia Bassani indifferente (apparentemente) a tutto ciò che accade, Giulia che riempie taccuini, Giulia che incanta tutti compresa una ragazzina che vive nel suo stesso Hotel. Ragazzina che diventerà la nostra narratrice. Giulia colta, Giulia senza problemi economici, Giulia e i suoi abiti, il suo portamento. Giulia e la sua bellezza. Eppure, Giulia e il suo dolore, il suo tormento che tutto le fa tenere a distanza, che ogni cosa le fa accettare come se accadesse ad altri. Giulia Bassani a Zurigo, nel gennaio del 1931, anche lei in cura da Jung. Jung che vuole essere sempre pagato, che non ama perdere tempo.

Giulia Bassani su una panchina attende l’orario di visita da Jung, ha cura di arrivare qualche minuto prima perché è incuriosita dall’uomo che finisce la visita prima della sua, ne è affascinata. L’uomo è Ignazio Silone, reduce da Davos e dalle sue cure. Le pene di Silone, il fratello in carcere in Italia, accusato di qualcosa che non ha commesso (l’attentato alla Fiera di Milano) per arrivare a Ignazio, per farlo collaborare, per farlo tradire. Silone tradisce e ritradisce, e in fondo va patta, e infatti non piace più ai comunisti, non convince i fascisti e si ritrova solo e fuori dal partito, col fratello sempre in carcere. Silone che è diventato credente. Ed è quest’uomo che si innamorerà di Giulia e ne sarà ricambiato, anche se questo amore consumato in esilio è la somma di altre mancanze e delusioni, e non può essere amore vero, ma affetto sì, passione anche, riconoscimento delle ambizioni e del talento dell’altro sì.

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