Giorno: 29 novembre 2016

‘Che il tempo non sia’: tra poesia e sperimentazione vocale

Che il tempo non sia fa parte di una breve silloge inedita scritta a novembre 2015. La costruzione dei testi si basa sulla ripetizione di alcune parole comuni a tutta la silloge, che scandiscono un ritmo udibile all’ascolto. La ragione può essere ricercata nella nascita degli stessi, che è avvenuta proprio come free speech. Queste due coordinate − dichiarate − hanno risvegliato in me il desiderio di sperimentare una riformulazione di almeno una di queste poesie, servendomi della voce e dell’elettronica. Le figure fonetiche e semantiche che questa poesia contiene sono state il punto da cui partire per costruire “un brano”. Alcune scelte di esecuzione sono avvenute in sede di registrazione, sperimentando quattro livelli poi rielaborati in fase di montaggio ed editing: i primi tre sono puramente testuali, con variazioni di ritmo nella lettura, anticipazioni, posticipazioni, quasi a formare un “canone” musicale contemporaneo. L’altro, sonoro, a fare da disegno sullo sfondo; si tratta di un’improvvisazione vocale distorta con ripetizioni di quattro parole chiave in inglese e francese.

Alessandra Trevisan

Il brano nasce per una call for works di musicaelettronica.it . È rilasciato con licenza CC BY-NC-SA 3.0

credits
Alessandra Trevisan (concept, testo, voce); Nicolò De Giosa (produzione, editing, missaggio)

Registrato a c32performingartsworkspace, Forte Marghera, Venezia-Mestre.

10 frasi su C. Simic e J. Cornell

di Luciano Mazziotta

Su Il cacciatore di immagini. L’arte di Joseph Cornell di Charles Simic (Adelphi 1992; trad. di A. Cattaneo)

simic

I.
A Venezia, al Palazzo Vernier dei Leoni, leggevamo cos’è che Peggy scriveva di Pegeen Guggenheim, la figlia morta suicida nel ’67: “Per me era come una madre, un’amante”. Mai che scrivesse MIA FIGLIA. Pegeen dipinge donne al servizio, tristi bambine, lacrime agli occhi, cromature arancioni. Vuole essere figlia. Poi recide la vita. Interrompe volontariamente il rapporto. Anch’io mi sarei suicidato al suo posto. Pensa che allora ho letto sul pacco di Winston, anziché il fumo uccide, il fumo suicida. Ma non era possibile. Il pacco non ha a che fare col sé. Trovammo le Boxes di Cornell, nel percorso, in una sala diversa, un po’ prima. Il cacciatore di immagini, invece, di Simic era a casa, riposto a scaffale.

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