Giorno: 16 novembre 2016

Francesco Tomada, Non si può imporre il colore a un rosa

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Francesco Tomada, Non si può imporre il colore a un rosa, Carteggi Letterari, 2016

(con disegni di Francesco Balsamo)

 

Dalla prefazione di Natàlia Castaldi

[…] mi risulta impossibile parlare di questo suo ultimo lavoro senza tracciarne un percorso coerente negli anni, che lo ha visto sempre presente nel mondo della poesia contemporanea, ma non “invadente”, non scalpitante, felice di quel suo angolo di concentrazione che gli permette di tradurre “il suo solo sguardo” in poesia, riflessione, comunicazione che possa abbracciare il suo intimo senso di assenza-appartenenza-distacco in un unicum che ci accomuna tutti davanti agli ostacoli, ai dogmi, e ai misteri irrisolti di quello che chiamiamo vita. […]

 

Vietato sporgersi dal finestrino

:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::a G.M.

Viste dalla ferrovia
le periferie sono tutte uguali
il retro dei palazzi popolari
i terrazzi regolari di un’architettura senza fantasia
con i fili del bucato, una tenda per il sole oppure
una parabola

quattro auto ferme ad un semaforo rosso
ma dall’altra parte non passa nessuno

e poi c’è sempre un orto minuscolo e irreale
perso in mezzo ai condomini
dove un pensionato prova a coltivare qualche cosa
mentre l’aria odora vagamente di benzene

ed il treno che corre via veloce
prima che ci si possa chiedere
se la vita è davvero tutta lì

 

Gorizia, Parco Basaglia

La rete che chiude il Centro d’Igiene Mentale
a oriente coincide con il confine di stato

al tempo della vecchia Jugoslavia
lì passava la cortina di ferro
per i malati anche sud ovest nord erano cortine di ferro
da nessuno dei lati era possibile uscire

allora andavano quasi sempre vicino al muro est
dove almeno le sentinelle serbe regalavano
qualche sigaretta

e magari un medico si sarà anche chiesto
come mai i matti di Gorizia
fossero tutti comunisti

 

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Una frase lunga un libro #80: Francesca Gironi, Abbattere i costi

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Una frase lunga un libro #80: Francesca Gironi, Abbattere i costi, Miraggi edizioni 2016, € 10,00

Non rispondo al telefono per paura
che uno sconosciuto
con voce sconosciuta
mi domandi qualcosa.

[…]

Non mi troveranno
questa volta non mi troveranno.

Abbattere i costi è stato per me una grande sorpresa. Un libro semplice e complicato, profondo e delicato, ironico e malinconico, più che mai attuale. La sorpresa è stata ancora più grande perché di Francesca Gironi non avevo mai letto nulla, l’avevo ascoltata una volta a Roma, al Poetry Slam di ‘Ritratti di Poesia’ di un paio d’anni fa, ma distrattamente; quindi queste poesie sono per me una novità assoluta. E niente più che un’intuizione mi ha fatto scrivere all’autrice per chiederle il libro. Gironi conferma ancora una volta ciò che sostengo spesso, cioè che si possano scrivere poesie che stiano dentro al tempo, usando le cose di tutti i giorni, che siano oggetti o (come vedremo) bollette dell’Enel, per poi raccontare gli stati d’animo, le paure, le mancanze e – perché no – le certezze, che non mancano mai, perché non è solo il bello a essere certo, non è solo ciò che ci rende felici a confermarci che stiamo al mondo, lo è – e spesso lo è di più – anche ciò che ci fa soffrire.

Vi prego fate delle cose
che a guardarle fuori
si intraveda il dentro

L’attacco di questa poesia non è solo una richiesta agli altri, ma è anche una dichiarazione. Quando scrive, Gironi fa proprio questo: racconta le cose e di quelle cose ci mostra la superficie, ma non ci fermiamo, siamo invitati a passarci attraverso, per vedere dentro, per guardare sotto alle croste, nelle crepe e dietro alle crepe, che è cosa diversa. Le poesie di Francesca Gironi mi hanno ricordato qualcosa di quelle di Luigi Socci (non a caso citato nei ringraziamenti del libro); facendo le debite proporzioni mi pare che Gironi faccia lo stesso lavoro di Socci sulle parole e abbia lo stesso sguardo attento e la capacità di mostrare il ridicolo di qualsiasi questione. Il dramma non è solo un dramma ma è anche e sempre il suo contrario. Essendo molto giovane, Gironi ha uno sguardo più ingenuo, ma ha un’idea di poesia già molto delineata e che a me piace parecchio.

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