Giorno: 8 novembre 2016

Goliarda Sapienza su Rai Storia

goliarda-anni-quaranta-archivio-sapienza-pellegrino

© Archivio Sapienza-Pellegrino

Comunichiamo con piacere che, questa sera alle ore 21.55 e domani, 9 novembre (alle 10.15), il canale 54 di «Rai Storia» dedica una puntata speciale a Goliarda Sapienza nella serie Italiani a cura di Paolo Mieli. Lo stesso giornalista, che aveva già intervistato Sapienza a Radio Rai negli anni Ottanta dopo l’uscita de L’Università di Rebibbia, torna ad occuparsi della sua vicenda di attrice e scrittrice.

A seguire la puntata, un documentario dal titolo Goliarda Sapienza: il vizio di essere se stessi scritto da Simona Fasulo con la regia di Nicoletta Nesler che andrà in onda alle 22.10 di stasera. Maggiori info qui

Ringraziamo Angelo Maria Pellegrino per la puntuale segnalazione.

Info sul palinsesto qui. Tutte le puntate della serie da rivedere qui

Alejandro Zambra, Risposta multipla

sur45_zambra_rispostamultipla_cover

Alejandro Zambra, Risposta multipla, traduzione di Maria Nicola;  Sur, 2016, , € 12,00

di Irene Fontolan

*

Risposta multipla è un libro di esercizi, ma non ne sono stata sicura fin dal primo quesito. Il libro è anche un macro esercizio, di quelli a risposta chiusa ma che lasciano una riflessione aperta. In copertina è spuntata la casella “fiction”, letteratura piacevole, narrativa romanzesca. Fiction: dal latino “fingere”, “formare”, “creare”, l’abilità di narrare eventi immaginari evocando emozioni umane con il fine di sviare la mente e far divertire. Non solo, la fiction può essere creata con lo scopo di educare o far propaganda. La finzione è parte basilare della cultura umana.
Zambra sembra annotare dei fatti e tradurli in quesiti. Lo fa invitandoci a comprenderli dal particolare al generale. L’ho letto due volte e di seguito poiché la prima impressione è di non riuscire a entrare nel testo, di non comprendere cosa mettono in relazione tutte le alternative proposte dai quesiti e di non sapere cosa rispondere.
Quando ho letto che «gli studenti vanno all’università per studiare, non per pensare», ho percepito subito il senso di limite, di omologazione, di libertà negativa. Mi sono chiesta come fosse possibile un paese che non permetteva di pensare. Mi sono chiesta che valore e senso avessero lo studio per quegli studenti.

«Certo, studiavamo, anche tanto, a volte, ma non era mai abbastanza. Immagino che l’obiettivo fosse demoralizzarci. Anche se fossimo consacrati anima e corpo allo studio, sapevamo che ci sarebbero state comunque due o tre domande impossibili, ma non ce ne lamentavamo, avevamo capito il messaggio: copiare era parte del gioco.»

E poi c’era la Prueba de Aptitud Académica, un concreto impedimento al libero pensiero e all’espressione della persona.

«Proprio in quella scuola, che in teoria era la più severa del Cile, copiare era piuttosto facile, perché molte delle prove erano a risposta multipla. (…) Non era necessario saper scrivere, non era necessario farsi un’opinione, non era necessario esprimere niente, nessuna idea: bastava barrare le caselle e indovinare il trabocchetto.»

Zambra struttura il libro per sezioni, come fosse una prova vera e propria con titoli analoghi quali “organizzazione del discorso” e “comprensione del testo”. Zambra sembra inserirsi tra i propri vissuti per riuscire a capirli e tradurli correttamente prima di tutto a se stesso. Domande e risposte, infatti, traducono la sua interiorizzazione degli eventi e della società in cui è vissuto e vive. I contenuti sono minimi, hanno il fine di trasmettere e far circolare emozioni da un semplice dettaglio. Tante storie si aprono sezione dopo sezione fino a portare l’attenzione sull’atmosfera che viveva la popolazione cilena durante la dittatura. Una società obbligata al silenzio.

«Prometto
Silenzio
Assoluto
Prometto
Silenzio
Assoluto.»

Fatti reali, fatti immaginari. Il lettore ha l’opportunità di partecipare alla scoperta di essi. Può anche non avere conoscenze della storia cilena ma l’aria sabbiosa di quegli anni lo permea accompagnandolo dai primi schematici quesiti fino alle narrazioni finali dove il cerchio si chiude pur rimanendo aperto alla curiosità. La curiosità di sapere oltre.

*

©Irene Fontolan

 

 

Davide Nota, I Rovi #ebook

Clicca sull’immagine per scaricare il pdf I Rovi di Davide Nota.

davidenota

Tanzio da Varallo, San Benedetto si getta nudo nel cespuglio di rovi (1630- 1633)

Oggi Poetarum Silva propone con molto piacere I rovi di Davide Nota, poeta e critico del quale ho molta stima. I rovi è un libro completo di poesia; libro intenso e molto bello, col quale Nota compie un lavoro importante sulla lingua e sulle parole. È questo, poi, un libro di grandi domande e di molta luce. Di certo un libro di questo tempo e di questi tempi. Per questo motivo sono molto felice che Davide Nota ci abbia proposto di pubblicarlo interamente e di consentire lo scarico dell’ebook gratuitamente. L’ebook si può scaricare anche cliccando qui. Grazie e buona lettura. (gianni montieri)

*

I rovi

Ma se una lingua inesistente sente in sé
la lontananza siderale degli astri
che di ogni corpo fanno un corpo vivo e mortale,
quanto distante è questa vita dalla vita stessa
che la anima ed ignora, immaginandola
come una cosa sola?
Ma senza fare di condizione virtù, non mima
il passo falso del presente
dove l’azione è questa pubblica parola
che non conduce a niente. Forma
il pensiero il ritmo della mente
che se non può ma vuole agire è sempre
un’illusione abietta o un desiderio
vivo
che gronda di aggettivi e oggetti. E vinto
si nasconde, non manifesta resa.
Circonda il tempo il tempo dell’attesa.

*
Così nel buio lo stagno lunare germoglia
in un canto di rane.
Tutta la vita è un fiorire notturno senza presente né fato.
I nuovi campi di sterminio sono pieni di luce.
E in ogni oggetto è nato un occhio che inibisce l’opera.
Un cantiere di cavi cinge il letto in cui dormi.
Ma esiste ancora un luogo dove crescono i rovi
e le anime dei morti che ritornano a sera?
Chi lo cerca non trova
più niente. Una dimora
al confine di un fossato invalicabile.

*

Davide Nota, I rovi