Giorno: 2 ottobre 2016

I poeti della domenica #102: Cesare Garboli, da Sei poesie

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I

Non lo so e non lo sai nemmeno tu:
sarebbe come chiedersi
quale colore ha il vento. Eppure
sì, gli anni e le ore
di una vita sbagliata forse è giusto
che li calcoli un cieco
oste confuso, e che s’imbrogli
scarabocchi leccando la matita
numeri con dolcezze, conto illogico
che non torna, zoppi versi…
La vita può pagarlo, può permetterselo,
la vita così tanto più eccentrica
dell’arte, o come l’arte.
……………………Chi
dentro il mucchio di tenere bisce,
nel cesto di anguille, nell’antro
fragrante di ostriche, polipi, spelonca
di noi come umide
alghe, semi, salive, chi nel mostruoso
sputo vede, sa?
…………………….‘Tuo padre mi prendeva, nel sole
a chiazze sopra i tavoli dell’osteria,
ma non era tuo padre, aveva i baffi,
il sigaro e una camicia bianca a righe’.
‘Ma mio padre li aveva’, e perché fuggi
spaventata − rido − perché corri, t’arresti,
e perché tremi?
………………………Dunque tra le crepe
e i ruderi assolati, celle, spalti
di vestiboli e camere regali
è questo che irrompe cielo
e implora vivo e timido, l’antilope si slancia,
altera cresce e impavida l’erba.

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© Cesare Garboli, da Sei Poesie, in «Paragone», Anno XVIII, Numero 200/20, Ottobre 1966.

I poeti della domenica #101: Cesare Garboli, Poesia scritta per Paragone

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POESIA SCRITTA PER PARAGONE

Tra l’una e l’altra giovanile disattenzione
una cosa o qualcosa era importante
prima che ci confondessimo in quel gioco crudele.

E che le nostre braccia erano grandi e leggere
fintanto che ce le dimenticavamo
crescere verso il soffitto come in un Veronese.

Ma poi si vede che non ero fatto
per essere come lo ero per vivere (è una colpa e piace
dirlo in questi anni mischiati di tutto e di colpe nessuna).

Ma io credevo! Ma io pensavo! Ma io cantavo per i corridoi
pieni gli occhi di quelle Sacre Conversazioni
tra gli angioli con le dolci ali viola di bestia

e la veduta in fondo della campagna e del borgo
a un passo dalla miseria e da San Girolamo
con la ciotola il libro e il leone

prima che ci venissero addosso le ricerche espressive
le tenebre i capelli piumati e poi tutta quella
oleosa drammaturgia che pure si vende e abbiamo acquistato.

© Cesare Garboli, Poesia scritta per Paragone, in «Paragone», Anno XX, Numero 236, Ottobre 1969.