Giorno: 30 settembre 2016

Debora Vogrig, inediti da “Corrente multipla”

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Prima lezione di pronto-soccorso.
La pelle ci serve per non evaporare mi dice il medico
ma io non sto nella pelle penso nella lingua comune.
Credi di essere definitivo, invece stai sull’orlo.
Potresti evaporare, allora sei una diga, un argine,
poi scoppi di gioia, e se non ti trattieni ti disperdi,
non sai dove cercarti, sei disfatto: scorticato.
Senza proporzione lo smisurato annienta
ma sbaglia il limite e finisci in gabbia: tu.
Ora i pori aperti, l’aria salina, la brezza
sulle onde, il mare si alza e infuria trattenuto
dagli scogli, e l’orizzonte separa cielo e terra.
Tutto in risposta.
Pelle che scotta rifluirà
come acqua.

*

Lavorando alla famosa piramide di vetro e acciaio
sistemata a cinquemila metri di quota
alla base del ghiacciaio
estraneo, si sporge con sospetto –
è tanta la fisicità dell’esistenza.

*

L’odio per questo posto è stato dimenticato
il rito della ripetizione ruota allo stesso punto
un pomeriggio davanti allo schermo
un altro pomeriggio davanti allo schermo
gli atleti tanzaniani corrono sulle strade della Finlandia
la luce in diretta taglia le loro ombre a Helsinki
e noi due nella stanza contemporanei alla stessa luce
non importa se viviamo in un Texas senza deserto
tra la Base NATO e il prossimo Casinò dell’Est
sopraelevate curvano l’orizzonte
dei grandi raccordi autostradali
e la gente in paesi senza piazze
passa la domenica nei centri commerciali
o scruta attraverso le tende
saltar via le lepri in una fuga selvatica.
A volte il clima non è di questo luogo
un cielo belga, in certi giorni di temporali,
prende toni di cobalto e blu oltremarino
e a novembre il vento dall’Africa
ha depositato sabbia rossa dappertutto. (altro…)

Ostri ritmi #2: Ljubka Šorli. A cura di Amalia Stulin

Ostri ritmi è una rubrica a cura di Amalia Stulin che, ogni ultimo venerdì del mese, ci introduce a voci della poesia slovena del Novecento. La traduzione è della stessa curatrice, che propone a ogni post anche una breve nota biografica sull’autore. È questa un’occasione di scoperta di poeti mai tradotti in italiano e sino a ora non affrontati su «Poetarum Silva», con un taglio nuovo e personale. Il titolo è tratto da una lirica di Srečko Kosovel: Ritmi affilati.

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Immagini dai giorni di guerra

X

Lentamente, un vecchio saliva la china —
gli pesavano i lutti e gli anni.
Ma un’immagine segreta, concepita dalle lacrime,
nel cuore gli leniva il dolore.

Sopra di sé vedeva l’azzurro del cielo —
Il creato per lui era il libro del mondo,
che intreccia l’anima con la divina pietà,
perché spieghi le sue ali tra le vette.

Il vecchio è arrancato tra i massi,
dove fucilato riposava suo figlio…
Lo fissava con orrore e piangeva, piangeva.

Tutto attorno gemevano i monti,
quando scavava per il figlio un’ultima dimora,
ché aspettasse più comodamente il mattino della resurrezione…


Slike izza vojnih dni

X.

Počasi stopal starec je v strmino —
težile so ga žalosti in leta.
A tajna slika, od solzá spočeta,
mu v srcu je blažila bolečino.

Nad sabo videl je neba sinjino —
zanj stvarstvo je bilo ko knjiga sveta,
ki dušo z božjo milostjo prepleta,
da svoja krila razprostre v višine.

Priplazil se je starec med skalovje,
kjer ustreljen počival sin njegov je…
Strmel je z grozo vanj in plakal, plakal.

Ječalo je krog njega vse gorovlje,
ko sinu zadnje je kopal domovlje,
da laže jutro bo vstajenja čakal…

*

Nel bosco

Tutto è immerso nei sogni —
lontani sono i pensieri quotidiani.
I pini tacciono.

Qualcosa in loro si è mosso,
qualcosa ha scosso dai sogni
il mio cuore.

Come se oscuri ricordi
nell’arcano silenzio del bosco
mi scorressero accanto.


V gozdu

Vse zatopljeno je v sanje —
daleč so misli vsakdanje.
Bori molče.

Nekaj se v njih je zganilo,
nekaj iz sanj prebudilo
moje srce.

Kakor da temni spomini
v gozda skrivnostni tišini
mimo beže.

*

L’autunnale

Tutto è triste e desolato.
Che il sole tema l’autunno,
che si è nascosto dietro le nubi?
Sento ora nel cuore l’angoscia.

Non c’è sole sui nostri pascoli,
bui sono tutti i campi, i boschi.
E morti, senza foglie sono gli alberi —
e buie sono le nostre case.


Jesenska

Vse žalostno je in otožno.
Mar sonce boji se jeseni,
da skrilo se je za oblake?
Tesno zdaj pri srcu je meni.

Ni sonca po naših planinah,
vsa temna so polja, gozdovi.
In mrtvo brez listja je drevlje —
in temni so naši domovi.

* (altro…)