Giorno: 1 settembre 2016

Poetarum Silva al Festivaletteratura di Mantova

copertina2016

Anche quest’anno Poetarum Silva è felice di essere al Festivaletteratura di Mantova. A non vedere letteralmente l’ora è la vostra inviata Giovanna Amato, che sta già preparando lo zainetto per garantirvi cronache, interviste, incontri, per questa magnifica edizione del Festlet. Un’edizione speciale per Mantova, che quest’anno festeggia il ventennale del suo Festival da Città della Cultura 2016.
Come ogni anno, tantissimi i nomi e tantissimi gli eventi; Poetarum Silva li seguirà con il consueto appuntamento pomeridiano a partire dal 6 settembre alle ore 18.

Il programma completo qui!

E qui per conoscere la storia del Festival e il lavoro dei volontari.

A presto con i nostri racconti!

 

Ciò che disse il legno: Twin Peaks attraverso i monologhi della Signora Ceppo #17

Ogni episodio di Twin Peaks (in attesa dei nuovi, annunciati per quest’anno) è introdotto da un monologo di Margaret Lanterman, conosciuta da tutti come la Signora Ceppo perché gira abbracciando un ciocco di legno con cui si confida e dal quale ottiene rivelazioni. Potrebbe essere la pazza del paese, se a scarseggiare a Twin Peaks non fosse proprio la normalità. Quei monologhi, scritti dallo stesso Lynch, sono in definitiva una successione di poemetti in prosa, misteriosi, surreali, bellissimi. Hanno un valore poetico autonomo, e al tempo stesso sono una chiave di accesso al mondo immaginato dal regista e dai suoi collaboratori (Mark Frost, co-ideatore, su tutti). Dalle parole cercherò ogni volta di andare alla storia e ai personaggi, senza però svelare troppo per chi ancora ha la fortuna di non aver visto la serie. E tuttavia ogni spiegazione sarà solo l’inizio di qualcosa: nel linguaggio di Lynch, sia verbale che cinematografico, permane un residuo di non significato, un nodo di oscurità, un ceppo che non brucia e che parla.

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cooper

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[Episodio Sedici – Legge arbitraria]
So now the sadness comes. The revelation. There is a depression after an answer is given. It was almost fun not knowing. Yes, now we know. At least we know what we sought in the beginning. But there is still the question, why? And this question will go on and on until the final answer comes. Then the knowing is so full there is no room for questions.

Così adesso arriva la tristezza. La rivelazione. C’è un crollo dopo che si riceve una risposta. Era quasi meglio non sapere. Sì, ora sappiamo. Almeno sappiamo quello che cercavamo all’inizio. Ma resta la domanda, perché? E questa domanda continuerà fino alla risposta finale. Allora la conoscenza sarà così piena da non lasciare spazio alle domande. (trad. di Andrea Accardi e Alessandra Zarcone)
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A quest’altezza della storia, i protagonisti scoprono la verità sull’omicidio di Laura. Agli spettatori è già nota da un paio di puntate, e questo ha prodotto anche momenti di ironia tragica, che non è altro che il contrasto tra un punto di vista assoluto (il nostro) e uno parziale (quello dei personaggi). La scoperta sarà straziante e investirà drammaticamente tutti, compreso naturalmente l’agente Cooper. Dopo la risposta there is a depression, che non è però soltanto il crollo emotivo successivo alla rivelazione (a qualunque rivelazione, sembra dire Margaret), ma anche un crollo narrativo, l’improvviso allentarsi della tensione che si riprenderà solo dopo molte puntate. L’obiettivo che muoveva le azioni dei personaggi e teneva allacciate le diverse sottotrame è venuto meno, e subentrerà uno strano caos. Sopra quel caos resta sospesa a question, che non trova risposta nel guazzabuglio delle cose umane. Bisognerà attendere the final answer, che riempirà tutto lo spazio disponibile, colmando in anticipo ogni possibile domanda. Il ceppo, insomma, sta guardando al di là della fiamma.
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@Andrea Accardi
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Simona De Salvo, La camiceria brillante dei miei anni

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Simona De Salvo, La camiceria brillante dei miei anni, Marco Saya, 2016, € 10,00

 

L’aritmetica della pazzia

Prendete una villetta con giardino, un cane, una famiglia,
parenti affettuosi,
amici numerosi, vacanze al mare. Prendete un padre buono
e una madre accondiscendente.
Togliete la villetta con giardino e mettete una stanza allagata
e scrostata.
Togliete il cane e mettete un vibratore.
Togliete la famiglia e mettete una badante rumena che non
lava i piatti, un padre disagiato,
una madre depressa.
Togliete i parenti affettuosi e mettete datori di lavoro
esigenti.
Togliete gli amici numerosi e mettete solitudine.
Prendete un uomo che vi completa.
Ed ora toglietelo.

 

Quando scende la sera l’Apocalisse si avvicina
ed ogni istante viene spiato muoversi
dai vetri del tram
con occhi spalancati dallo stupore
silenzioso, interrotto solo a tratti dal miagolare di un gatto
tenuto in gabbietta sulle ginocchia
di uno studente.
Quando scende la sera
inizia a piovere sulle pareti
e i vecchi morti si bastonano le gambe
con reciproci inchini al Malvasia
occhi di lupo
mentre quelli di trent’anni restano
con il mento in mano a fissare lo scorrere del paesaggio
post-industriale dipinto
sugli zaini, pochi, del rientro.

 

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