Giorno: 21 agosto 2016

Un libro al giorno #28: Hans Sahl, Mi rifiuto di scrivere un necrologio per l’uomo (3)

Come ogni anno faremo una piccola pausa estiva rispetto alla programmazione ordinaria, cercando di fare sempre una piccola cosa diversa per ogni estate; quest’anno dal 25/07 al 21/08 (con tre post al giorno) proporremo testi da libri che amiamo particolarmente, sperando di accompagnarvi in vacanza e di aiutarvi a sopportare meglio il caldo. La programmazione ordinaria ricomincerà lunedì 22/08. (la redazione).

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Interrogazione del figliol prodigo

Mi chiedono, quando ritorno
in patria per un breve soggiorno,
per quale motivo non riesca a decidermi
di rimanere là,
e si informano subito dopo con cortesia
sulla data della mia partenza.

Proprio coloro che vogliono trattenerci
ci amano ancora di più
se possiamo già esibire
il biglietto di ritorno.

 

Befragung des verlorenen Sohnes

Sie fragen mich, wenn ich zu
kurzem Aufenthalt heimkehre, warum
ich mich nicht entschließen
könne dazubleiben, und
erkundigen sich zugleich höflich
nach dem Termin meiner Abreise.

Die uns durchaus halten wollen,
lieben uns noch mehr, wenn wir
bereits die Rückfahrkarte
vorweisen können.

 

Hans Sahl, Mi rifiuto di scrivere un necrologio per l’uomo, Del Vecchio, 2014. Traduzione e cura di Nadia Centorbi

Un libro al giorno #28: Hans Sahl, Mi rifiuto di scrivere un necrologio per l’uomo (2)

Come ogni anno faremo una piccola pausa estiva rispetto alla programmazione ordinaria, cercando di fare sempre una piccola cosa diversa per ogni estate; quest’anno dal 25/07 al 21/08 (con tre post al giorno) proporremo testi da libri che amiamo particolarmente, sperando di accompagnarvi in vacanza e di aiutarvi a sopportare meglio il caldo. La programmazione ordinaria ricomincerà lunedì 22/08. (la redazione).

Hans_Sahl_sito_Del_Vecchio

Nota in calce

Del dolore del mondo
ho preso atto nella mia poesia
e del mio volto degli altri.
Ho viaggiato per Paesi
su vagoni piombati
e ho abitato in case
che non avevano finestre.
Ho profetizzato il passato
e al futuro ho scritto una postfazione.
Dei miei sogni è rimasto:
la loro irrealizzabilità.

Noi tutti abbiamo lo stesso nemico, noi stessi,
e la stessa madre, che ci diede
il petto sul quale
morivamo di sete.
Quando arriverà il momento,
mi metterò in cammino
per cercare mio fratello.
Non può essere più tanto lontano.

 

Fußnote

Ich hab den Schmerz der Welt
zur Kenntnis genommen in meinem Gedicht
Und den eigenen im Gesicht der anderen
Ich habe Länder bereist
in plombierten Wagen
und in Häusern gewohnt, die
keine Fenster hatten
Ich habe die Vergangenheit prophezeit
Und der Zukunft ein Nachwort geschrieben
Von meinen Träumen ist übriggeblieben
ihre Unerfüllbarkeit.

Wir haben alle den gleichen Feind, uns selber,
und die gleiche Mutter, die uns
die Brust gab, an der wir
verdursteten.
Wenn die Zeit kommt, werde ich
aufbrechen um meinen Bruder
zu suchen.
Er kann nicht mehr weit sein.

Hans Sahl, Mi rifiuto di scrivere un necrologio per l’uomo, Del Vecchio, 2014. Traduzione e cura di Nadia Centorbi

Un libro al giorno #28: Hans Sahl, Mi rifiuto di scrivere un necrologio per l’uomo (1)

Come ogni anno faremo una piccola pausa estiva rispetto alla programmazione ordinaria, cercando di fare sempre una piccola cosa diversa per ogni estate; quest’anno dal 25/07 al 21/08 (con tre post al giorno) proporremo testi da libri che amiamo particolarmente, sperando di accompagnarvi in vacanza e di aiutarvi a sopportare meglio il caldo. La programmazione ordinaria ricomincerà lunedì 22/08. (la redazione).

hans-sahl-del-vecchio

 

Memorandum

Un uomo, che alcuni ritenevano
saggio, dichiarò che dopo Auschwitz
non fosse più possibile alcuna poesia.
Sembra che delle poesie
l’uomo saggio non abbia avuto
alta considerazione –
quasi che queste servissero a consolare
l’anima di sensibili contabili
o fossero vetri intarsiati
attraverso i quali si guarda il mondo.
Noi crediamo che le poesie
siano ridiventate possibili
ora più che mai, per la semplice ragione che
solo in poesia si può esprimere
ciò che altrimenti
sarebbe superiore a ogni descrizione.

 

Memo

Ein Mann, den manche für weise
hielten, erklärte, nach Auschwitz
wäre kein Gedicht mehr möglich.
Der weise Mann scheint
keine hohe Meinung von Gedichten
gehabt zu haben –
als wären es Seelentröster
für empfindsame Buchhalter
oder bemalte Butzenscheiben,
durch die man die Welt sieht.
Wir glauben, daß Gedichte
überhaupt erst jetzt wieder möglich
geworden sind, insofern nämlich als
nur im Gedicht sich sagen läßt,
was sonst
jeder Beschreibung spottet.

 

Hans Sahl, Mi rifiuto di scrivere un necrologio per l’uomo, Del Vecchio, 2014. Traduzione e cura di Nadia Centorbi