Giorno: 20 agosto 2016

un libro al giorno #27 Pierre Drieu La Rochelle, Racconto segreto (3)

rochelle5Come ogni anno faremo una piccola pausa estiva rispetto alla programmazione ordinaria, cercando di fare sempre una piccola cosa diversa per ogni estate; quest’anno dal 25/07 al 21/08 (con tre post al giorno) proporremo testi da libri che amiamo particolarmente, sperando di accompagnarvi in vacanza e di aiutarvi a sopportare meglio il caldo. La programmazione ordinaria ricomincerà lunedì 22/08 (la redazione).

Ebbene, ora l’ho capito, la solitudine è il cammino del suicidio o almeno il cammino della morte. Nella solitudine assoluta si prova un piacere unico, superiore a ogni altro, per il mondo e per la vita; è il solo modo per gustare fino in fondo un fiore, un albero, una nuvola, gli animali, gli uomini, anche quando passano lontano da noi, e le donne; ma è la china lungo la quale ci si perde.

E poi continuavo ad essere curioso.

La curiosità di cui sto parlando non è solo la curiosità di conoscere, ma una curiosità audace, imprudente, che vuol essere attiva e sperimentale. E’ una curiosità magica, teurgica, che sogna di compiere imprese, di abbattere barriere. Il suicidio è uno dei suoi strumenti proibiti; non è certamente il solo, è però l’ultimo, anche se forse non è il supremo fra quelli che l’uomo ha inventato e sperimentato per abbattere da vivo, anziché con le idee e con la fantasia, il muro della sua prigione terrena. Ecco perché Baudelaire, il poeta della meditazione, ha posto il suicidio nelle Litanie a Satana, fra gli atti di audacia più o meno criminali, da un punto di vista sociale, che sono offerti all’uomo per scuotersi, per agitarsi, per protestare, per sfuggire: gli altri sono la droga, la lussuria, l’alcol, il furto e l’assassino, l’alchimia, il guadagno, la scienza e la rivolta.

Dostoevskij ha rappresentato magnificamente questa curiosità nel personaggio di Krilov. Pur nella prospettiva limitata del dilemma: cristiano o suicida, credente o ateo, Dostoevskij, prigioniero della prospettiva cristiana, ha visto come unica alternativa un uomo che lo è ancora quando odia paradossalmente il dio che nega, che ha provocato, che insegue fin nel suo covo, cioè nella morte.

Pierre Drieu La Rochelle, Racconto segreto, SE Edizioni, 1986, trad. di Alfredo Cattabiani.

Un libro al giorno #27 Pierre Drieu La Rochelle, Racconto segreto (2)

Ilgiornaleoff.ilgiornale.it

Ilgiornaleoff.ilgiornale.it

Come ogni anno faremo una piccola pausa estiva rispetto alla programmazione ordinaria, cercando di fare sempre una piccola cosa diversa per ogni estate; quest’anno dal 25/07 al 21/08 (con tre post al giorno) proporremo testi da libri che amiamo particolarmente, sperando di accompagnarvi in vacanza e di aiutarvi a sopportare meglio il caldo. La programmazione ordinaria ricomincerà lunedì 22/08 (la redazione).

Aprii dolcemente un cassetto della credenza e presi senza far rumore, con lentezza, un coltello. Non avevo mai osservato un coltello con attenzione. D’improvviso capii ciò che conteneva quell’acciaio. Ecco cos’avevo adoperato ogni giorno senza saperlo, ecco l’oggetto che avevo tenuto come una cosa proibita tra le mani. Il mistero sonnecchiante degli oggetti che mi circondavano si svelava dolcemente. La lama scintillava sul fondo di panno rosso che foderava il cassetto. E non ce n’era una sola, ma venti, ma trenta, di grandi e di piccole dimensioni. Sollevai un enorme coltellaccio per trinciare le vivande, poi lo rimisi a posto perché non mi attirava. Preferivo qualcosa di minuto, di elastico, di delicato. Ecco. Quel coltellino da dessert così appuntito, che penetrava così facilmente nella carne di una pera o di una pesca. Saggiavo la punta con il polpastrello, la saggiavo e la sentivo. La spinsi contro il dito dolcemente, la spinsi più forte. Incomincio a farmi male e allora smisi di premere. Ripresi con più forza, spinto dalla curiosità e dal desiderio. Il dolore diventò diverso, più concentrato, più acuto e una goccia di sangue apparve. Restai a bocca aperta: era dunque possibile! Per la prima volta riuscivo a guardare il mio sangue senza piangere, senza indietreggiare. Avevo paura; ma l’accettavo, la mia paura, mi adeguavo ad essa, volevo addomesticarla, identificarla nel mio animo a un’altra cosa.

Pierre Drieu La Rochelle, Racconto segreto, SE, 1986, trad. di Alfredo Cattabiani.

Un libro al giorno #27 Pierre Drieu La Rochelle, Racconto segreto (1)

s-l225

Come ogni anno faremo una piccola pausa estiva rispetto alla programmazione ordinaria, cercando di fare sempre una piccola cosa diversa per ogni estate; quest’anno dal 25/07 al 21/08 (con tre post al giorno) proporremo testi da libri che amiamo particolarmente, sperando di accompagnarvi in vacanza e di aiutarvi a sopportare meglio il caldo. La programmazione ordinaria ricomincerà lunedì 22/08 (la redazione).

Da ragazzo ho giurato a me stesso di restar fedele alla mia giovinezza: un giorno ho cercato di mantenere la parola.

Odiavo e temevo la vecchiaia: avevo ereditato questo sentimento dai primi anni di vita. I bambini conoscono i vecchi meglio degli adolescenti e degli adulti. nell’ambiente familiare vivono con loro intimamente; li osservano e colgono gli effetti più umilianti della vecchiaia. Più li amano e più soffrono nel vederli decadere e rovinare progressivamente. Io ad esempio ho voluto un gran bene alla nonna e al nonno, con i quali ho vissuto più a lungo che con i miei genitori; ma questa vicinanza è stata la causa di uno dei miei primi disastri perché mi ha permesso di osservare la loro lenta decomposizione. Ecco la mia decisione.

Pierre Drieu La Rochelle, Racconto segreto, Edizioni SE, 1986, trad. di Alfredo Cattabiani.