Giorno: 26 luglio 2016

Un libro al giorno #2: Gwyneth Lewis, L’assassino della lingua (3)

Come ogni anno faremo una piccola pausa estiva rispetto alla programmazione ordinaria, cercando di fare sempre una piccola cosa diversa per ogni estate; quest’anno dal 25/07 al 21/08 (con tre post al giorno) proporremo testi da libri che amiamo particolarmente, sperando di accompagnarvi in vacanza e di aiutarvi a sopportare meglio il caldo. La programmazione ordinaria ricomincerà lunedì 22/08 (la redazione).

g. lewis fonte corpoetryfest.net

g. lewis fonte corpoetryfest.net

Gwyneth Lewis, L’assassino della lingua, Del Vecchio, 2007, traduzione di Paola Del Zoppo

*

Spargi un po’ di felicità

Ora che a milioni usano pillole
e pisciano Prozac, le trote salmonate
sono molto più morbide e i fiumi fluiscono
di appagamento chimico. Il mio dono
alle zanzare è un’esplosione di tranquillante
che allevia soltanto
i problemi come la morte. Zanzarina, datti
agli antidepressivi. Te lo consiglio!

*

Spread a littlehappiness

Now that millions are taking the pills
and pissing out Prozac, the salmon trout
and very much mellower and rivers run
with chemical happiness. My gift
to mosquitos is a blast of ‘cool
head’ that just takes the edge
off problems like dying. Mozzie, take a hit
of antidepressant. I recommend it!

*

© Gwyneth Lewis

Un libro al giorno #2: Gwyneth Lewis, L’assassino della lingua (2)

Come ogni anno faremo una piccola pausa estiva rispetto alla programmazione ordinaria, cercando di fare sempre una piccola cosa diversa per ogni estate; quest’anno dal 25/07 al 21/08 (con tre post al giorno) proporremo testi da libri che amiamo particolarmente, sperando di accompagnarvi in vacanza e di aiutarvi a sopportare meglio il caldo. La programmazione ordinaria ricomincerà lunedì 22/08. (la redazione).

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Gwyneth Lewis, L’assassino della lingua, Del Vecchio editore, 2007, traduzione di Paola Del Zoppo

*

Afasia

Chiedo “martello”, ma mi danno “vanga”
Mi andrebbe del “tè”, ma ordino “aranciata”

per errore. Specifico “velluto” ma mi danno “seta”
in un colore che nemmeno mi piace

ma la prendo, fingo. Qualcuno ha tagliato il filo
tra le parole e le cose cui si uniscono,

così la mia mente è una rigattiera di dove sono stato.
Non saprò mai cosa intendo davvero.

*

Aphasia

I ask for “hammer” but am given “spade”,
felle like sonic “tea” but order “orangeade”

by mistake. I specify “velvet” but am given “silk”
in a colour I don’t even like

but I take it, pretend. Someone’s cut the string
between each word and its matching thing.

so my mind’s a junk shop of where I’ve been.
I’ll never know now what I really mean.

*

© Gwyneth Lewis

Un libro al giorno #2: Gwyneth Lewis, L’assassino della lingua (1)

Come ogni anno faremo una piccola pausa estiva rispetto alla programmazione ordinaria, cercando di fare sempre una piccola cosa diversa per ogni estate; quest’anno dal 25/07 al 21/08 (con tre post al giorno) proporremo testi da libri che amiamo particolarmente, sperando di accompagnarvi in vacanza e di aiutarvi a sopportare meglio il caldo. La programmazione ordinaria ricomincerà lunedì 22/08. (la redazione).

assassino

Gwyneth Lewis, L’assassino della lingua, Del Vecchio editore, 2007, traduzione di Paola Del Zoppo

*

La confessione della poetessa

«L’ho fatto. Ho ucciso la mia lingua madre.
Non avrei dovuto lasciarla
lì tutta sola.
Tutto ciò che volevo era divertirmi un po’
con un altro corpo
ma adesso che è scomparsa
il silenzio è tremendo.

Era davvero suscettibile
molto probabilmente invidiosa.
in fondo, sono giovane
e lei, la bella,
ormai tutta una grinza
malgrado la chirurgia.

Avrei potuto salvarla?
farla sentire a casa?

Senza i suoi rimproveri.
Mi sento tanto confusa,
non libera, come avrei pensato…

Chiami il mio legale.
Finché non sarà qui
tengo tutto per me.»

*

A poet’s confession

‘I did it. I killed my mother tongue.
I shouldn’t have left her
there on her own.
All I wanted was a bit of fun
with another body
but now that she’s gone
it’s a terrible silence.

She was higly strung,
quite possibly jealous.
After all, I’m young
and she, the beauty,
had become a crone
despite all the surgery.

Could I have saved her?
made her feel at home?

Without her reproaches.
I feel so numb,
not free, as I’d thought…

Tell my lawyer to come.
Until he’s with me,
I’m keeping mum,‘

*

©Gwyneth Lewis