Giorno: 13 luglio 2016

Leggende metropolitane

 

2652277“Ogni membro del club è dotato infatti dell’autorità di battezzare qualsiasi suo conoscente con il nome che preferisce. Questo serve a espandere il Club, a sentirsi meno soli, a innervare la città di tanti membri del Club come noi.”

Nei giorni seguenti alle recenti elezioni comunali, un articolo annunciava con una sospetta assenza di ironia che il nuovo assessore al bilancio del comune di Riccione sarebbe stato un tale sig. Giovanni Bilancioni. Mi sono quindi immaginato la non remota possibilità dell’esistenza di un “Municipio Disney” a dimostrazione di quanta distanza possa oramai esistere tra me (cittadino reale) e ciò che dovrebbe rappresentarmi. Con automatico ottimismo poi il pensiero è volato inevitabile (sì, per forza) al bel romanzo di Paolo Zanotti pubblicato postumo da Ponte alle Grazie, Il testamento Disney. Chissà come avrebbe reagito Paolo a questa notizia; a quale membro del club Disney avrebbe attribuito o affidato il battesimo di questa scoperta. Paolo Zanotti purtroppo non c’è più e va ringraziata la casa editrice Ponte alle Grazie se dopo il bellissimo Bambini Bonsai  sia stato pubblicato questo suo romanzo precedente, rimasto nei cassetti perché rifiutato da diversi editori. Viene la tentazione di paragonare i due scritti; gli argomenti ci sarebbero in effetti. Genova sicuramente è la protagonista assoluta; non la Genova cimiteriale, postatomica attraversata dai Bambini Bonsai, ma una Genova che si prepara ad accogliere il G8 del 2001, una Genova con il suo perenne cimitero, le sue strade, le piazze, i locali, i giardini; tutti punti di riferimento orizzontali e verticali che non possono prescindere dalla presenza assoluta del mare.

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Una frase lunga un libro #66: José Emilio Pacheco, Le battaglie nel deserto

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Una frase lunga un libro #66: José Emilio Pacheco, Le battaglie nel deserto, traduzione di Pino Cacucci, La nuova frontiera, 2012, € 12,00, ebook € 5,99

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In ottobre ci fu un forte terremoto. In novembre comparve una cometa. Dicevano che preannunciasse la bomba atomica e la fine del mondo o quanto meno un’altra rivoluzione in Messico. Poi ci fu l’incendio alla ferramenta La Sirena e vi morirono molte persone. Quando arrivarono le vacanze di Natale tutto era diverso per noi.

Pacheco, dunque, o del come si scrive un romanzo breve. Le battaglie del deserto sono quelle tra i bimbi, in mezzo alla polvere, dividendosi in arabi ed ebrei, più per dividersi in qualcosa che consapevolmente. Succede in Messico negli anni cinquanta, anni di grandi promesse, anni in cui si ipotizzava (o si faceva credere) un Messico bello e funzionale, un Messico moderno, un Messico in crescita. Si ipotizzava un Messico del futuro, con gli Stati Uniti a un passo da essere considerati compagni di giochi. I bimbi, i veri protagonisti, ma anche l’amore e la politica, tutto però raccontato col passo della fiaba, che è tipico del raccontare sudamericano, quel fare sempre un po’ sognato, dove tutto è vero. Pacheco, attraverso la storia di Carlos, un bambino che si innamora di un’adulta, cattura un momento storico importante del Messico e lo fa, come si dice, “parlando d’altro”.

Durante la ricreazione mangiavamo fette di torta alla crema di cui si sarebbe perso il ricordo.

Carlos è figlio di una famiglia benestante, oggi diremmo classe media, comunque è un ragazzo che non ha problemi economici, la scuola che frequenta è “aperta”; ci stanno i ricchi e i poveri, gli indio e i disperati, i borghesi e i molto ricchi, ci sta chi non ha nulla da mangiare e chi ha troppo. C’è Carlos e c’è Jim, ricco vero. Diventano amici, Carlos comincia a frequentare casa di Jim, vuoi per studio, vuoi per merenda, vuoi perché in quella casa c’è un’atmosfera indefinibile che lo attrae, e poi c’è la mamma di Jim, che è bellissima. Jim che è figlio di uno degli uomini più importanti del paese, l’uomo ombra del Presidente, che non comparirà mai, ma che si farà sentire. Ecco quel che succede a Carlos, poco più che bambino, si innamora della mamma di Jim. Pacheco veste questo ragazzino di coraggio e fa sì che questi si dichiari alla donna.

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