Giorno: 29 Mag 2016

I poeti della domenica #76: Gabriele D’Annunzio, Qui giacciono i miei cani

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Foto di Andrea Accardi

QUI GIACCIONO I MIEI CANI

Qui giacciono i miei cani
gli inutili miei cani,
stupidi ed impudichi,
novi sempre et antichi,
fedeli et infedeli
all’Ozio lor signore,
non a me uom da nulla.
Rosicchiano sotterra
nel buio senza fine
rodon gli ossi i lor ossi,
non cessano di rodere i lor ossi
vuotati di medulla
et io potrei farne
la fistola di Pan
come di sette canne
i’ potrei senza cera e senza lino
farne il flauto di Pan
se Pan è il tutto e
se la morte è il tutto.
Ogni uomo nella culla
succia e sbava il suo dito,
ogni uomo seppellito
è il cane del suo nulla.

31 ottobre 1935

© Gabriele D’Annunzio, Qui giacciono i miei cani

I poeti della domenica #75: Emanuel Carnevali, Visiting winds

Carnevali2

dal sito di «La Repubblica»

VENTI IN VISITA

Dalla finestra aperta,
una volta sola e non più,
entrano i venti in visita
dall’infinito.

Tutte queste parole
le ho lette un milione di volte −
sempre le stesse parole,
sempre le stesse…

Venti in visita…

*

VISITING WINDS

Through the open window come,
just once and no more,
the visiting winds from
the infinite.

All these words
I have read a million times −
always the same words,
always the same…

Visiting winds…

© Emanuel Carnevali, Visiting winds in Il primo Dio, a c. di Maria Pia Carnevali, Milano, Adelphi, 1978. La foto compare anche nel volume, dedicata all’amico Mitchell Dawson.