Giorno: 28 maggio 2016

proSabato: Achille Campanile, Premio letterario e altre tragedie

achille-campanile

PREMIO LETTERARIO
Personaggi:
IL POETA
L’AMICO

La scena si svolge dove vi pare. All’alzarsi del sipario tutti i personaggi sono in scena.
IL POETA
Ho scritto nove sonetti e un’ode saffica.
L’AMICO
Cosicché, in totale, quanti componimenti poetici ci saranno nel tuo nuovo – e speriamo ultimo – volume?
IL POETA
Dieci con l’ode.
(Galoppo di cavalli in lontananza. Sipario)

                        ***

LA FIDANZATA DEL CARABINIERE
Personaggi:
LA RAGAZZA IL CARABINIERE IL PASSANTE

All’alzarsi del sipario, LA RAGAZZA e IL CARABINIERE suo fidanzato passano in fretta.
IL PASSANTE
al CARABINIERE: Arrestata?
IL CARABINIERE
Che arrestata? È la mia fidanzata.
LA RAGAZZA (piangendo) Sarà sempre così, per tutta la vita!
(Sipario)

***

DUBBI
Personaggi:
IL CREDENTE
L’ATEO

IL CREDENTE
Io sono un credente, signore, afflitto dal dubbio che Dio non esista.
L’ATEO
Io, peggio. Sono un ateo, signore, afflitto dal dubbio che Dio, invece, esista realmente. È terribile.
(Sipario)

© Achille Campanile, in Tragedie in due battute. Le tragedie iniziarono a circolare dagli anni Venti e, nel 1931, Treves ne raccolse 38 in un unico volume: Teatro. La prima edizione integrale e completa è del 1978 per Rizzoli.

proSabato: Elio Vittorini, Nome e lagrime. Racconto

Elio-Vittorini

Nome e lagrime

Io scrivevo sulla ghiaia del giardino e già era buio da un pezzo con le luci accese a tutte le finestre.
Passò il guardiano.
≪Che scrivete?≫ mi chiese.
≪Una parola≫ risposi.
Egli si chinò a guardare, ma non vide.
≪Che parola è?≫ chiese di nuovo.
≪Bene≫ dissi io.
≪È un nome.≫
Egli agitò le sue chiavi.
≪Niente viva? Niente abbasso?≫
≪Oh no!≫ io esclamai.
E risi anche.
≪È un nome di persona≫ dissi.
≪Di una persona che aspettate?≫ egli chiese.
≪Sì≫ io risposi.
≪L’aspetto.≫
Il guardiano allora si allontanò, e io ripresi a scrivere. Scrissi e incontrai la terra sotto la ghiaia, e scavai, e scrissi, e la notte fu più nera.

Ritornò il guardiano.
≪Ancora scrivete?≫ disse.
≪Sì≫ dissi io. ≪Ho scritto un altro poco.≫
≪Che altro avete scritto?≫ egli chiese.
≪Niente d’altro≫ io risposi. ≪Nient’altro che quella parola.≫
≪Come?≫ il guardiano gridò. ≪Nient’altro che quel nome?≫
E di nuovo agitò le sue chiavi, accese la sua lanterna per guardare. ≪Vedo≫ disse. ≪Non è altro che quel nome.≫
Alzò la lanterna e mi guardò in faccia.
≪L’ho scritto più profondo≫ spiegai io.
≪Ah così?≫ egli disse a questo. ≪Se volete continuare vi do una zappa.≫ ≪Datemela≫ risposi io.
II guardiano mi diede la zappa, poi di nuovo si allontanò, e con la zappaio scavai e scrissi il nome sino a molto profondo nella terra. L’avrei scritto, invero, sino al carbone e al ferro, sino ai più segreti metalli che sono nomi antichi. Ma il guardiano tornò ancora una volta e disse: ≪Ora dovete andarvene. Qui si chiude≫.

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