Tre poesie inedite di Giuseppe Musmarra

 

.giuseppe per andrea

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ELOGIO DELLA RAGIONATA CATTIVERIA

Non mi stupisce la ragionata cattiveria
né mi indigna
è strada che tutti pratichiamo

Mi disgusta la meschinità
la piccineria minuta
il pettegolezzo di paese
le donne quarantenni
sempre attaccate alle sottane delle madri
Perché – ricordo – ho letto d’una Madre
che dovendo il figlio partire per la guerra
disse Figlio torna, ma non a tutti i costi
conserva comunque l’onore tanto tutti dobbiamo morire.

Detesto gli uomini sempre intrappolati da una caterva di parenti
che sgranano il rosario di zii suocere e cognati
e non so se i parenti sono serpenti
o forse soltanto degli strani animali

E allora meglio il battito d’ali
d’un corvo che picchietta furioso alla finestra
E non chiede da mangiare. Non domanda: pretende.
Perché con ragionata cattiveria
ha sempre saputo che gli spetta

.

INCANTA IL TUO SORRISO DI BAMBINO

Versi
sparsi qua e là quando piove
Sole
prossimo venturo
Futuro
Spiaggia ombrellone
poche parole
ma qualche aquilone lontano
E qui – a portata di mano –
incanta il tuo sorriso di bambino

.

SE IMPROVVISO GIGLIO FOSSE

E se fosse ginestra quel fiore di lontano
Stretto tra due spanne di pali della luce
Affogato nel traffico
Sfregiato dal vomito d’un tossico cinetico
O se fosse invece rosa
Violata per lavoro ogni notte
Vilipesa nelle lacerate carni
Sudicia e sfinita nella bellezza sua perduta

E s’anche crisantemo si chiamasse
Stuprato nel suo biancore
inidoneo a presunte immortali purezze
guardiano part time di ebbrezze caduche

Non siamo pronti quando guardiamo

Non siamo pronti e detestiamo il mistero

Se invece improvviso giglio fosse
ad appassire nelle fosse

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