Giorno: 16 febbraio 2016

Shifra Horn, “Scorpion Dance”

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Quello che colpisce di Scorpion Dance, nuovo libro di Shifra Horn da poco in libreria per Fazi Editore, è la presenza vigile e mai prepotente dei fiori. Sono ovunque: regalati o notati per strada, sono i cespugli di gelsomino che fanno odore, i fichi sotto cui nascondersi, fino al glicine simbolo della casa attorno cui ruota il motivo della narrazione. Orion, giovane uomo, imbastisce per la sua basherte un racconto che le regali l’intera sua identità, come un’offerta d’amore dopo che il glicine li ha fatti incontrare:

Casa tua – l’immagine speculare della mia – gridava provvisorietà. Le molle sporgevano dall’imbottitura di una poltrona macchiata. Un armadio a cui mancavano le ante rivelava pochi abiti leggeri, e un vecchio frigorifero dallo sportello bombato gorgogliava accanto a noi. Tu posasti il bollitore sui fornelli, e io guardai i muri scrostati, le mattonelle rotte, il soffitto macchiato di muffa e gli scuri deformati, e udii me stesso offrirsi di imbiancare casa tua ed effettuare le riparazioni necessarie. Farò qualsiasi cosa per trasformarla in una dimora permanente, pensai. Purché tu resti. Dandomi la schiena, versasti l’acqua calda nelle tazze senza dire una parola.
«L’ha comprata, questa casa?», ti chiesi, spavaldo.
Tu scuotesti la testa e mi domandasti quanto zucchero volevo.
«Un cucchiaino. Ma per quale motivo ha preso in affitto un appartamento in queste condizioni?».
«Per via del glicine».
Era la risposta che segretamente mi aspettavo. E capii che tu mi eri stata mandata.

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