Mese: gennaio 2016

I poeti della domenica #36: Velimir Chlebnikov, Rifiuto

Rifiuto Per me è molto più piacevole Guardare le stelle Che firmare una condanna a morte. Per me è molto più piacevole Ascoltare la voce dei fiori, Che sussurrano «È lui» Chinando la testolina, Quando attraversano il giardino, Che vedere gli scuri  fucili della guardia… Continue Reading “I poeti della domenica #36: Velimir Chlebnikov, Rifiuto”

I poeti della domenica #35: Jo Shapcott, St Bride

St Bride C’è una torre del vento alta come questa in un’altra città, la guglia in fiamme per gli attacchi incendiari della coalizione dei contrari. Attacchi notturni colpiscono i cittadini sopravvissuti, li scagliano fuori dai letti nelle strade, i bambini come fagotti sotto le… Continue Reading “I poeti della domenica #35: Jo Shapcott, St Bride”

La botte piccola #4: Friedrich DÜRRENMATT, La morte della Pizia

La botte piccola contiene il vino buono, e questo non è, come si può pensare, un malcelato sfottò di consolazione: l’accoglienza costringe ogni minima particola di vino a venire prima o poi a contatto con le note del legno. Il racconto, la meno diluita… Continue Reading “La botte piccola #4: Friedrich DÜRRENMATT, La morte della Pizia”

3 case

A Irene Cosedicasa Qui si parla di case di percorsi sviluppati in superotto. Qui si parla di casa: di idee fatte stanze come vincoli sciolti nelle scatole, si parla di assenze, di voci sbriciolate per i cammini lasciati in pace al bosco. Qui si… Continue Reading “3 case”

Il Paradiso di Dante: un indicibile futuro senza fine

. Passando da un regno ultraterreno all’altro, lungo il poema dantesco cambiano anche i colori: fosco e sanguigno l’Inferno; sfumato nei chiaroscuri il Purgatorio, quasi un’anticipazione di atmosfere simboliste e tardo-ottocentesche; luminoso il Paradiso, da non vederci più. Commentando la seconda cantica (per chi… Continue Reading “Il Paradiso di Dante: un indicibile futuro senza fine”

Questo Natale #24: Silvia Tebaldi, Le variazioni Goldberg della pioggia

Le variazioni Goldberg della pioggia Lei forse riderà, ma quando ho visto la scritta Bruegel (anzi, Brueghel) su fondo rosso e la facciata del palazzo, nella neve, il portale barocco, e ho pensato a una mattina di luglio incandescente, a noi due sotto i… Continue Reading “Questo Natale #24: Silvia Tebaldi, Le variazioni Goldberg della pioggia”

Questo Natale #23: Giuseppe Ceddia, Teste pelate e morti bagnate

Teste pelate e morti bagnate   I   La notte in cui furono convocati dall’assemblea, i fratelli I. potettero assistere allo spettacolo di una luna che – improvvisamente – da esser gialla catarifrangente, assunse un colore rosso mestruo o, volendo, rosso ferita da arma… Continue Reading “Questo Natale #23: Giuseppe Ceddia, Teste pelate e morti bagnate”

Questo Natale #22: Sara Gamberini, Cosa vuoi tu se io voglio te

Cosa vuoi tu se io voglio te   Non sono più tornata dal dr. Lisi dopo le vacanze di Natale, l’ho lasciato così, scomparendo; il filo sottile che separa un abbaglio da una spiegazione logica delle sequenze razionali di un evento è, in assenza… Continue Reading “Questo Natale #22: Sara Gamberini, Cosa vuoi tu se io voglio te”

Questo Natale #21: Giulia Fazzi, NATALE ERA TANTO TEMPO FA

NATALE ERA TANTO TEMPO FA A Natale papà metteva le luci colorate sull’abete davanti casa. Si vedeva dalla strada, anche nelle giornate di nebbia, sembrava un fantasma a luci intermittenti accanto al profilo fumoso della nostra vecchia casa, nella bassa. Mamma e nonna passavano… Continue Reading “Questo Natale #21: Giulia Fazzi, NATALE ERA TANTO TEMPO FA”

Questo Natale #20: Renzo Favaron, Una mattina d’inverno (Natale 1985)

Una mattina d’inverno (Natale 1985)   Non mi pento di aver fatto il militare, me ne pentirei se a militare non avessi fatto parte della truppa… Max Frisch, Libretto di servizio Babbo Natale ci portò in regalo una bianchissima coltre di neve.                Subito… Continue Reading “Questo Natale #20: Renzo Favaron, Una mattina d’inverno (Natale 1985)”

Vittorio Sereni. Discorso di Capo d’Anno (1939)

Vittorio Sereni Discorso di Capo d’Anno (1939)* .  Mi è insopportabile il Capo d’Anno a casa: e proprio per la ragione contraria a quella per cui tutti emigrano, per l’impossibilità di considerare questo come un giorno qualunque. Per­ché in città ve lo fanno passare… Continue Reading “Vittorio Sereni. Discorso di Capo d’Anno (1939)”

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