Giorno: 28 gennaio 2016

Nicola Ponzio, Abracadabra

ponzio

Nicola Ponzio, Abracadabra, Arcipelago Itaca edizioni, 2015

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I

Infliggere ai due Gobbi tre frustate
Accoltellare Dotto al basso ventre
Molestare la Fata Turchina per tutta l’estate
Squarciare di netto la gola alla Strega dell’Est

Tormentare la Bella e la Bestia con vero diletto
Colpire ai testicoli il povero Cicco Petrillo
Fuorviare l’intelletto al papà di Vassilissa
Danneggiare la Radura Incantata con nafta e diossine

Amputare le mani e le orecchie al vecchio Rink Rank
Vessare metodicamente i Tre Porcellini
Scannare l’oca Marten con la ronca

Mitragliare i Sette corvi con la raffica a ventaglio
Punzecchiare nel vivo il Principe Canarino
Sfigurare la vergine Malvina tenendola al guinzaglio

*

IV

Impalare senza pena il papà di Pelle d’asino
Svaligiare la casetta dei Tre Orsi
Incaprettare il nano ingrato sotto un pino
Costringere il Re di Brobdingnag ad impiccarsi

Angosciare la Strega di Hänsel e Gretel
Diffamare a mezzo stampa la ragazza mela
Malmenare per spasso i Musicanti di Brema
Confinare su Fhobos il Borgomastro di Hamelin

Frodare Bill la Lucertola e il Bruco Blu
Asfissiare l’Usignolo con il Sarin
Legnare sui denti anche Madre Sambuco

Comandare a bacchetta la fata Berylune
Sciupare di proposito le Scarpette Rosse
Contagiare con l’ebola la Bella Addormentata

*

VI

Abbattere gli alberi sacri del Bosco Fatato
Catturare il cane Toto con un cappio
Divorare il Bianconiglio dopo averlo rosolato
Sparare a Peter Pan con una Colt

Fottere a turno le Fate del Fuoco
Mozzare la testa al Cavaliere rosso
Addolorare con gioia la Contadina Furba
Pervertire le menti di Glumdal e Pich

Corrompere la rosa del Piccolo Principe
Bandire Raperonzolo dal regno delle fiabe
Intrappolare i Kalidah senza pietà

Privare della luce l’Uccellin Belverde
Distruggere il Paese delle Meraviglie
Torturare con pinze e tenaglie il Grillo Parlante

*

XII

Assoggettare Lilliput per i secoli dei secoli
Minacciare Cecina con l’accetta
Seviziare col fuoco le Ochine e i loro piccoli
Violare le sorelle della Sirenetta

Schiavizzare ad una ad una le Fatine della Luna
Amareggiare senza crucci Kay e Gerda
Rompere a martellate lo specchio di Alice
Flagellare il fondoschiena agli abitanti di Blefuscu

Imbrattare di vernice la Figliastra diligente
Sbudellare la volpe del Piccolo Principe
Marchiare Melusina con un ferro incandescente

Isolare Gian Porcospino per un anno galattico
Graffiare le guance rosate a Dorothy Gale
Falsare il lieto fine delle fiabe con l’intento di far danno

*

XV

Ammaliare con la musica del Pifferaio Magico
Rapinare i ciuchini e l’Omino di burro
Umiliare senza indugi La bambina dei fiammiferi
Terrorizzare a morte la sorella di Alice

Fregare tra i sogghigni il padre di Bella
Accusare l’Uomo di Latta di un reato inesistente
Spadroneggiare su Laputa, l’isola volante
Inquinare le acque lucenti del Bosco Incantato

Assalire alle spalle il Principe di Raperonzolo
Proscrivere Glinda, la Strega del Sud
Mutilare le sorellastre di Cenerentola

Stuprare in branco Rosabianca e Rosarossa
Disseccare i giardini di alghe brune e verdi
Infettare la Casetta di marzapane con lo Pseudomonas aeruginosa

Mauro Valentini, Cianuro a San Lorenzo

copertinaCianurosoloprima

Mauro Valentini, Cianuro a San Lorenzo. La storia di Francesca Moretti, Sovera 2015

Un fatto di cronaca, un rebus, una drammaturgia. La ricostruzione dei fatti intorno alla vicenda che viene ancora oggi ricordata come “il caso della minestrina al cianuro” diventa in Cianuro a San Lorenzo di Mauro Valentini costruzione di un’opera a più voci della quale il cronista-autore mantiene ben saldo il timone. Si badi bene: Mauro Valentini non bara, non falsa le carte, non offre sacrifici sull’altare del facile effetto, eppure riesce a incatenare chi legge alle vicende di Francesca Moretti, la giovane sociologa marchigiana morta a Roma al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni, alle 19, 35 del 22 febbraio 2000, dopo essere stata ricoverata d’urgenza per dolori lancinanti. A pranzo aveva mangiato soltanto una minestra con il formaggino, preparata da una delle ragazze che con lei divideva l’appartamento nel quartiere romano di San Lorenzo. È la minestrina la causa del decesso? E se questa è stata avvelenata, chi ha messo il veleno? E le medicine che Francesca prendeva da giorni per la lombo-sciatalgia? Di tutto questo tiene conto e dà conto Mauro Valentini, distribuendo voci e passi a una costellazione di personaggi di diverse culture e provenienze. Altra non è, questa costellazione, se non quella delle persone che, nella vita di Francesca, dalla nascita agli ultimi giorni, hanno occupato un posto di primaria o di secondaria importanza, ma che un ruolo nelle vicende di Francesca hanno svolto. Provengono da varie parti dell’Italia, questi personaggi, o da altri paesi europei, come Mirela Nistor, romena, una delle due coinquiline di Francesca,  oppure appartengono a culture percepite come molto distanti e viste con diffidenza, come Graziano Halilovic, rom, sposato, padre di cinque figli,  che  con Francesca ha una storia d’amore. Sono donne e uomini in carne e ossa, non solo personaggi, ovviamente, e ci vengono incontro, attraverso le pagine di Cianuro a San Lorenzo, con le loro deposizioni, le confidenze, i gesti riferiti, con i loro tic, le loro manie, le reticenze su alcuni aspetti e, d’altro canto,  la sovrabbondanza – quasi un fiume, se si pensa, ad esempio, alla deposizione di Antonella, amica di Francesca, al processo – di dettagli su altri aspetti. Uno dei meriti di Mauro Valentini va individuato senz’altro nella capacità di dare alle vicende narrate e alle persone coinvolte sia la veridicità della cronaca sia l’animazione drammaturgica. (altro…)