Questo Natale #12: Elisabetta Bucciarelli, Travestimenti di Natale

berlino, foto gm
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TRAVESTIMENTI DI NATALE

 

È Natale!

Dal paesello sono arrivati i parenti, perché Natale sembra più Natale al Nord. Sulla tavola c’è il cappone come si fa a Milano e il capitone con il sugo rosso, come si fa al paese. I bimbi sono già a nanna, aspettano Gesù.

“Natale svegliati, è mezzanotte!” bisbiglia la mamma al suo bambino. Natale apre gli occhi, li stropiccia e si alza. La festa è doppia. Nasce Gesù e nasce anche lui, Natale, Natalino. Al paesello chi nasce di vigilia lo chiamano così. I regali sono pochi, ma Natalino si diverte ugualmente. Infila le scarpe della mamma e tutti ridono. Si stappa lo spumante: “Poco a Natalino!”. Lui fa le boccacce, il vino è amaro.

Che Natale!

Dopo tanti anni ci pensa ancora. La stanza è buia, il letto cigola, fa freddo. Tira le coperte fino al mento e si gira su un fianco. Alle sue spalle una sagoma si muove. Chiede che ore sono. Natale risponde: “È quasi mezzanotte”.

La sagoma si alza, accende la luce. Natale chiude gli occhi. La sagoma si infila i pantaloni, annoda la cravatta e dice: “Com’è che ti chiami?”.

“Lina, mi chiamo Lina”.

“Beh Lina, buon Natale… te li lascio qui”. Poi va via. Tariffa doppia stanotte.

Natale apre gli occhi e si veste: la guêpière, la gonna corta, i tacchi alti. Spazzola i capelli e aggiusta il trucco.

Natale è mezzanotte se ti sbrighi riesci a fare un altro cliente e a Natale lo sai, la festa è doppia.

*

© Elisabetta Bucciarelli

Nota: L’autrice precisa che il racconto che avete letto è il primo da lei scritto, che al tempo aveva vent’anni, che lo scrisse per un concorso indetto dal quotidiano La Repubblica, che il racconto venne poi pubblicato dal quotidiano, che il premio furono un paio di Levi’s 501, che ancora indossa.

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