Giorno: 18 dicembre 2015

David Napolitano: 15 riprese. Poesie

incontro di boxe 1889 da wikipedia

incontro di boxe 1889 da wikipedia

ANTEFATTO

…here comes the story of the Hurricane…

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PROLOGO

La rivoluzione sta per cominciare
La rivoluzione è un sorriso
La rivoluzione non ha peso
La rivoluzione fa male
La rivoluzione finisce
La rivoluzione è molto bella
La rivoluzione alle 5 del mattino
La rivoluzione scrivendo al buio
La rivoluzione è omicida
La rivoluzione non sta troppo a guardare
La rivoluzione è suicida
La rivoluzione non è un’idea
La rivoluzione basta con le metafore
La rivoluzione è un muro da abbattere
La rivoluzione wiederaufbaumauer
La rivoluzione è un muro da ricostruire
La rivoluzione è pace
La rivoluzione non fa prigionieri.

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BOTTEGHINO

È tempo di girare le tasche
spremere le mani a fondo
la ragazzetta dietro il vetro attende
apre lo sportellino come una patta
porge lo stesso veleno:
il tagliandino di cartone
navicella delle speranze
è moneta.
O vittoria di un altro.

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SPOGLIATOIO

Nessuno ha visto
la profondità del cuore
nessuno ha ascoltato
la profondità del respiro
l’abisso del tuo respiro e
nessuno ha tenuto gli occhi aperti.
Mani agili stanno scaldando il mio corpo.
Mi stanno preparando a te,
a te che distruggerai me.
Lo vedi come è strano questo spogliatoio
del tutto simile al tuo.
Le fasce pulite,
i nostri guantoni appesi.
Desideriamo distruggerci.
Ecco tutto.
Come riprodurci.
Scrivi questo
non la radiografia dei movimenti,
del “crochet”,
è francese amore
la noble art.
La guerra poi ha cambiato tutto
e gli uomini e le donne
e le case e i giardini fuori dalle case
e il modo di correre e quello di parlare
e le strade e l’acciaio delle città.
Niente è rimasto uguale.
Dopo non è importante.
Semplicemente non è.
Le ossa tremano
quando ti inchiodano alla croce
il silenzio del minareto non basta
la carne deve farsi spirito,
così com’è non è forte abbastanza.

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PESO (altro…)

“SCACCIAPENSIERI. poesia che colora i giorni neri”. Recensione

scacciapensieri-copertina

SCACCIAPENSIERI
poesia che colora i giorni neri

a cura di
Dome Bulfaro, Anna Castellari, Simona Cesana, Patrizia Gioia
illustrazioni
Deka (Claudio Decataldo)
Edizioni Mille Gru 2015, € 16; www.poesiapresente.it

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14 poeti, 7 medicine e una medicina speciale che sono anche le sezioni del libro; 64 poesie e tante immagini: questa è la ricetta dell’antologia Scacciapensieri edita da Mille Gru. Un volume prezioso, con istruzioni, versi e opere colorate (a cura di Deka) che trasformano un genere letterario in “cibo mentale in grado di curare”. Un volume di poetry theraphy per bambini dagli otto anni in su e del tutto inedito, in cui ogni voce sceglie con attenzione le parole, le dosa, e fornisce la propria idea di poesia come terapia. Alberto Casiraghy, Azzurra D’Agostino, Bruno Togliolini Chiara Carminati, Dome Bulfaro, Donatella Bisutti, Francesca Matteoni, Giusi Quarenghi, Marilena Renda, Patrizia Gioia, Roberto Piumini, Silvia Salvagnini, Silvia Vecchini e Vivian Lamarque si misurano con un invito non facile, un’operazione che potrebbe apparire così detta forse fuorviante perché, se di poesia scritta per i più piccoli ne conosciamo (Piumini è solo uno dei tanti esempi possibili), la poesia per “colorare i giorni neri” così declinata è cosa nuova, e stupisce. Questi poeti pare scrivano senza – o quasi mai – staccare l’orecchio dalla rima, una rima che cura nei giorni e che, proprio per la sua efficacia fonica ricorda ciò che durante l’infanzia si dovrebbe conoscere, ossia filastrocche e canti, ma anche Aforismi (cui qui è dedicata un’intera sezione “speciale” a cura di Alberto Casiraghy). Questo libro, tuttavia, si “fa” soprattutto di piccole storie, brevi trame in cui la poesia è il filo, genere eletto, propriamente riconoscibile perché ogni autore accorda il tema o i temi, dando loro corpo attraverso una struttura poetica. Ed ecco quindi che Amore (la più importante), Dialogo, Risata, Stupore, Natura, Tempo e Armonia diventano parole guida di un percorso. Il “bugiardino” ricorda come fruire delle poesie e quando, ma anche perché, in quale situazione; in quali momenti cioè sapersi servire della parola per alleggerire un certo peso del vivere. La formula pare “adulta” e, a conti fatti, lo è: perché questi testi non si rivolgono a chi è piccolo con parole “facilitate”, anzi: i poeti parlano una lingua adulta e mai semplificata che armonizza quindi due realtà, quella poetica e la realtà della vita.

© Alessandra Trevisan

Francesca Matteoni
Neve nel tuo paesaggio sono sola

Neve nel tuo paesaggio sono sola.
Osservo chi è sepolto nel tuo petto
la traccia della gioia, il mio dolore.
Dolore addormentato come un figlio.
Sei un corpo tutto chiaro di memoria.

*

Giusi Quarenghi
Ascoltami inverno

Ascoltami
inverno
non sognarti di entrare
Mi piaci sui rami
sdraiato nel cielo
disteso sul mare
seduto nel prato ma
ascoltami inverno
non ti voglio qui dentro

Se bussi sui vetri
ti soffio sul naso
Se suoni alla porta
non ti aprirò
Ascoltami inverno
non ti voglio qui dentro

Però aspettami fuori
Non andare lontano
Adesso esco io
Possiamo giocare
Mi piace trovarti
Sull’uscio di casa
sentir sulla faccia
le tue dita gelate ma
ascoltami inverno
non ti voglio qui dentro
Qui dentro è il mio cuore

Da E sulle case il cielo, Topipittori, Milano 2007

*

Bruno Togliolini
Filastrocca dei mutamenti

“Aiuto, sto cambiando! – disse il ghiaccio
Sto diventando acqua, come faccio?
Acqua che fugge nel suo gocciolìo!
Ci sono gocce, non ci sono io!”
Ma il sole disse: “Calma i tuoi pensieri
Il mondo cambia, sotto i raggi miei
Tu tieniti ben stretto a ciò che eri
E poi lasciati andare a ciò che sei”
Quel ghiaccio diventò un fiume d’argento
Non ebbe più paura di cambiare
E un giorno disse: “Il sale che io sento
Mi dice che sto diventando mare
E mare sia. Perché ho capito, adesso
Non cambio in qualcos’altro, ma in me stesso”

In Filastrocche della Melevisione, Carlo Gallucci Editore, Roma, 2011

*

Donatella Bisutti
La spina

Ti fa male? Ti ho punto?
Sono la rosa e ogni rosa,
sai, ha delle spine.
No, non sono cattiva,
mi difendo.
Tu volevi cogliermi
soffocando il mio gambo nel sudore
della tua mano,
o mettermi in un vaso a morire
nel freddo del cristallo.
No, neanche tu sei cattivo, lo so,
perdonami se ti ho punto,
volevi prendermi perché sono bella
ma devi imparare in tempo che
la bellezza ha sempre le sue spine.