Giorno: 11 dicembre 2015

Grace Paley a Montecalvario

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Grace Paley – fonte teachersandwritersmagazine.org

Grace Paley a Montecalvario

Ho sempre creduto alle somiglianze
e vedo queste donne così distanti
da me, così uguali, cosa dovrebbe,
mi domando, distinguerle da me?

Stanno sull’uscio di una bottega
e discutono a voce alta, si capisce
che non è una lite, è volersi spiegare:
una è grassa e ha il rossetto rosa,

mi fermo alla chiesa dello Splendore
e sono morta lo so, guardo ovunque
come ho sempre fatto. L’altra porta
gli orecchini a cerchio, a volersi spiegare.

*

©Gianni Montieri

***

Questa poesia fa parte di una serie dal titolo “Turisti americani“, serie inclusa nel volume collettivo “La Disarmata – 5 napolitudini” AA.VV. edizioni CFR, 2014, la proponiamo oggi che sarebbe stato il compleanno di Grace Paley (11 dicembre 1922).

Il libro “La Disarmata” sarà presentato a Milano il 17 dicembre, alle 21,00 alla Libreria Popolare di Via Tadino (con La zona rossa di Francesco Filia), qui l’evento Facebook

“Parlando d’altro” di Rodolfo Cernilogar. Alcune poesie e una nota

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Rodolfo Cernilogar, Parlando d’altro. Prefazione di Francesca Del Moro, collana poetál Cicorivolta edizioni, 2014, € 10,00, pp. 109. In copertina, “Parlando d’altro”, illustrazione originale di Ilaria Grimaldi (www.ilariagrimaldi.it).

Parlare della poesia di Rodolfo Cernilogar è parlare soprattutto del “tempo”, del respiro che il poeta prende mentre scrive, e quindi anche del ritmo che caratterizza i suoi testi. Se i temi sono molteplici e ben riconoscibili e forse si può dire che ampio spazio è riservato all’amore per gli altri, siano essi una compagna, una figlia, i familiari o figure di diverso genere, allora si può anche guardare più in là, a un aspetto formale cruciale, e porre l’accento sulla scansione, sul movimento, sul passo nei versi: la misura che si coglie è proprio questa, ossia un “passo”, umano. Non c’è infatti frenesia in questa poesia ma distensione, la stessa di chi cammina e, lungo il percorso, si trova a poetare. Il titolo potrebbe eludere questa caratteristica facendo perdere per un istante la direzione verso la quale si va: quella certa vaghezza sarà tuttavia scavalcata sin dal primo testo.
In Parlando d’altro la “misura”, individuata in anticipo, può risultare efficace nell’affrontare i testi: essa accenna infatti anche alla dimensione della lettura e al rapporto che il lettore può avere con la poesia dell’autore. Ne sono la prova anche la scelta di alcuni sostantivi, aggettivi e verbi (e forse il più importante è «durare»), che rafforzano quest’idea di un appoggio sicuro – appunto il passo – dal punto di vista formale e sostanziale assieme.
Nella selezione che ho operato, l’orecchio del lettore coglie la disposizione, la regola e l’ordine di cui Cernilogar si serve; quindi la distensione di cui sopra diventa dimensione di uno spazio – ideale e poetico – tensivo sì, ma appunto che volge all’allargamento, e che in questa “espansione”, da lettori, ci include.

© Alessandra Trevisan

Algebra

Non è vero che mi manchi. È solo
una bugia. L’alfabeto
delle cose sa mentire bene.
La verità è un’altra.
Tu aggiungi (calore
alle coperte, aria
alle stanze, chiavi
alle porte, pioggia
ai vetri). Sì, tu aggiungi.
Anche quando non ci sei.

*

Ausiliari

Avere addosso
il peso il corpo il respiro
notturne unità di misura
di quello che a giorno sarà
pensiero prendersi cura
non ancora essere
se il piede scaltro rifugge
la grammatica degli affetti
nell’angolo libero del letto
il calco minerale del possesso.

*

Il viaggiatore

Partono treni a ogni ora
passano tra i tetti e le antenne
passano da questa stanza
partiamo anche noi
luminosi nel buio
contiamo i respiri
come fossero monete
vestiti da mettere in valigia
Marsiglia Toronto Siviglia Belfast
ogni luogo è vicino
così facile partire
così facile restare.

* (altro…)