Giorno: 24 novembre 2015

Jo Shapcott, due poesie da Della mutabilità e una nota di lettura

14463668113859-shapcottJo Shapcott, Della mutabilità, (traduzione di Paola Splendore), Del Vecchio editore, 2015, € 15,00

*

Religion for Girls

Just now, we need as many as we can get.
Myself, I’d like an underground goddess
to supervise the tube, to watch the drains.
A god for airlines, one for dodgy builders
and one for children’s breath. But we’ve got this,
a temple filled with marble body parts:
the giant hand with which Mithras killed the bull;
Minerva’s head, her helmet lost, her wisdom
leaking out; a tiny Mercury too small to dash
between earth and paradise, stuck chatting here;
a local London genius for this and that;
an elderly god for the Thames, lying down;
a mother goddess, unnervingly, powerfully plump;
a god from Egypt for the underworld;
Bacchus for giving sparky life. And all,
all of these gods and bits of gods left here
to chew over the wandering mortals of London,
as we chant our Evening Standards to ourselves
in our stalled commuter trains, curse under breath
at traffic jams, high rises, shopping centres
and go about our business following
the invincible sun from east to west.

(altro…)

Joanna Rakoff, Un anno con Salinger (di Giulietta Iannone)

un_anno_con_salinger_02_2_

Joanna Rakoff, Un anno con Salinger, Neri Pozza, 2015, traduzione di Martina Testa. € 17,00. ebook € 9,99

 

L’editoria. I libri. La vita.
Un anno vissuto molto pericolosamente, sfiorando J. D. Salinger.

 

Credo che Salinger sia l’incubo di tutti i recensori, giornalisti, operatori culturali. La sua riservatezza è leggendaria, e parte integrante del suo sfuggente mito. Un autore che non concede interviste, non risponde alle lettere dei fan, non appare in radio o tv, un autore che lascia nel vago dove viva, risieda o anche solo la mattina prenda il caffè al bar, un autore che fa sfumare un contratto editoriale perché l’editore ha avuto l’ardire di parlare con un giornale, vivendo ciò come un tradimento, lascia dietro di sé uno spazio bianco, che per pudore sono ben pochi a cercare di riempire.
Si ha quasi paura di disturbare, di infrangere una sacralità tutta laica fatta di rispetto, educazione, timidezza. Ma l’amore stravolge questi canoni, ci autorizza a fare cose che la ragione ci suggerisce siano proibite. E così fa Joanna Rakoff parlandoci di Salinger nel suo romanzo autobiografico, Un anno con Salinger, edito da Neri Pozza e tradotto (con grande sensibilità) da Martina Testa.
I motivi che spinsero Salinger a difendere la sua privacy con tanto accanimento, quasi con ferocia, vanno probabilmente ricercati in un placido desiderio di calma e tranquillità. Continuare a scrivere senza più pubblicare più che una forma di autismo letterario sicuramente si ricollega anche a questo. Scansare, con una certa eleganza e un po’ di durezza, un carico emotivo che in un certo modo non si sentiva in grado di sopportare. Delegando. In questo caso delega per un anno il fardello di leggere le lettere a lui indirizzate dai fan di tutto il mondo (non solo americani) a una giovane (oggi si direbbe stagista, allora si diceva assistente, sebbene il padre della Rakoff fosse certo che sua figlia svolgesse i compiti di una segretaria).
Joanna Rakoff prese molto seriamente questo incarico, arrivando a disattendere le ferree disposizioni a lei impartite (di scrivere impersonali lettere standard di educato rifiuto) e non per insensibilità. All’Agenzia sapevano che era un compito sovrumano. Lo sarebbe stato per Salinger, figurarsi per una ragazza di poco più di vent’anni.
(altro…)