Giorno: 19 novembre 2015

Incontro con l’autore: Bruno Galluccio “Tra Fisica e Poesia”

galluccio

Incontro con l’autore:

Bruno Galluccio

Tra Fisica e Poesia”

Auditorium del Liceo Scientifico ‘Leon Battista Alberti’

Via Pigna, 178 – Napoli

Lunedì 23 novembre 2015 – ore 16

Saluti del Dirigente Scolastico: Prof.ssa Marina Imperato

Introduzione: Prof. Francesco Filia

“Mare Nostrum” di Paolo Steffan. Inedito

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Mare nostrum

giorni dei morti, 3 ottobre 2013 ↔ 18 aprile 2015

Poemetto sdrucito in VII brani

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Il ruolo del poeta deve essere […]
protestare, dando fondo a tutte le
nostre parole, contro il saccheggio
della realtà, che è poi lo sgomento
della nostra epoca. Descrivere l’orrore.

Y. Bonnefoy

*

≈ Epigrafe ≈

 

Vi sono momenti nella storia dell’umanità nei quali il dolore individuale

o di un singolo popolo o di una parte di questo

è inevitabilmente il dolore di ciascun essere umano:

la tragedia dei centinaia di migranti, dei diseredati morti

come tanti altri nell’autunno del 2013, nella primavera del 2015,

si fa tragedia di un mondo globale allo sbando,

complice una politica italiana da troppo tempo miope

sostenuta dalla miopia delle nazioni che guidano

la squallida idea di Europa che stiamo sperimentando.

 

E se il più delle volte, anche tra la popolazione delle grandi potenze economiche,

sono le fasce più deboli a soccombere nelle tragedie di oggi, come in quelle di ieri,

l’elettorato italico e delle altre nazioni dominanti

non ha certo da sentirsi a sua volta immune

da un pervasivo senso di colpa difficilmente smacchiabile.

 

“Ma il popolo non è santo”, scrive un caro poeta… (altro…)

“Senti le rane”: intervista a Paolo Colagrande

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Bisognerebbe esser capaci di raccontare le cose, spiego a Sogliani, mica come le raccontiamo noi.
A parlare è Gerasim, narratore di una storia che da sola occuperebbe poche pagine: quella della passione del parroco Zuckermann, ebreo convertito per chiamata divina e già santo per la comunità di Zobolo Santaurelio Riviera, verso la bella Romana.
“Come le raccontiamo noi”, in un momento astorico in cui l’ormai ex parroco Zuckermann è poco più in là dal luogo dove si consuma la narrazione, è la maniera omerica di raccontare ai tavolini di un bar di provincia, quando sembra che tutto il reale sia compreso e possibile in ogni singola vicenda.
Quel “noi”, in effetti, è Gerasim, che da solo si sobbarca l’onere del racconto, mentre Sogliani sbotta, indirizza, trancia, gioca all’interlocutore distratto e all’editor impazzito, creando un ulteriore schermo tra il lettore e il centro del discorso.
Quanta maestria c’è nel libro di Paolo Colagrande, Senti le rane (Nottetempo 2015). Maestria di registro e di tono, dosaggio di cliffhangers, uso puntuale di digressioni colte e di grassa risata. Lasciatemi fare un esempio anche lungo, per un libro irraccontabile fuori dalle circonferenze in cui già racconta se stesso: (altro…)