Fabiano Spessi, da “L’arte dell’incontro”

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PARENTESI

Ho aperto
così tante parentesi
che ora
il senso del discorso
mi sfugge.
Sul tram
qualcuno parla
di quante volte
è caduto in amore
o da un’impalcatura,
c’è chi si indigna
e chi dichiara
il proprio impegno
per una causa persa.
Un mormorio
un canto sommerso
di cui prendo nota
e che mi riconduce
al senso ultimo
di tanti discorsi
a una voce.

*

ROSERIO

Il 12 è il tram
che di solito conduce
i passeggeri a Roserio
ma non oggi.
Se ci fosse
la nebbia
sarebbe tutto
più scenografico
ma dobbiamo accontentarci
di questa pioggia incessante
che nasconde
le ultime cabine del telefono
della provincia.
Un video racconta di te
la tua risata me la ricordo ancora
ma adesso è come attutita
da quest’acqua
da cui troviamo rifugio
nei centri commerciali
in cui non è lecito morire
se non dalla voglia di comprare.

*

TORRE BRANCA

Ai desideri
si può anche
non dare ascolto
ma sottrarsi ai bisogni
proprio non si può.
Anche se la Torre Branca
porta in alto
ma non fino in cielo
non è il caso di indignarsi.
Hanno comunque
un loro valore
le nuvole
sopra il Parco Sempione.

*

UNA CANZONE POP

Cinque anni se ne sono andati
e mi hanno costretto
a diventare grande
come in quella canzone dei Righeira
che andava per la maggiore
ormai molti lustri fa
quand’ero un bambino
e la lacca per capelli ingigantiva il buco dell’ozono
e io volevo comparire nelle foto
sempre con la stessa maglietta a righe
comprata al mercato del sabato
e Milano
era piena
di cose che non capivo.

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