I poeti della domenica #12: Cesare Pavese, Come uno che si lasci cadere

Cesare-Pavese-Santo-Stefano-Belbo

….Come uno che si lasci cadere
per non muoversi piú.
….Una folla immensa d’intorno
sento affaticarsi e avanzare,
ma forse è solo l’illusione
dei sensi stremati.
….La meta è ancor tanto lontana
ma tanti e tanti ormai
l’hanno anelata e raggiunta
ch’io posso tremando
solo più annichilirmi nel buio.
….Ma forse è solo la vertigine
del desiderio in agonia.
….Come uno che si lasci cadere
e non si muova più.

[16 aprile 1928]

Cesare Pavese, in Prima di “Lavorare stanca” (1923-1930), ora in Poesie, Torino, Einaudi, 1998

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