Giorno: 30 settembre 2015

Alessandro Brusa tradotto in francese da Silvia Guzzi

Alessandro Brusa by Kirby Kaufman

Alessandro Brusa by Kirby Kaufman

Dieci poesie tratte da La Raccolta del Sale di Alessandro Brusa (Giulio Perrone editore, 2013) scelte e tradotte in francese da Silvia Guzzi

.

***

J’ai converti mes pas en empreintes de géant

je l’ai fait avec la simplicité inculte du paysan
qui à l’été invoque la pluie à sa guise;

je me suis fait ténu au fil du temps
avec lenteur et passant à une maille plus fine
.   je me suis étreint à la gorge
en un seul instant, après le coucher du soleil;

mais à présent je suis là et dans ce monde de rues
je ne sais de quelle voix te dire mon nom,
si la fragilité est un bois que je ne connais pas.

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Ho tramutato i miei passi in orme di gigante

l’ho fatto con l’ignoranza spicciola del contadino
che all’estate chiede pioggia a suo piacimento;

mi sono fatto sottile negli anni
con lentezza e calando ad una maglia più fine
.  mi sono stretto al collo
in un momento solo, dopo il tramonto;

ma ora sono qui ed in questo mondo di strade
non so con che voce dirti come mi chiamo,
se la fragilità è un legno che non conosco.

.

***

Je t’ai lu et j’ai cru devenir fou

j’ai voulu hurler et sauter sur les nuages,
sur ces mêmes nuages dont tu parles
pour pouvoir les abattre,
les traîner sur leurs couleurs
.   et les éteindre
.   et les écraser sur le fond de cette mer
d’où monte le soleil de ton petit jour

de cette aube qui n’est qu’à toi.

*

Ti ho letto ed ho pensato di impazzire

ho pensato di urlare e di saltare sulle nubi,
su quelle stesse nubi di cui parli
per poterle abbattere,
trascinarle sui loro colori
.  e spegnerle
.  e sbatterle sul fondo di quel mare
da cui si solleva il sole del tuo piccolo giorno

di quell’alba che è solo tua.

***

***

Je me colore avec prudence,
avec des teintes fortes,
qui s’accordent à
.   l’haleine de ceux qui m’entourent
sans être de trop
.   – sans être trop –

*

Mi coloro con cautela,
con tinte forti,
che si intonino con
.   l’alito di chi mi circonda
senza essere di troppo
.   – senza essere troppo –

***

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Una frase lunga un libro #28: Rossella Milone, Il silenzio del lottatore

il_silenzio_del_lottatore

Una frase lunga un libro #28: Rossella Milone, Il silenzio del lottatore,  Minimum fax, 2015. € 14,00 ebook € 6,99

«Io, di notte, devo chiudere sempre tutte le ante dei cassetti e degli armadi – perché è da lì che escono fuori gli spiriti». «Ma quali spiriti, don Alfonso?» «Eh. Gli spiritelli. Non proprio fantasmi. Più una specie di energia: avete presente l’energia che ci teniamo dentro? Quel bagliore? Quella luccicanza? » «Quale luccicanza?» «Sai quel flusso, quell’ammuina che si ammassa, dentro alla testa e pure nelle mura e nelle case. Tutta quella roba che non vediamo ma che non ci fa dormire di notte». «E questo bagliore esce fuori dai cassetti?» «Eh. Quello viene fuori da tutte le parti. S’accumula».

Questo breve scambio di battute è contenuto in Luccicanza, il quarto dei sei racconti che compongono Il silenzio del lottatore di Rossella Milone, eppure queste cinque o sei righe ci possono dire molto di quello che troveremo anche nelle altre storie. La scrittrice napoletana mostra con una bellissima prosa e una notevole tecnica tutta quella roba che non vediamo ma che non ci fa dormire di notte e l’energia e il bagliore che … viene fuori da tutte le parti. S’accumula. Prende la roba e la fa diventare visibile, apre i cassetti, gli armadi, le finestre, ci fa affacciare al balcone, per guardare il bagliore mentre se ne esce di casa. Quel bagliore che è diventato la nostra schiena, noi che ce ne stiamo andando, che – forse – ci stiamo salvando. Non avevo mai letto nulla di Rossella Milone (immagino che andrò a recuperare), sono rimasto colpito dall’energia, dalla forza della sua scrittura, in fondo la scrittrice è il lottatore che colpisce ma lo fa con armonia, come facevano i grandi pugili (quelli che ha saputo raccontare Joyce Carol Oates), questi racconti sono come un pugile che danza e che vince, ma il KO non è quello che conta, conta il modo in cui il pugile ci arriva.

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