Giorno: 24 settembre 2015

Gino Di Costanzo, L’inaugurazione

Parigi 2015, foto gm

Parigi 2015, foto gm

L’INAUGURAZIONE

 

– Come dicevamo, dunque, oggi è un gran giorno per il nostro paese, – proseguì il Sottosegretario.

– La magnifica struttura che è alle nostre spalle, la cui realizzazione è stata fortemente voluta dal Ministero della Tribolazione, rappresenta il primo, tangibile segno di una ventata d’aria nuova, un maestrale che spazzerà via definitivamente tutti i residui pregiudizi e le ipocrite barriere che, da sempre, rappresentano la vera palla al piede del nostro paese! – E si bloccò per la seconda tornata di applausi stabiliti.

Pasqua era alle porte, il clima era mite. La claque, distribuita sapientemente, sembrava ben addestrata. Del resto una claque mite ed un clima ben addestrato non sarebbero stati di alcuna utilità.

– Oggi noi diciamo con fermezza BASTA ai cruenti suicidi che i cittadini in gravi difficoltà economiche sono costretti ad inscenare! BASTA a queste esibizioni di pubblica  disperazione, che ledono il morale di chi non ce la fa più eppure resiste! BASTA a spettacolari voli dal quinto piano! All’inutile agonia di impiccagioni approssimative! Alla esecrabile pratica del darsi fuoco nelle piazze! A tremanti rivoltellate in bocca! BASTA alle pagine di cronaca nera sature di questi casi umani, indegni di una società civile! BASTA! Non si consentirà oltre un simile scempio! Queste orrende, grossolane modalità di risolvere i propri problemi una volta per tutte, d’ora in poi saranno impedite! – Terza tornata di applausi professionali.

– Sono i valori cattolici, condivisi da tutti noi, che hanno ispirato la strategia messa in atto dal Governo per porre fine a questa strage… Dopo le recenti dichiarazioni del nostro amato Papa, che ci ha ricordato che il figlio di Dio è morto v-o-l-o-n-t-a-r-i-a-m-e-n-t-e sulla croce per la salvezza di tutti gli uomini… e che non fu una sorta di suicidio, ma un immenso atto d’amore… il Governo, sulla scorta dell’esempio di Cristo, ha deciso di farsi carico della sorte dei cittadini ridotti sul lastrico, i poveri cristi nostrani, accogliendo il desiderio di coloro che vogliono farla finita per la salvezza dell’intera società, che non può più nutrire queste eccedenze umane.

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Clara Sereni, Via Ripetta 155. Recensione

afegjp

Si può recensire un libro anche partendo da “ciò che non è”, conducendo un discorso che porta a definire quello che il libro in questione comunica a chi lo legge e ne scrive. E può fare al caso Via Ripetta 155, l’ultimo romanzo-diario di Clara Sereni uscito per Giunti (2015) che attraversa un decennio della vita della scrittrice dal ’68 al ’77, anni legati alla storia italiana ma anche a una storia più intima.
Ogni anno è un capitolo e ogni capitolo un anno in cui si riordinano le carte della vita di Clara ragazza poco più che ventenne, alle prese con la propria indipendenza, l’affrancamento dal padre, le prime esperienze nel mondo e con il mondo.
Si può affermare sin da subito che questo libro non è soprattutto tre cose: una dedica, un catalogo e nemmeno un “romanzo leggendario”, come invece lo sono molti altri volumi che narrano, attraversandoli, – non solo in termini di racconto ma ben più in profondità – gli anni della contestazione studentesca, del Femminismo, del Movimento e del Terrorismo.
Clara Sereni ritorna a parlarci del passato dopo averlo affrontato anche in, tra gli altri, Il lupo mercante (Milano, Rizzoli, 2007), raccolta di racconti che, tuttavia, faceva emergere una dimensione collettiva pregnante e una partecipazione corale dei personaggi, qui quasi del tutto assente.
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