Giorno: 22 settembre 2015

Helicotrema 2015

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Helicotrema – Recorded Audio Festival

Helicotrema è un festival che propone una programmazione di brani audio registrati, e ha l’obiettivo di indagare le possibilità di un ambiente e di una forma di ascolto collettiva, come accadeva nei primi decenni delle trasmissioni radiofoniche.

Il festival, che nelle prime tre edizioni si è svolto a Venezia, Roma e Milano, quest’anno assumerà una veste itinerante, e toccherà, tra settembre e novembre 2015, diverse città italiane.

La programmazione del festival punterà in particolare a creare occasioni di ascolto site-specific, sperimentando come i brani e l’ascolto possono potenziarsi e adattarsi in diversi contesti. Le tappe di Helicotrema 2015 saranno il 25-26-27 Settembre a Forte Marghera, Mestre (in collaborazione con Eventi Arte Venezia e Live Arts Cultures), il 9 e 10 Ottobre a Firenze, in diversi luoghi all’interno del progetto Sonic Somatic curato da Trial Version e International Feel, e avrà la sua conclusione il 4 Novembre a Punta della Dogana, Venezia.

Vengono proposti una serie di percorsi auditivi in cui si alternano opere sonore, audiodrammi, audioteatro, radiodocumentari, paesaggi sonori, poesia sperimentale e vari formati basati su una componente acustica.

Helicotrema prende in prestito il formato del festival cinematografico, sostituendo alla proiezione filmica un programma di sessioni d’ascolto.

Autori 2015

Lawrence Abu Hamdan

AMAE/De Pinto with Jean-Luc Nancy & Stephen Roddy

Marcello Anselmo

Julia Bejarano Lopez

Claudio Beorchia

Caroline Bergvall

David Bernstein

Paola Bianchi

Tomaso Boniolo / Carlo Severi

Carlotta Borasco / Diego Giannettoni

Isabella Bordoni

Alessandro Bosetti

Danilo Correale

El Cocuy

Martin Creed

Christopher DeLaurenti

Stijn Demeulenaere

Attila Faravelli

Marco Fusinato

Stefano Giannotti

Carlo Giordani

Francesca Grilli

Petri Kuljuntausta

Giovanni Lami

Annea Lockwood

Naeem Mohaiemen / Paris Furst

Andrea Morbio

OHT / Filippo Andreatta

Pauline Oliveros

Anibal Parada & Lydia Lunch

Bianca Pitzorno

Giacomo Raffaelli

Anna Raimondo

Irene Rossini / Davide Spillari

Maria Teresa Sartori

Alberto Tadiello

Fiona Tan

Atau Tanaka

Chiara Trivelli

Enrico Vezzi

Luca Vitone

James Webb

Hildegard Westerkamp

ZimmerFrei

Mariangela Gualtieri

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Helicotrema è curato da Blauer Hase e Giulia Morucchio

helicotrema.blauerhase.com

Media partner: RAI Radio3

Helicotrema 2015 @ Forte Marghera – Comunicato Stampa

La pittura in “Le Condottière” di Georges Perec #1 parte

di Eleonora Tamburrini

L’occhio, il dettaglio, il falso, la vita

condott

«Faire de la peinture», annovera Georges Perec in una delle sue celebri liste, precisamente quella delle trentasette cose da fare prima di morire.1 E benché il proposito resti irrealizzato, non si può certo dire che la pittura sia rimasta ai margini della sua opera, tanto incessantemente ne entra a far parte, come strumento diegetico o tema ricorrente. Una familiarità e una passione che devono derivargli solo in parte dalla lunga amicizia con il pittore Pierre Getzler e dalla frequentazione di collezionisti comme Raymond Queneau e Eugen Hemle: le sue riflessioni sulla pittura, prima fra tutte Défense de Klee,2 liberate da ogni intento di critica artistica tout court, sono inscindibili, e persino complementari, rispetto al discorso letterario.
La pervasività dell’immagine nella scrittura di Perec è evidente sin da uno dei suoi primissimi romanzi, ultimato intorno al 1960, ma giunto alle stampe appena tre anni fa dopo una travagliata vicenda editoriale, che prende il titolo proprio da un quadro, Ritratto d’uomo di Antonello da Messina, anche detto Il Condottiero. Si racconta di Gaspard Winckler (è la prima, sorprendente apparizione del celebre alterego perechiano), falsario geniale e impunito, che alle dipendenze di Anatole Madera si dispone a realizzare l’ennesima, credibilissima copia: sceglie un autore rinascimentale e inconfondibile, Antonello da Messina, e come soggetto un condottiero, simile a quello del Ritratto d’uomo. Ma questa volta Winckler non vuole “sparire” nel quadro, non vuole combinare un mosaico di dettagli estrapolati e ricomposti da altre opere di Antonello: vuole svelare il suo genio, mostrare la sua mano, realizzare il suo primo capolavoro. Quando il proposito fallisce, anche tutta la sua vita fino a quel momento gli appare per la prima volta insensata, incompiuta: falliti gli amori, sbiaditi gli affetti, sconosciuta la libertà. L’unica soluzione, l’unico gesto “naturale” gli sembra quello di uccidere Madera, per poi darsi alla fuga. È così che si apre il romanzo, per poi riannodarsi più volte su sé stesso, con Gaspard che ritorna con la mente al passato e tenta di spiegarsi il suo gesto, mentre scava il tunnel per fuggire dallo studio sotterraneo dove si sono consumati lo scacco supremo e il delitto; e nella seconda parte del romanzo, in un lungo dialogo tra Gaspard e l’amico Streten che ha il sapore di una seduta d’analisi, la ricostruzione dei fatti ricomincia, ossessivamente.

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