Giorno: 18 settembre 2015

“La questione più che altro” di Ginevra Lamberti. Con un’intervista all’autrice

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La questione più che altro di Ginevra Lamberti, nottetempo, 2015, pp. 203, euro 13.00

La questione più che altro di Ginevra Lamberti (uscito ieri, 17 settembre, per nottetempo) è un esordio atteso, che prosegue e amplia un lavoro di scrittura iniziato altrove, nella rete, sul blog inbassoadestra, in cui le imprese di sopravvivenza alla vita di tutti i giorni sono raccontate con una verosimiglianza mai spiazzante e che diverte molto. Il romanzo, invece, narra la vicenda di Gaia in un momento di sospensione che precede la fine dell’università e l’ingresso nel mondo del lavoro e del precariato: la sua vita nella valle dove vive e in cui si annoia, una famiglia di “senza nome proprio” (la genitrice, il Genitore, nonno-di-giù, nonna-di-su), poi gli amici e gli incontri ma anche Mestre e Venezia, luoghi-protagonisti che assumono uno statuto tutt’altro che romantico. La trama è fitta di avvenimenti in un continuo ammettere l’attesa come catalizzante (basti pensare al conto alla rovescia dei giorni, già nell’incipit del romanzo). Ed è già il titolo ad annunciarla o forse sarebbe meglio dire, a suggerire una “pausa”, come se Gaia – che nel libro parla sempre in prima persona –, chiedesse al lettore un po’ di tempo: la sua ironia tagliente ma soprattutto il suo sarcasmo ricordano vagamente quello di certi autori “cannibali” degli anni Novanta, e creano un ritmo. Ci sono almeno due ritmi in questo romanzo ma il primo e più forte è, di sicuro, quello che produce il linguaggio, con una voce che accoglie – e fa accadere – al proprio interno tutto ciò che incontra e vive: l’umorismo di Gaia (nome etimologicamente perfetto) si potrebbe definire un giusto mix fra elementi che provengono dal mondo fiabesco – come annuncia la quarta di copertina –, ma anche dalla cultura nazionalpopolare, tutti non postmoderni e che fanno riferimento sia a una cultura di massa italiana – dagli anni Ottanta in poi soprattutto –, sia a modalità narrative incontrate altrove, ad esempio nelle serie tv animate statunitensi più famose degli ultimi vent’anni (Daria di Glenn Eichler e Susie Lewis Lynn su tutte). In questo senso la costruzione narrativa è sapientemente congegnata perché lo è il linguaggio da prima. Inoltre è un’intuizione azzeccata la scansione dei capitoli, brevi, che danno il passo alla lettura ma anche restituiscono la dimensione degli spazi in cui la protagonista “recita” le proprie esperienze: non può mancare, tra le tante, quella del call center, leitmotiv di questi anni già reso celebre da Paolo Virzì in Tutta la vita davanti. (altro…)