Giorno: 15 settembre 2015

la morte bambina

PORTRAIT OF A CHILD

His face is quite peaceful, really,
like any child asleep, though the skin
is darkened in places, the curved eyelids
turgid, part of the ear missing
as if bitten off. He lies like a child
asleep, on his side, one arm bent
so the hand curls near his face, one arm
dangling across his chest, fingertips
touching the stone street. His shirt has
two rents near the waist, the slits hunters make
in the stomach of the catch.
Besides the shirt he wears nothing. His abdomen is
swollen as the belly of a pregnant woman
and sags to one side. His hip-joint bulges,
a bruise. His thigh is big around as a
newborn’s arm, and from hip-bone to knee
the tendon runs sharp as a crease in cloth,
the skin pulling at it. His knees are enormous,
his feet peaceful as in deep sleep,
and across one leg delicately rests
his penis. Pale and lovely there
at the center of the picture, it lies, the source
of the children he would have had, this child
dead of hunger
in Yerevan.

SHARON OLDS

da “The dead and the living”, Alfred A. Kropf, Publisher, New York, 1983

 

RITRATTO DI UN BAMBINO

Il suo viso è particolarmente tranquillo, davvero,
come ogni bimbo addormentato, sebbene la pelle
sia livida qua e là, le palpebre ripiegate
gonfie, parte dell’orecchio manca
come se fosse stata strappata a morsi. Giace, come un bimbo
addormentato, sul suo fianco, un braccio
piegato così che la mano è rivolta verso il viso, un braccio
ciondolante sul petto, le punte delle dita
che toccano il selciato. La sua maglia ha
due strappi all’altezza della vita,  squarci che i cacciatori
fanno allo stomaco della preda
Oltre alla maglia non indossa altro, il suo addome è
gonfio, come il ventre di una donna incinta
e si appoggia su un lato
la giuntura del femore sporge, un livido. la sua coscia
è grande circa come il braccio di un neonato e dall’osso iliaco
al ginocchio i tendini scorrono precisi come grinze su un vestito
La pelle tesa. Le sue ginocchia sono enormi
Il suo piede, adagiato in un sonno profondo
e su una gamba si appoggia delicato il suo pene
Pallida e vezzosa, giace lì al centro della foto,  sorgente di quei bambini
che avrebbe voluto, questo bambino
Morto per fame
A Yerevan

Traduzione di Iacopo Ninni

Tom Bresemann: lavorare e abitare nel monumento

di Tom Bresemann 

arbeiten und wohnen im denkmal 

Wiesbaden 2014

trad. di Anna Maria Curci Luciano Mazziotta 

lavorare e abitare nel monumento

bresemann

Mir nach, spricht Jesus Christus, unser Held

Es gibt ziemlich viele menschen auf der erde
ziemlich viele menschen auch unter der erde
Ludovic Bablon

ich las die gute nachricht in häutigem
deutsch, in den stuben in die licht einfällt
wie in feindesland, still, wir waren
damals jung, umkränzt mit rosen
unsere scheitel, las ich,
das ist verdolmetscht: eine tiefe innigkeit
für die welt ist in uns.
wie in einem erhabenen menschen.

ich las die räude von den herrgottswinkeln
(mönchundnonnendeckung) und die kadaver
der ortskerne. jedes der gliedmaßen.
mark vom einzig wahren leichnam, gibt die birke
licht der welt, leitet die leute zur feierlichen
waschung, parteitag für parteitag, las ich,
knochenkarl, allein die sinne sind der quell.
wer will uns damit locken.

weiterhin sind viele hier von jesus finanziert,
der herr gibt täglich brot den bösen menschen
in großer furcht davor und zag, ich las:
bewahren sie ruhe beim verlassen dieses jahrhunderts!
die menschen verstehen viel besser
was wir wollen: die gewohnheit der einsamen
ausschweifung hat seit langem ihre organe
welken lassen. genosse,

es bewohnen dich jahrzehnte, geh, wirf ein kalb
und nahrung dieses leibs und lebens reichlich,
stahlhelm, strumpfband, schau die stillgelegten
schlachtanlagen, las ich, einsatzgrüppler, flintenweib,
du blödes vieh, was glotzt du so? das wort am ohr
ist gut, der bolzen fest in händen
des werktätigen, nun lass den
beschneiten mantel dir outsourcen

ich las von der landflucht aus kübeln, von lochkarten.
wie der eisenbahner transportiert, so rechnet
der statistiker. was glaubst du, wie so ist
(wie dürstete sie) die welt durch der lieder
gewalt, dass du genauso gut glauben magst,
dass die das evangelium verkünden,
sollen sich vom evangelium ernähren,
sollen sich nicht wundern.

ich las, nichts schöneres als einem helden angehören,
bereinigt von sich selbst und tiefer
steht der dunst der erde. wir haben erfahren, was
die erde ist. jetzt lieben wir sie mit einer neuen liebe,
jetzt sammeln wir die kräfte der seele las ich,
jetzt ist verstummt der sprechende
quell, es schweigt das murmelnde wasser,
dessen fabrik gott allein kennt.

.

Seguimi, parla Gesù Cristo, il nostro eroe

c’è un numero piuttosto alto di persone sulla terra
d’altra parte c’è un numero piuttosto alto di persone anche sotto terra
Ludovic Bablon

ho letto la buona novella in tedesco
epidermico, nelle stanze in cui fa irruzione la luce
come in terra nemica, in silenzio, eravamo
giovani allora, cinti di rose
i nostri capi, ho letto,
il che vuol dire: un profondo affetto
per il mondo l’abbiamo
come ce l’ha una persona sublime.

ho letto la rogna delle pareti di casa adornate a sacrario
(copertura sistema frati e suore) e i cadaveri
dei centri storici. ognuno degli arti.
nucleo dell’unica vera salma, la betulla dà
luce al mondo, conduce la gente alla solenne
abluzione, congresso dopo congresso, ho letto,
knochen karl, che solo i sensi sono la fonte.
chi vuole blandirci con questo.

inoltre qui in molti sono finanziati da gesù,
il signore dà il pane quotidiano ai malvagi
in grande timore e tremore, ho letto:
mantenete la calma all’uscita da questo secolo!
le persone capiscono molto meglio
ciò che vogliamo: l’abitudine al vizio
solitario ha da tempo lasciato avvizzire
i loro organi, compagno,

ti abitano decenni, su, porta un vitello
e cibo in abbondanza di questo corpo e di questa vita
elmetto, giarrettiera, guarda gli impianti di macellazione
in disuso, ho letto, membri del commando, virago in armi,
tu stupida bestia, cosa ti spalanchi gli occhi così? il verbo all’orecchio è
cosa buona, il bullone è saldo nelle mani
degli occupati, ora lascia che
il mantello innevato ti esternalizzi.

ho letto dell’esodo da pattumiere, di schede forate,
come il ferroviere trasporta, così lo statistico
calcola. che ti credi di com’è
(com’è assetato) il mondo a forza di canti,
che tu preferisci credere proprio per bene,
che quelli che annunciano il vangelo,
si nutrano pure del vangelo,
che non si meraviglino.

ho letto, niente di più bello che aderire a un eroe,
si acquieta da sé la foschia della terra e più a fondo
sta. abbiamo saputo cos’è
la terra, ora la amiamo di nuovo amore,
ora, ho letto, concentriamo le forze dell’anima,
ora è messa a tacere la fonte che parla,
tace l’acqua che mormora,
ché la sua fabbrica solo dio la conosce.

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