Giorno: 4 settembre 2015

Come una lettera #3 (inedito), di Luciano Mazziotta

di Luciano Mazziotta

a V. Frungillo

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A Palermo,
a volte capita di bere
dalla sera alla partenza dei traghetti.
Eravamo allora in mezzo a più sconfitte
dove restiamo con cautela
disarmante: la parte mancante, Enzo,
è, forse, il senso dell’accumulo
di bile ed esperienze
in questo nostro qui
che nonostante tutto è solo perdita.

E pesa però pesa però poi
il tempo per parlarne manca
e manca come manca quello spazio
che per dirlo quanto manca
non abbiamo voce, peso, né natale.
Il nostro male, Enzo, è un male privato.
È un dolore che esiste d’estate
d’inverno, da sempre, e continua
nel sistema di leve, la pesante
meccanica ché morte ce n’è tanta
e panico e dolore e ancora male
che se anche oggi muore la poesia

lo dimentico o sbaglio funerale.

Inediti di Alessandra Conte

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Testi da Sghemba/Partiture. Tre tarantelle+1

.

non compare, non compare quella
la parola inutile la minestra nel piatto
tutto naso sotto agli occhi, tonda per specchiarsi
come le candide culatte gialle, luna doppia in simmetria
«scappa, scappa!» via, gambe levate testa sul collo
lo zampino della gatta portachiavi «al largo!»
ce lo lascio io, lì, il senno, che poi non serve

*

.

non correggo, non correggo tutto quello che so a memoria
sfogo l’ego mundi di parole opere omissioni, cit.
vedi cit.
segui il nastro, «CHI TI PARLA È DIO»; «io mio!» e parlo da sola
sul fiato sull’eco nera impressa in bianco – saltimbanco
di un dottore mi leggi dentro mentre io mi parlo –
«grandissimo, grandissimo curatore nell’arte di impostura»

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