Giorno: 21 agosto 2015

Poesie per l’estate #52: Michel Houellebecq, La possibilità di un’isola

Dal 27 luglio al 23 agosto la programmazione ordinaria del blog andrà in vacanza. In questo periodo vi regaleremo comunque due post al giorno, una poesia al mattino e una al pomeriggio, “Poesie per l’estate”. Vi auguriamo buona estate e buona lettura. (La redazione)

 

La possibilité d’d’une île (poèsie)

“Ma vie, ma vie, ma très ancienne,
Mon premier vœu mal refermé
Mon premier amour infirmé
Il a fallu que tu reviennes.

Il a fallu que je connaisse
Ce que la vie a de meilleur,
Quand deux corps jouent de leur bonheur
Et sans fin s’unissent et renaissent.

Entré en dépendance entière
Je sais le tremblement de l’être
L’hésitation à disparaître
Le soleil qui frappe en lisière

Et l’amour, où tout est facile,
Où tout est donné dans l’instant.
Il existe, au milieu du temps,
La possibilité d’une île.”

,

*

La possibilità di un’isola

 

Vita mia, vita mia, mia antichissima vita,
mio primo voto mal richiuso,
mio primo amore infirmato,
sei dovuta ritornare.

Ho dovuto conoscere
ciò che la vita ha di migliore,
quando due corpi gioiscono della loro felicità
e si uniscono e rinascono senza fine.

Divenuto totalmente dipendente,
conosco il tremito dell’essere,
l’esitazione  a sparire,
il sole che colpisce al limitare

e l’amore in cui tutto è facile,
in cui tutto è dato nell’attimo;
esiste in mezzo al tempo
la possibilità di un’isola.

(Traduzione di Fabrizio Ascari)

Poesie per l’estate #51: Paul Verlaine, Dopo tre anni

Dal 27 luglio al 23 agosto la programmazione ordinaria del blog andrà in vacanza. In questo periodo vi regaleremo comunque due post al giorno, una poesia al mattino e una al pomeriggio, “Poesie per l’estate”. Vi auguriamo buona estate e buona lettura. (La redazione)

Paul_Verlaine

Après trois ans

Ayant poussé la porte étroite qui chancelle,
Je me suis promené dans le petit jardin
Qu’éclairait doucement le soleil du matin,
Pailletant chaque fleur d’une humide étincelle.

Rien n’a changé … J’ai tout revu : l’humble tonnelle
De vigne folle avec les chaises de rotin …
Le jet d’eau fait toujours son murmure argentin
Et le vieux saule tremble sa plainte sempiternelle.

Les roses comme avant palpitent ; comme avant,
Les grands lys orgueilleux se balancent au vent,
Chaque alouette qui va et vient m’est connue.

Même j’ai retrouvé debout la Velléda,
Dont le plâtre s’écaille au bout de l’avenue
– Grêle, parmi l’odeur fade du réséda

,

Dopo tre anni

Spinta la stretta e vacillante porta,
ho passeggiato nel piccolo giardino
appena illuminato dal sole mattutino
che screzia ogni fiore con un umido guizzo.

Nulla è cambiato. Ho rivisto tutto: l’umile
pergola della vite selvatica con le sedie in giunco…
L’acqua che scorre ha sempre un mormorio argentino
e il vecchio pioppo il suo eterno lamento.

Palpitano le rose come prima: come prima
orgogliosi tremano al vento i grandi gigli.
Conosco ogni allodola che vola e rivola.

E in piedi ho ritrovato la Velleda
il cui gesso si sfalda all’inizio della via,
fragile, nel dolciastro odore di reseda.

..

(da Poèmes Saturniens, 1866; edizione di riferimento: Paul Verlaine, Poesie, cura e traduzione di Renato Minore, Grandi Tascabili Economici Newton, 1989)