Giorno: 13 agosto 2015

Poesie per l’estate #36: Biancamaria Frabotta, Nell’estate del duemila e tre

Dal 27 luglio al 23 agosto la programmazione ordinaria del blog andrà in vacanza. In questo periodo vi regaleremo comunque due post al giorno, una poesia al mattino e una al pomeriggio, “Poesie per l’estate”. Vi auguriamo buona estate e buona lettura. (La redazione)

Biancamaria Frabotta, foto di Dino Ignani

Biancamaria Frabotta, foto di Dino Ignani

Nell’estate del duemila e tre
tutto si prosciugò silenziosamente.
Un meraviglioso azzurro puntato
su di noi come un’arma radiosa
premeva i piedi sul suolo, spruzzava
di calce le pareti, entrava, senza
nemmeno una goccia di pioggia
anche di notte
dentro i nostri occhi spalancati.
Dal tronco del nero colava pece nera
e a febbraio bisognò abbatterlo intero.
Il fico si salvò scrollandosi di dosso
la veste lieve delle foglie assetate
e a luglio cogliemmo fichi secchi
da terra, come fosse Natale.
La siccità portò via anche due peschi
che si erano avviticchiati l’uno all’altro
all’insaputa di tutti, in un solo albero da fuoco.

(da Biancamaria Frabotta, I nuovi climi, 2007)

Poesie per l’estate #35: Michel Deguy, Prosa

Dal 27 luglio al 23 agosto la programmazione ordinaria del blog andrà in vacanza. In questo periodo vi regaleremo comunque due post al giorno, una poesia al mattino e una al pomeriggio, “Poesie per l’estate”. Vi auguriamo buona estate e buona lettura. (La redazione)

Arresti-frequenti

Prose

Tu me manques mais maintenant
Pas plus que ceux que je ne connais pas
Je les invente criblant de tes faces
La terre qui fut riche en mondes
(Quand chaque roi guidait une île
À l’estime de ses biens (cendre d’
Oiseaux, manganèse et salamandre)
Et que des naufragés fédéraient les bords)

Maintenant tu me manques mais
Comme ceux que je ne connais pas
Dont j’imagine avec ton visage l’impatience
J’ai jeté tes dents aux rêveries
Je t’ai traité par-dessus l’épaule

(Il ya des vestales qui reconduisent au Pacifique
Son eau fume C’est après le départ des fidèles
L’océan bave comme un mongol aux oreillers du lit
Charogne en boule et poils au caniveau de sel
Un éléphant blasphème Poséidon)

Tu ne me manques pas plus que ceux
Que je ne connais pas maintenant
Orphique tu l’es devenu J’ai jeté
Ton absence démembrée en plusieurs vals
Tu m’as changé en hôte Je sais
Ou j’invente

.

Prosa

Mi manchi ma
Adesso non più di quelli che non conosco
Li invento vagliando con le tue facce
La terra che fu ricca di mondi
(Quando ogni re guidava un’isola
Alla stima dei suoi beni (cenere d’
Uccelli, manganese e salamandra)
E i naufraghi ne riunivano i confini)

Mi manchi adesso ma
Come quelli che non conosco
Dei quali immagino attraverso il tuo viso l’impazienza
Ho gettato i tuoi denti ai dormiveglia
Ti ho preso sopra-spalla

(Ci sono vestali che riconducono al Pacifico
La sua acqua fuma Dopo la partenza dei fedeli
L’oceano sbava come un mongolo sui cuscini del letto
Carogna a palla e peli nello scavo di sale
Un elefante marino bestemmia Poseidone)

Mi manchi non più di quelli
Che adesso non conosco
Orfico lo sei divenuto Ho gettato
La tua assenza smembrata in molte valli
Mi hai trasformato in ospite Lo so
O lo invento

(Trad. di Mario Benedetti)

(da Michel Deguy, Arresti frequenti. Poesie scelte 1965-2006. Traduzione di Mario Benedetti, Sossela, 2007)