Novità. Mario Meléndez, Aspettando Perec (Raffaelli Editore)

copertina aspettando perec

Aspettando Perec
(Esperando a Perec)

Mario Meléndez

Traduzione di Rachele Vaselli

 

 

Giovane, come intensamente giovani sono sempre i poeti, Mario Meléndez ci dona i suoi versi possenti, capaci di far penetrare nella sensibilità del lettore quell’universo angosciato e al contempo folgorante, dove il conflitto è un sole attorno al quale ruotano gli esseri e le cose. Il mondo che abita e patisce Meléndez è simile al nostro, più contemplato, compreso e descritto con una rara qualità, quella dell’intelligenza poetica. La sfuggente condizione umana non ha grandi segreti per una penna sagace come quella di questo autore, che non ha bisogno di metafore lussuose – sì di quelle funzionali al senso‑ per sgranare la potenza delle sue visioni. Un linguaggio diretto e semplice è il mezzo che adopera il suo talento e ci stupisce poesia dopo poesia: quando pensavamo che quello a cui si riferiva Meléndez era innominabile – almeno per la portata del linguaggio − scopriamo che era possibile farlo, certo, dopo che Meléndez lo ha fatto. Oggi una delle voci più interessanti di tutta l’America Latina. (Luis Benítez. Poeta, saggista e critico argentino)

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El inconsciente es un manicomio
con vista al mar

Cada pez que sale del agua
trae camisa de fuerza

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L’inconscio è un manicomio
con vista sul mare

Ogni pesce che esce dall’acqua
porta una camicia di forza

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5

Vi al Papa despertando
de una horrible pesadilla
Dios le había contado
que leía a Rimbaud
Era año nuevo
El Papa dormía abrazado
a su Cristo de peluche

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5

Vidi il Papa svegliarsi
da un orribile incubo
Dio gli aveva raccontato
che leggeva Rimbaud
Era capodanno
Il Papa dormiva abbracciato
al suo Cristo di peluche

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7

Vi a Dios besando a la muerte
en un café de París
Llevaba una barba de siglos
y un paraguas
para espantar la soledad
Era verano
Su sombra se echaba viento
con la oreja de van Gogh

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7

Vidi Dio baciare la morte
in un caffè di Parigi
Portava una barba secolare
e un ombrello
per spaventare la solitudine
Era estate
La sua ombra si faceva vento
con l’orecchio di van Gogh

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11

Vi a la muerte llorar
en el entierro de Cervantes
La gente gritaba:
“Compañero Miguel”
“Presente”
decían los gusanos
mientras lo bajaban
a su última morada
A pocos metros de ahí
cremaban el cadáver de Dios

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11

Vidi la morte piangere
al funerale di Cervantes
La gente gridava
“Compagno Miguel”
“Presente”
dicevano i vermi
mentre lo portavano
alla sua ultima dimora
A pochi metri da lì
cremavano il cadavere di Dio

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13

Vi a Marilyn Monroe
dando de mamar a su sombra
Tenía los pechos tristes
y usaba camisa de fuerza para dormir
Se había tatuado en la espalda
algo revelador
También Dios fue mi amante

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13

Vidi Marylin Monroe
allattare la sua ombra
Aveva i seni tristi
e usava la camicia di forza per dormire
Si era tatuata sulla schiena
qualcosa di rivelatore
Anche Dio è stato mio amante

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18

Vi a Dios llevarse los juguetes
de mi hijo

Él no tuvo infancia
me dijo la muerte en un sueño

Los entierra en una fosa
junto a los huesos de su madre

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18

Vidi Dio portarsi via i giocattoli
di mio figlio

Lui non ha avuto un’infanzia
mi disse la morte in un sogno

Li sotterra in una fossa
insieme alle ossa di sua madre

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24

Vi a Picasso montado
en un caballo verde
llevaba camisa de fuerza
y una máscara africana

Sus mujeres lo seguían (a pie)
por un desierto de sal
cargaban sus cuadros al hombro
y un paraguas de Matisse

El caballo lucía una extraña peluca
sus patas ortopédicas se abrían
hacia todos lados
desesperando a Picasso
que lo golpeaba con un palo de ceniza

Aburrido bajó del caballo
y comenzó a trazar en el suelo
figuras amorfas
líneas arrancadas
de un alfabeto imposible

Aquí cavaré la tumba de Dios, se dijo
los gusanos jamás me perdonarán

Y ordenó a sus mujeres
cortarse las venas
mientras él pintaba su caballo
de eternidad

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24

Vidi Picasso in sella
a un cavallo verde
portava una camicia di forza
e una maschera africana

Le sue mogli lo seguivano (a piedi)
attraverso un deserto di sale
portavano i suoi quadri sulle spalle
e un ombrello di Matisse

Il cavallo sfoggiava una strana parrucca
le sue zampe ortopediche si aprivano
da tutte le parti
facendo disperare Picasso
che lo colpiva con un bastone di cenere

Annoiato scese da cavallo
e iniziò a tracciare a terra
figure amorfe
linee sconnesse
di un alfabeto impossibile

Qui scaverò la tomba di Dio, si disse
i vermi non mi perdoneranno mai

E ordinò alle sue mogli
di tagliarsi le vene
mentre lui dipingeva il suo cavallo
di eternità

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32

Vi a Kafka en el cuarto de los juguetes
Conducía un tren infinito
sobre rieles que parecían anguilas
Bajo la cama otro niño desarmaba
una oruga fluorescente
La oruga tenía el rostro de Kafka
también los muebles, los relojes
las paredes tenían su rostro
las arañas aburridas en sus telas
los juguetes en la habitación
El único que no tenía el rostro de Kafka
era el propio Kafka cuyo rostro
semejaba una página en blanco

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32

Vidi Kafka nella stanza dei giocattoli
Guidava un treno infinito
su binari che sembravano anguille
Sotto il letto un altro bambino disarmava
un bruco fluorescente
Il bruco aveva il volto di Kafka
anche i mobili, gli orologi
le pareti avevano il suo volto
i ragni annoiati nelle loro tele
i giocattoli nella stanza
L’unico che non aveva il volto di Kafka
era lo stesso Kafka il cui volto
somigliava a una pagina bianca

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Raffaelli editore
Rimini, giugno, 2015