Giorno: 31 luglio 2015

Poesie per l’estate #10: Sandro Penna, Solfeggio

Dal 27 luglio al 23 agosto la programmazione ordinaria del blog andrà in vacanza. In questo periodo vi regaleremo comunque due post al giorno, una poesia al mattino e una al pomeriggio, “Poesie per l’estate”. Vi auguriamo buona estate e buona lettura. (La redazione)

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SOLFEGGIO

La giovinezza è ancora mio appannaggio?
Già mi pare di sì ora che il vento
scompiglia dolcemente i miei pensieri
e la finestra è aperta, chiara e onesta,
e morta è nei miei versi la mia noia.
È durata due giorni la mia noia,
la triste noia fatta di parole
e di azioni convulse a mascherare
l’assenza di un amore, la mia prima
tregua nel mondo del mio disonore.
Sono stato due giorni senza amore:
ho veduto il più bello dei fanciulli
morire nel mio cuore senza un guizzo
come fa la candela senza cuore.
Ho poi veduto un tenero, un novizio
rossore su una gota calda e sola
e sola la ho lasciata raffreddare
come un vecchio maestro elementare.
Sorpreso ho infine casualmente il sesso
di un biondo marinaio aperto e onesto
(non domandate, cittadini, dove)
e non gli ho detto che non era solo.
Non domandate, amici, perché tace
anche il biondo battello sotto il sole;
nel beccheggio sono le sue parole
ma il mio silenzio era privo di sole.
La giovinezza è ancora mio appannaggio?
Già mi pare di sì ora che il vento
scompiglia dolcemente i miei pensieri
e la finestra è aperta, chiara e onesta,
e morta è nei miei versi la mia noia.
È durata due giorni la mia noia
…………………………………………..

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(da Sandro Penna, Poesie, Garzanti, 1989)

Poesie per l’estate #9 – Amelia Censi: La Notte e il Poeta

Dal 27 luglio al 23 agosto la programmazione ordinaria del blog andrà in vacanza. In questo periodo vi regaleremo comunque due post al giorno, una poesia al mattino e una al pomeriggio, “Poesie per l’estate”. Vi auguriamo buona estate e buona lettura. (La redazione)

lampada

La notte e il Poeta

Il poeta scrive
alla luce d’una piccola lampada
davanti alla finestra aperta
della sua dolce aerea mansarda.

Leggera la Notte
è alla falda del tetto.

Il poeta scrive a lei.
Scrive d’amarla.
D’amarla perché la sente
creatura viva
lo spirito come il suo
attraversato
da magiche strade franate
di stupende cosmogonie,
lo spirito come il suo
da sempre sconosciuto.

La Notte
gli passa dolce
le dita tra i capelli.
Il poeta affonda
nel più inaccessibile pensiero
d’assoluto amore
e assurdo scrive
che vuole da lei un bacio.

Chi non vorrebbe sapere
se per un bacio
la Notte
ha fatto al Mistero un ponte?

Se l’hanno varcato assieme?

Se il poeta avrà ritrovata
la strada del ritorno
o non avrà più
voluto ritrovarla?

Solo Poesia lo sa,
ma non lo dice.

(Amelia Censi)