Giorno: 24 giugno 2015

Una frase lunga un libro #18 – Ugo Riccarelli: L’amore graffia il mondo

riccarelli

Una frase lunga un libro #18 – Ugo Riccarelli: L’amore graffia il mondo, Mondadori, 2012. € 19,00  e-book 6,99

Delmo estrasse dal taschino l’orologio per controllare la puntualità del diretto che di lì a un minuto sarebbe dovuto sbucare dalla curva oltre la roggia, rompendo con il suo sferragliare l’incanto del galleggiare nella dolcezza di quella bevanda opaca. Fu proprio mentre iniziò a sentire il rumore del treno che dalla carie sulla casa si affacciò sua sorella Anita ad annunciare la nascita con un bercio da mercato, e lui all’improvviso dimenticò i treni e la dolcezza dell’orzata e si ricordò della moglie che un paio d’ore prima aveva rotto le acque.

Comincia così L’amore graffia il mondo, con orologi, attese, treni e nascita, e questi quattro elementi saranno i cardini del libro. “Ci sono gesti che bisogna continuare a fare / chiudere finestre, tostare il pane, legarsi / il fazzoletto sulla nuca / non c’è altro modo che i gesti per fare i vivi.” Questi versi, invece,  sono di Paola Turroni (Il Mondo è vedovo, Cartabianca 2010) e ben rappresentano la sintesi di quello che è la vita di Signorina, la protagonista del romanzo di Ugo Riccarelli, vincitore del Premio Campiello 2013, e delle altre donne che di questa storia tesseranno i fili, attraverso le azioni, le scelte, i sacrifici, l’amore e le rinunce. Il nome Signorina viene da un treno. Suo padre Delmo, ferroviere e uomo severo, decide che la bimba appena nata deve essere chiamata così, come il treno che sta entrando in stazione, treno a cui lui ha dato  un nome. Un giorno, ancora bambina, grazie a uno sconosciuto, Signorina scopre di avere un dono, dono che potrebbe cambiarla la vita. La fantasia, che fa sì che Armida, un’oca, sia la sua migliore amica, unita a mani che sono in grado di disegnare, tagliare e cucire e il talento che le permette di creare un modello d’abito da un sacchetto per il pane, rappresentano il dono.

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