Adrienne Rich (Baltimora, 16 maggio 1929 – Santa Cruz, 27 marzo 2012) – Due poesie

adrienne-rich_photo-by-thomas-victor-courtesy-of-schlesinger-library

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First Thinghs

I can’t name love now
without naming its object–
this the final measure
of those flintsparkyes
when one believed
one’s flash innate.
Today I swear
only in the sun’s eye
do I take fire

*

Prime cose

Non posso nominare l’amore ora
senza nominare il suo oggetto-
è questa l’ultima misura
di quegli anni di scintille di acciarino
quando si credeva
innato il proprio bagliore.
Oggi giuro
che solo nell’occhio del sole
io prendo fuoco.

(1961)

 

I am composing on the typewriter late at night, thinking of today. How well we all spoke. A language is a map of our failures. Frederick Douglass wrote an English purer than Milton’s. People suffer highly in poverty. There are methods but we do not use them. Joan, who could not read, spoke some peasant form of French. Some of the suffering are: it is hard to tell the truth; this is America; I cannot touch you now. In America we have only the present tense. I am in danger. You are in danger. The burning of a book arouses no sensation in me. I know it hurts to burn. There are flames of napalm in Catonsville, Maryland. I know it hurts to burn. The typewriter is overheated, my mouth is burning, I cannot touch you and this is the oppressor’s language.

*

Compongo sulla macchina da scrivere a notte fonda, ripensando a oggi. Come abbiamo parlato tutti bene. Una lingua è una mappa dei nostri fallimenti. Frederick Douglass ha scritto un inglese più puro di Milton. La gente soffre molto nella povertà. Ci sono metodi ma non li usiamo. Giovanna, che non sapeva leggere, parlava qualche forma contadina di francese. Alcune di queste sofferenze sono: è difficile dire la verità; questa è l’America; non posso toccarti ora. In America abbiamo solo il tempo presente. Sono in pericolo. Sei in pericolo. Il rogo di un libro non risveglia alcuna sensazione in me. So che bruciare fa male. Ci sono fiamme da napalm a Catonsville, nel Maryland. So che bruciare fa male. La macchina da scrivere è surriscaldata, la mia bocca brucia, non posso toccarti e questa è la lingua dell’oppressore.

(1968)

 

***
le due poesie sono tratte da Cartografie del silenzio,  Crocetti editore, 2000. A cura di Maria Luisa Vezzali

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