Giorno: 6 maggio 2015

Una frase lunga un libro #11 – Emma Reyes: Non sapevamo giocare a niente

Una frase lunga un libro #11

sur32_medium_tn_150_207

Emma Reyes, Non sapevamo giocare a nienteTraduzione di Violetta Colonnelli. Prefazione di Tiziana Lo Porto, Sur, 2015; € 15,00, ebook € 9,99

 

Nelle ore di ricreazione tutte giocavano a molti giochi diversi; noi non sapevamo giocare a niente.

Emma Reyes, colombiana, ha vissuto in Europa, è stata pittrice. Questo è il suo unico romanzo, postumo. Queste sono le poche cose che so di Emma Reyes, o che sapevo prima di aver letto il libro. Le so perché le ho lette nella prefazione, molto bella, di Tiziana Lo Porto. Sono rare le prefazioni ai libri di narrativa, ma a volte sono necessarie. Emma Reyes visse un’infanzia turbolenta, drammatica, incredibile. Visse dolorosamente e faticosamente fino all’adolescenza, insieme alla sorella Helena. Il libro è composto da 23 lettere che Emma spedisce nell’arco di trent’anni, dalla Francia alla Colombia, al suo amico Gérman Arciniegas, giornalista, saggista, storico, diplomatico colombiano. Nelle lettere racconta l’infanzia tra Bogotà e altri luoghi della Colombia e poi gli anni vissuti in un convento, sempre a Bogotà. Dopo il convento viaggerà moltissimo: Argentina, Paraguay, Uruguay, Bolivia e poi la Francia. Dipingerà sempre. La Reyes fu principalmente una pittrice. Non sapevamo giocare a niente esce per la prima volta nel 2012, ed è subito un caso letterario, amato dai critici e dai lettori. È il suo romanzo ed è di questo che vi devo parlare.

(altro…)