Giorno: 5 maggio 2015

Luca Angeli – Inediti

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Canzone per un poeta morto

Signor Guido Gozzano,
mentre stringo il suo libro,
mi dica cosa sia tenere in mano,
tra le dita sudate,
sotto gli occhi affamati,

qual tesoro, qual pomo
d’altissimo sapore
la vita per me affine d’altro uomo,
compressa in cento pagine
da un duo di laureati.

Io postumo fanciullo,
con questa carta postuma
che tra le mani dolcemente cullo,
sto qui seduto a chiedermi
se le è dolce il sorriso

che riverso sui versi
dalla sua mano nati;
se le è conforto, tra gli unti e gli aspersi,
l’umana comprensione
ch’emerge sul mio viso.

Chi l’ha mai visto in volto?
Io no, no di sicuro,
né la sua voce udito e nemmen tolto
lacrime dalle guance
sue deluse e abbattute:

ma le insoddisfazioni,
mi creda, ancora oggi
hanno il sapore stesso dei bocconi
e delle tante amarezze
da lei già conosciute.

Che importan queste adesso?
Che importano le mie?
Io son qui, rendo omaggio lieto presso
le vostre ossa di carta:
e tanta gloria possa,

Signor Guido Gozzano,
tenere un giorno anch’io:
che in un tempo lontano,
penna alla mano, un postumo fanciullo
sorrida alla mia fossa.

.

Preda

Sente comprimersi i tessuti in petto
ad ansimargli nuovo e caldo orrore,
già può sentire al collo il predatore
e la speranza farsi vago oggetto.

Terrore.

Gli spasmi del cuore
rallentano il battito…

Si fanno dolore
i brividi freddi…

Terrore.

Ecco, corrotto dal suo stesso germe
vien dilaniato da uno schiocco secco.
Ecco, scempiato dal tremendo becco
duro d’un corvo, quale è muore un verme.

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Francesca Marzia Esposito – La forma minima della felicità

esposito Francesca Marzia Esposito, La forma minima della felicità, Baldini&Castoldi, 2015 € 16,00 (ebook € 7,99)

Lei si chiama Luce e vive al buio. Non è cieca, no. Luce non vuole che l’esterno entri in casa, luce del giorno compresa. Luce non vuole l’esterno, quindi il mondo. Luce vive chiusa in casa, sappiamo che la casa è a Milano. Luce si muove, quando si muove, dal letto al divano, dal divano al bagno. Ma il divano è la cosa con cui divide la maggior parte delle ore. Ha mensole staccate dal muro, libri accatastati sul pavimento. Lei e il divano dividono le ore, a loro volta, con il televisore. Anche il televisore è un solitario, restringe il campo quasi a volersi adattare alla sua padrona. Mostra un solo canale, il 32, un canale di televendite. Vendita reiterata, infinita, di anelli e bracciali. Luce guarda le televendite e mangia fette biscottate. Marmellata spalmata pare essere l’unico, un po’ inquietante, momento di dolcezza.  Luce ordina la spesa da casa, Luce non esce per andare a lavorare. Non riceve visite, a stento parla al telefono con sua madre.
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