Giorno: 3 Mag 2015

Roberto Maggiani, La bellezza non si somma

Maggiani_Bellezza

Roberto Maggiani, La bellezza non si somma (italic 2014)

La bellezza non si somma manifesta, dandole voce e luce che a pieno diritto aspirano a una dimensione universale, la tensione verso il dire poetico di colui che ha scelto una professione scientifica − Roberto Maggiani è fisico e ben conosce la differenza tra i due linguaggi, i punti di scissione, i confini netti, così come le congiunzioni che, nella loro singolarità, si incamminano più verso il prodigio che verso la regola. La rinnovata insoddisfazione nei confronti del linguaggio scientifico, la bellezza ‘attraverso’ e ‘oltre’ («Quando ormai più né numeri e figure/ chiave saranno di tutte le creature», scriveva Novalis, poeta caro a Maggiani e come Maggiani attivo in una professione scientifica) si fanno feconde dispensatrici di forme diverse, dall’idillio all’aforisma all’istantanea che cattura epifanie del tempo, tra mode ed eterni ritorni.
No, non si somma la bellezza, ma solo chi sa scorgere la rete, chi ha la ventura oppure sceglie l’azzardo di tesserne le maglie, dà senso alla parola. Attribuzione di senso e ricerca della verità sono intimamente collegate nella rete disegnata dalla bellezza; Roberto Maggiani è perfettamente consapevole che andare incontro al suo mistero, nei regni della natura, “nell’acqua screziata d’azzurro e verde” di uno stagno al mattino, così come nell’intuizione di un “altro mondo”, non è impresa priva di pericoli. Scovare e scavare, immergersi e immaginare, allontanarsi dal sentiero comune e svelare esigono un tributo salato: “La verità nascosta si paga, / eccome se si paga”.  (Anna Maria Curci)

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Il calore percuote i tamburi della terra.
Onde srotolate come tappeti
invitano nella tenda azzurra del cielo.
Una folla invisibile
batte i piedi danzando –
vibra il cosmo.

(dalla sezione I, p. 12)

*

Una persona

Nel gioco improvvisato è veloce.
La sua bellezza è inscritta
nel giallo-verde degli occhi
e nella geometria del viso.
In costume è la creatura perfetta
l’evidente bellezza.
Potrebbe essere assimilato a un dio
forgiato dai quattro elementi
raccolti sull’isola.

(dalla sezione II, p. 19)

*

La paura

È un qualunque mattino di serenità:
il sole alto sull’orizzonte marino
la nuvola bianchissima nell’azzurro subtropicale
la palma ondeggiante lungomare
il frastuono dell’onda sulle pietre.

Minuti sospesi
sul baratro dell’inesistenza –
ma noi di questo non ci preoccupiamo.
Nell’Universo del vuoto metastabile
(potrebbe disintegrarsi da un momento all’altro)
qualcuno si spaventa per una sirena
un incendio improvviso nel bosco
un forte vento.

La paura
è solo un momento in cui vediamo
riflessa nel mondo
la precarietà
della rete che ci sostiene.

(dalla sezione III, p. 26) (altro…)