Giorno: 1 Mag 2015

Gianni Montieri – Fuori dai cantieri (II serie)

foto gm

foto gm

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Dietro le baracche di lamiera
dove si conservano i guanti
e i piccoli utensili
gli operai, nel pomeriggio
che sfuma, riprendono le cose
che hanno lasciato all’alba:
un giaccone pesante
il pensiero di un figlio
le chiavi della macchina.

*

Il pranzo, convocato
a mezzogiorno in punto
chi viene dal magazzino
chi scende piano dalla gru
come una processione
arriva anche il capocantiere
e poi il gessista, si mangia
si raccontano storie
ci si dimentica, e l’olio
cola dal pane sulla polvere.

*

Hanno portato le tute nuove
i caschi gialli, gli scarponi
antinfortunistica, quale fortuna
ci toccherà oggi, il punto dove
non cadere, la mensa, una parete
tirata a regola d’arte, una pacca
sulla spalla, verso sera, una casa.

*

Dice che la casa l’ha tirata su
da solo, pietra per pietra
mattone dopo mattone, la malta
impastata in cortile, la moglie
per aiutante, dalle sei di sera,
a volte, fino a mezzanotte,
il cemento preso a poco prezzo,
qualche scarto dal cantiere,
le tegole donate dal padrone,
brava persona, dice, un signore.

*

Hanno finito l’ultimo solaio
dove starà l’attico, il ventesimo
piano, quello più giovane
scruta l’orizzonte, verso sud
pensa: da qui vedranno anche Pavia
poi si volta e immagina divani,
tappeti, arredi di design.
Il più anziano dice:
Con la nebbia fitta
non vedranno niente
come fossero a Rogoredo,
nella mia cucina a Corvetto,
nel cortile dove vivi tu.

*

Ha mostrato a suo figlio
i tagli sulle mani, i calli
poi lo ha accarezzato
adesso guarda i libri sul comodino
e pensa che potrebbe sceglierne
uno e tenerlo tra le dita ruvide.

*

Gli occhi umidi di Beppe:
mi allunga Lotta Comunista
e mi racconta di suo padre,
così presente, manca
come mancherebbe un amico,
mi dice. Come mancano
le rivoluzioni, penso.
Gli passo i soldi per il giornale
c’è tenerezza in tutto questo.

*

e quindi un cantiere nel palazzo
scarpe da tennis che scompaiono
polvere, impalcature, operai infine
e io che li accuso mentalmente
voi, voi, voi ladri di vecchie adidas
e la racconto e la dimentico
poi è marzo, i lavori finiscono
i ponteggi smontati in un giorno
cortile pulito, lenzuola stese
adidas più sporche che mai,
come in un racconto di Barthelme,
riapparse sul bordo del balcone
di un vicino, do l’acqua ai fiori
in questa vita in città, di ringhiera.

***

© Gianni Montieri

Nota: una prima serie di Fuori dai cantieri fu pubblicata Qui il 1 maggio 2013.