Giorno: 29 aprile 2015

Premio per la critica IRLP 2015

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BANDO DEL PREMIO PER LA CRITICA IRLP 2015 – II Edizione

A – REGOLAMENTO

  1. Al concorso si partecipa inviando un saggio o uno studio inediti in lingua italiana di min. 5.000 e max. 8.000 parole[1]. Si accettano solo ed esclusivamente saggi critici dal respiro ampio e con una struttura solida; sono escluse recensioni lunghe o raccolte di recensioni. La nozione di “inedito” non si limita alla pubblicazione cartacea (rivista o libro), ma investe anche quella su web.
  2. Il saggio deve pervenire entro e non oltre il 30 giugno 2015 all’indirizzo email inrealtalapoesia@gmail.com in due copie (formato Word e PDF) nominato come “titolo saggio – nome cognome autore” . È d’obbligo firmarsi con nome e cognome.
  3. Il saggio deve affrontare uno o più autori (italiani o stranieri) in relazione ad un tema o una tesi centrale a sostegno di un discorso critico che cerchi di stabilire un nesso tra la scrittura poetica analizzata ed uno o più aspetti della realtà sottoposti ad analisi.
  4. Onde garantire la verificabilità del discorso critico, riportare passaggi testuali dalle opere analizzate è un prerequisito essenziale ed imprescindibile: i saggi che non dovessero rispettarlo saranno esclusi.
  5. Tutti i saggi pervenuti verranno letti e valutati alla luce dei seguenti criteri di valutazione:
    • Originalità della proposta, ovvero: quanto la tesi o tematica a sostegno del contributo critico è in grado di porsi (e porci) domande spesso tralasciate nel dibattito critico o i cui risvolti critici siano rilevanti ed innovativi, stimolanti.
    • Adeguatezza dell’approccio in relazione al tipo di questioni che il saggio affronta con chiarezza espositiva e metodologica.
    • Forza dell’argomentazione delle tesi esposte, che dovranno risultare intrinsecamente convincenti e opportunamente argomentate ed integrate all’interno dell’impianto del pensiero espresso in forma chiara, complessa e coesa.
    • Verificabilità del discorso critico, ovvero quanto le tesi esposte risultano estrinsecamente convincenti ed oggettivamente verificabili, illuminando i testi sottoposti a critica.
    • Efficacia e appropriatezza del linguaggio utilizzato, privilegiando la precisione e penalizzando un uso “barocco”, digressivo o inutilmente erudito del linguaggio.
    • Uso critico e non citazionista delle fonti utilizzate. Questo significa, da un lato, che le fonti devono effettivamente supportare il proprio discorso anziché fungere da orpello; dall’altro che le fonti stesse sono sottoposte a critica, trattate con rispetto ma senza cieca riverenza.
  6. Non ci sono preclusioni verso approcci o metodologie critiche, purché tutti i punti del presente bando vengano rispettati.
  7. La scelta del materiale poetico criticato e la posizione del critico nei confronti di tale materiale (per es. stroncatura, perplessità, elogio, esemplificativo, ecc.) deve essere esplicitata ed opportunamente motivata attraverso elementi tangibili che consentano la verificabilità del discorso critico.
  8. La partecipazione al premio implica il tacito consenso alla pubblicazione del saggio sul sito o altri canali inerenti a IRLP, senza eccezioni e sempre qualora la giuria dovesse ritenerlo opportuno.
  9. All’autore del saggio migliore verrà offerto un contratto di pubblicazione con le Edizioni Prufrock spa, vòlto alla realizzazione di un libro di critica (vedi Sezione C).
  10. Il concorso sarà ritenuto nullo se il numero di saggi pervenuti sarà inferiore a 15. La giuria si riserva il diritto di non assegnare il premio se nessuno dei contributi pervenuti dovesse rispondere agli standard qualitativi elencati al punto 5. Qualora il concorso dovesse ritenersi nullo, tutti i materiali pervenuti si ritengono automaticamente liberi da ogni vincolo stabilito da questo bando.
  11. Per ogni ulteriore chiarimento, scrivere a inrealtalapoesia@gmail.com.

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Una frase lunga un libro #10 – Mario Benedetti: Grazie per il fuoco

Una frase lunga un libro #10

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Mario Benedetti, Grazie per il fuoco, LaNuovafrontiera, 2011 (trad. Elisa Tramontin; € 17,00, ebook €10,99)

 

 

È più probabile che un giorno un operaio che ho licenziato o insultato, perché a me piace insultarli, torni a casa rimuginando, rimugini un altro po’ mentre beve il mate, compri più tardi una rivoltella, ritorni in fabbrica e mi spari un colpo; è più probabile che un giorno accada questo piuttosto che, invece, accada una cosa così inaudita e insolita per cui i tuoi sinistroidi da bar si mettano d’accordo, risolvano finalmente il rompicapo dei loro scrupoli e delle loro sfumature, e decidano di mettermi una bomba nell’Impala. Per ammazzare un uomo bisogna essere cornuti, o avere le palle, o essere ubriachi. E voi bevete Coca-Cola.

Edmundo Budiño e suo nipote Gustavo stanno discutendo di politica. Il dialogo è serrato e brillante. Edmundo è uno dei cinque uomini più potenti dell’Uruguay. Simbolo del dominio di pochi, del controllo totale sulle vite. Freddo, glaciale, sempre lucido. Non esita mai quando c’è da liquidare un avversario. Contolla la stampa, i politici, il denaro. Gustavo è un ragazzo che va all’università, ha voglia di rivoluzione. Discute con suo nonno, ma l’ultima frase, quella riportata qui in testa, è di Edmundo. L’uomo che per tutta la vita ha sempre avuto l’ultima parola. L’uomo che non ha paura. Tra Edmundo e Gustavo troviamo Ramón, il vero protagonista del romanzo. Ramón è uno dei due figli di Edmundo, quello più intelligente, quello che critica suo padre apertamente ma che non riesce a liberarsene. Ramón che non può considerarsi un uomo libero, perché la sua stabilità economica ha origine da un aiuto di suo padre. Un prestito che non è soltanto un fatto di denaro (denaro che Ramón restituirà), ma è un’apertura di credito nel mondo che conta a Montevideo e in Uruguay. Grazie per il fuoco è, secondo me, il capolavoro di Mario Benedetti, forse superiore a La tregua (Nottetempo, 2014). La prosa di Benedetti qui raggiunge vette che pochissimi scrittori sudamericani hanno raggiunto. Uno dei mille esempi, apro una pagina a caso:

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