Giorno: 15 aprile 2015

Una frase lunga un libro #8 – Massimo Zamboni: L’eco di uno sparo

Una frase lunga un libro #8

zamboni

Massimo Zamboni, L’eco di uno sparo, Einaudi 2015, € 18,50, ebook € 9,99

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I crimini vivono oltre la carne di chi li compie, ne incrostano il ricordo, il valore dell’aver vissuto. Poiché le nostre azioni saranno descritte in noi, buone e cattive, ci accompagneranno senza rimorso mutandosi in carne, modellando le fisionomie. Si possono anche addomesticare, dissimulare; ma ci sono sguardi che risulta difficile sostenere: il nostro medesimo prima di ogni altro.

Prima ancora di cominciare a raccontare il bel libro di Massimo Zamboni, partendo dalla frase che ho scelto, volevo dirvi della dedica. Zamboni fa questa dedica: “agli sconosciuti”. Penso che sia una delle più belle dediche che io abbia mai letto, in un libro. Bella per due motivi. Innanzitutto perché lo sconosciuto è chiunque, Massimo Zamboni ritiene questa storia così importante e universale da poterla portare in dono a tutti. E ha ragione. L’altro motivo è quello più legato al libro, alla ricostruzione familiare e storica che fa lo scrittore emiliano, gli sconosciuti siamo anche noi stessi. Lo siamo nella misura in cui non conosciamo il nostro passato, dimentichiamo le nostre origini, non completiamo la nostra memoria. Siamo sconosciuti a noi stessi se ci accontentiamo di un racconto tramandato, o soltanto di un ricordo. Massimo Zamboni si dedica il libro, dedicandolo a noi, perché ricostruendo la storia della sua famiglia, che vive dentro a un pezzo terribile della storia d’Italia, ricostruirà la propria. La capirà.
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